“Colour Blind” by Seaway

di Luca La Barbera

seawayI Seaway sono una di quelle band che cambia il proprio sound, anche se poco, ad ogni nuova uscita. Dopo un EP con sonorità molto pop uscito nel 2014, tornano con l’attesissimo secondo full-length Colour Blind, in uscita il 23 ottobre.

Slam”, con un inizio emo che sfocia in riff pop punk, chitarre stoppate e armonizzazioni vocali perfette, apre perfettamente Colour Blind, disco composto da 12 tracce energiche ma spesso un tocco di malinconia.
La seconda traccia è “Best Mistake”. Me la sto già immaginando live, tra gente che si lancia dal palco e sing along. Verso la fine ha anche un piccolo assolo che fa tutto più bello. Si vola subito alla terza traccia, “Trick (So Sweet)”, nella quale si sente la presenza di Alan Day (Four Year Strong), co-produttore del disco. Riffoni distorti e melodie che ti entrano in testa e non escono più.

I Seaway non abbassano il tiro e incontriamo il singolone “Freak”. Non trovo le giuste parole per descriverlo, senza dubbio miglior pezzo del disco. Fa proprio venire voglia di saltare e cantare.

Still Weird” parla della maturazione della band, di come vedano determinate cose in modo diverso essendo però rimasti sempre gli stessi. “I see in different colors now”.
Le acque si calmano un pochino con i quasi quattro minuti di “Stubborn Love”. Parte con un arpeggio emo e le due voci (bellissime) e continua con una malinconia che  si impossessa del tuo corpo per il resto della canzone.
Siamo arrivati a metà e dopo questa sorta di “pausa” il disco scorre liscio con tracce più pop come “Big Deal” e malinconiche come “Airhead”. “Beinglonely is different than being alone/Like when you call and nobodypicks up the phone”.

In “Growing Stale” troviamo anche un riferimento alla vecchia e cara “Your Best Friend”, “Don’t you go crying now”.
L’energetica “The Day She Left” provoca headbanging e ci prepara agli ultimi due pezzi: “Turn Me Away”, che mi ha colpito positivamente perché è diversa dallo stile al quale i Seaway ci hanno abituato e “Goon”, perfetta come chiusura.
La malinconia del pezzo fa venir voglia di riascoltare l’album da capo. “What a nice day, my girlfriend left me for some other dude”.

Aspettavo con ansia questo disco e non ha deluso per niente le aspettative create con i primi singoli. Già in “All In My Head” si era notata parecchio la crescita della band, ma con questo disco hanno dimostrato la capacità di fare pezzi maturi che al tempo stesso divertono. “Colour Blind” è sicuramente il lavoro migliore della band.
Disco dell’anno? Direi di si. “Everything is cool man”

Voto: 5/5

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