“Copacetic” by Knuckle Puck

Di Giorgio Molfese

Knuckle_Puck_-_CopaceticNel mezzo del cammin di nostra vita, mi ritrovai in questa stanza oscura, alle 00.43, con il condizionatore a palla e un mezzo temporale fuori dalla finestra. Condizioni ideali per mettermi le cuffie e ascoltare finalmente Copacetic, il nuovissimo lavoro dei Knuckle Puck che sicuramente figura ai primi posti degli album più attesi dell’anno.
Dopo circa un milione di EP finalmente il 31 Luglio esce il debut album della band di Chicago e in tutta onestà non vedo l’ora di immergermi in esso.La opener si intitola “Wall To Wall (Depreciation)” e non si discosta troppo dai Knuckle Puck che siamo abituati ad ascoltare. Ottima premessa, due minuti e venti così come piacciono a noi, con lyrics davvero ricercate e con Joe che come al solito si conferma uno dei miei vocalist preferiti.

La traccia successiva la conosciamo da un po’; “Disdain” infatti è il primo singolo rilasciato da Rise Records per annunciare il disco. Il pezzo ondeggia tra parti lente e arrabbiate, testo quasi tendente all’emo e quella sensazione che il meglio debba ancora arrivare.

Infatti “Poison Pen Letter” è devastante. Melodicamente mi fanno particolarmente impazzire le strofe e anche se non è propriamente una canzone catchy, ti rimane in testa.

Il disco scorre abbastanza velocemente, passiamo quindi a “Swing” che dopo un paio di ascolti è diventata una delle mie preferite dell’album. Meravigliosi il pre-chorus e il chorus, in netto contrasto tra loro.

Ed eccola, prima “ballad” acustica. “Ponder” si candida ad essere quello che è Sixteen per i Real Friends, mettiamola così. Bellissima.

In “Evergreen” troviamo appunto Dan, direttamente dai brothers dei Real Friends che ricambia il favore concesso da Joe in Cover You Up e strano a dirlo, insieme piazzano un bel colpo al cuore quasi e dico quasi, positive.

“True Contrite” l’abbiamo già sentita e ha il finale più bello di sempre, ascoltare per credere.

“Stationary” è anch’essa una delle mie tracce preferite del disco (e da stasera, di sempre). Come al solito Joe sa quando darti una mazzata e quando addolcirti. Davvero bella.

Siamo quasi alla fine con “In Your Crosshairs” che è un’altra ballad, un po’ meno lenta di Ponder, più ritmata. Anche qui abbiamo un finale solo strumentale che va a sfumare nel silenzio e a me piacciono un sacco queste cose.

“Pretense” mi era piaciuta subito al primo ascolto e ora mi convince sempre di più. Si sentono i vecchi Knuckle Puck ma anche la maturità del passo fatto con questo disco.

Chiudiamo con “Untitled”, otto minuti intensi, nel senso che la canzone vera e propria finisce dopo tre, il resto è tutto strumentale e come ho detto qui sopra io amo certe cose. Chiudono il disco alla Knuckle Puck e va bene così.

In definitiva, zero delusione. Mi aspettavo qualcosa di davvero speciale, di “nuovo”, per quanto possa esserci qualcosa di nuovo nella scena pop punk, e i Knuckle Puck con Copacetic si candidano di diritto al titolo di Disco Dell’Anno (non è vero ci sono i Chunk).

Io sono mesi che sento dire per mezza Europa e in America che: “I Knuckle Puck sono una band più amata dei Real Friends, ma nessuno ammetterà mai di amarli più dei Real Friends”. E se fosse…

VOTO: 4.5/5

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