“Chiamami scemo ma non chiamarmi emo” – Bay Fest @ Beky Bay, Igea Marina (RN)

Di Chiara Cislaghi e Elisa Susini

FLYER 15x15  4thnGOAL + Edoardo4Cosa succede se metti insieme la Romagna ed il punk rock? Il Bay Fest! Per essere alla sua prima edizione, questo festival è uno dei meglio organizzati a cui siamo mai state, dall’organizzazione della press area, al catering per i gruppi (può sembrare una cosa irrilevante, ma non lo è, chi suona ne sa qualcosa), alla gestione esterna dei parcheggi (cosa non da poco se vieni da fuori), insomma, tutto perfetto ai nostri occhi. Ma parliamo della parte che sicuramente vi interessa di più, i live!

A far partire lo show ci pensano gli amici Edward In Venice from Pesaro con una performance da 1000+. Macchine da guerra e grandi signori sul palco, ci sparano un set di 25-30 minuti dove c’è il meglio di tutto quello che sono.
Alternano canzoni del nuovo ep, Howler, fra cui la track omonima e “Smoking Vehicles” a quelle più vecchie come “October 17th” e “Son Of No One” ed è una festa.

Il pubblico si carica per bene, noi vorremmo più canzoni ma possiamo dire che la serata è stata aperta nel migliore dei modi.

Subito dopo salgono sul palco i Duff (d’oh!, scusate, dovevamo dirlo) che, oltre a prendere il nome dalla famosa birra prediletta da Homer Simpson, sono anche una band che sa intrattenere il pubblico con la sua ironia, il titolo del live report viene infatti da una frase di una loro canzone (di cui, perdonateci, non ricordiamo il titolo, ma era qualcosa sugli hipster). Ammettiamo la nostra ignoranza in tema Duff, quindi possiamo solo dirvi che hanno saputo intrattenere il pubblico con un punk rock cantato in italiano.

Subito dopo arrivano i nostri preferiti di sempre, i 4th ‘N Goal. Ci propongono sia pezzi nuovi, tratti dal loro ultimo EP “Turn on the light”, come “Red Line Extreme”, “KenBurns” ed “Out of  Tortillas”, sia le ormai ben conosciute “Easy core stuck up people”, “Bet everything (Here.Now)”,“Maybe…but not sure” e la celeberrima “Music is over”; il tutto contornato dalle cover di “Drown” dei Bring Me The Horizon e “International you day”dei No Use For A Name, che manda letteralmente in visibilio il pubblico. Tra salti, passi di salsa, personaggi vestiti da Borat che salgono sul palco, i 4th ‘N Goal hanno saputo intrattenere il pubblico come sempre, nonostante l’emozione di aprire agli svedesi Millencolin.

I Millencolin ci hanno dato dentro ed erano molto più carichi di quando li abbiamo visti nelle loro ultime esibizioni in Italia.
Le canzoni del nuovo disco, True Brew, dal vivo hanno reso proprio bene, soprattutto la opening song, “Egocentric Man”, il singolone “Bring Me Home” e “Chamaleon”.
Ai pezzi nuovi (hanno fatto le prime 5 o 6 canzoni del disco) hanno alternato anche qualche inaspettata chicca dal passato, per la gioia di noi eterni nostalgici: “Olympic”,“Dance Craze”, “Twenty Two” e “Pepper.”
Il live è trascorso velocemente, i Millencolin non parlano molto, ma lasciano parlare la loro musica, dai classiconi di Pennybridge Pioneers, cantati a gran voce da tutti i presenti, a pezzi degli anni 2000 come “Man or Mouse”, “Ray”, “Clash or Cash”, “E20 Norr” – la versione in svedese di“Battery Check” – e “Farewell My Hell”, alla fine del mondo su “Bullion” e “Lozin’Must”, canzoni della vita.
Prima dell’encore è la volta dell’immancabile “Mr.Clean” ma nel giro di pochi minuti i Millencolin tornano sul palco e ci regalano altre 7 canzoni di fila, creando un macello così grande da non farci nemmeno sentire che in quel di Bellaria stavano facendo i fuochi perché era arrivata la mezzanotte di Ferragosto.
“No Cigar” avrebbe dovuto chiudere il concerto ma al grido di one more song ci hanno regalato anche “Knowledge” degli Operation Ivy. Qualcuno accanto a ma diceva che il concerto sarebbe dovuto finire con una cover dei Nabat, ma non si può avere tutto.
Contentissimi di aver rivisto per l’ennesima volta una delle band con cui siamo cresciuti e che ci fa sempre stare bene, ci siamo buttati in acqua per un super bagno post-concerto con in sottofondo un dj set punk rock da urlo (che inlcudeva i tanto amati The Ataris) di Cece ed Andrea Rock e Giulia Salvi direttamente da Virgin Radio.

Insomma, tirando le somme, è stata una serata stupenda e possiamo dire che il punk rock, in Romagna, l’ha vinta a mani basse.

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