The Kooks @ Villa Arconati, Bollate (MI) 21/07/2015

Di Sara Cavazzini

11262444_10153080033508751_8197352686551400572_nOgni tanto, molto raramente, succedono cose belle nel mondo di Aim A Trabolmeicher, una di queste è stata a febbraio quando inaspettatamente senza nessun tipo di problema siamo riuscite ad intervistare i The Kooks (e potete leggere come è andata qui) ed è stato tutto molto bello, sia l’intervista che il concerto,  quindi mi sembrava giusto andare a rivederli anche a adesso nonostante non siano passati neanche 6 mesi da quella data.

Quella volta si erano esibiti al Fabrique in mezzo alla tristissima zona industriale, invece ora ci troviamo all’aperto, nel verde del parco di Villa Arconati.

Tralasciando le infinite peripezie che ho dovuto affrontare, tipo il mio solito ritardo, dover tornare a casa a metà strada perché avevo dimenticato il portafoglio, il navigatore che non funziona come dovrebbe e cose così, alla fine riesco ad arrivare viva ed in tempo.

Le principali problematiche ovviamente sono il caldo e gli insetti, ma si riesce a dimenticarsene appena i The Kooks salgono sul palco. L’unica cosa che rimane a darmi fastidio è una luce molto impertinente che mette in seria difficoltà i miei occhi molto sensibili, ma è un problema mio e non vi interessa.

11707346_10205979179670121_1166006178491176284_nCome avevo già potuto constatare,  il loro live è molto intenso e pieno di energia e la scaletta è molto simile e di poco più breve rispetto a quella di febbraio, con un’alternanza ben bilanciata dei pezzi più elettronici dell’ultimo album Listen e i classici più indie meno recenti.
La prestazione della band è ottima, Luke Pritchard tiene il palco molto bene, tra una mossetta e l’altra, e ci illude anche di aver imparato quella che per gli anglofoni sembra la cosa più complicata del mondo, ovvero dire correttamente ‘Grazie’: ci riesce una volta e poi rovina tutto con un ‘Graziaaaa’.  Ed sempre figo (scusate, doveva arrivare il momento in cui dirlo).

Insomma è tutto molto bello,  sembra passare troppo velocemente, le canzoni sembrano durare troppo poco, e poi arriva la mia personal favourite, She Moves In Her Own Way (resa anche personal favourite dal fatto che nel video l’ex batterista della band era bellissimo e io lo amavo alla follia), poi Luke rimane solo con la sua chitarra acustica e fa Seaside e col caldo che fa sarebbe impossibile rispondere di no al suo “Do you want to go to the seaside?”, il tempo scorre inesorabilmente e siamo già all’ encore, che secondo me è  stata la parte migliore del concerto: prima See Me Now, poi Junk Of The Heart, che trovo più adatta in questa posizione che collocata a metà setlist come a febbraio, e infine ovviamente l’evergreen Naive, quella canzone che poco meno di 10 anni fa (come mi sento vecchia a dirlo, aiuto) ci ha fatto innamorare dei The Kooks e che ancora oggi fa venire i brividi.

Setlist:

Around Town
Ooh La
Bad Habit
Down
It Was London
She Moves in Her Own Way
Eddie’s Gun
Seaside (Acoustic)
Tick of Time
Westside
Always Where I Need to Be
See the World
Sway
Saboteur
Sofa Song
Forgive & Forget

Encore:

See Me Now
Junk of the Heart (Happy)
Naive

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