“Fuck the mosquitos” – Strung Out + Versus The World @ Magnolia, Segrate 14-07-15

di Michela Rognoni con la gentilissima collaborazione di Marco Cosentino

strung outCiò che di questo evento salta all’occhio prima ancora di mettere piede al Magnolia di Segrate è che il pubblico sarà un po’ più agé rispetto a quello che siamo abituati a vedere agli eventi in cui bazzichiamo di solito.
Questo perché gli headliner sono gli Strung Out, pionieri per quanto riguarda la zona più melodica dell’hardcore, che si portano alle spalle 25 anni di carriera. E 25 sono davvero tanti, pensate, sono gli anni che ho io che dico sempre di essere vecchia.
Ad accompagnarli un altro pezzo di California, i Versus The World, con in formazione membri di Ataris e basta perché a questo giro il Lagwagon è il gigante mancante.
In apertura le due band italiane che effettivamente sono il meglio in una serata del genere: LineOut e For Those Afraid – che personalmente non ho avuto il piacere di sentire questa volta a causa dell’adulthood. Ci si lamenta sempre che i concerti li fanno troppo tardi e poi quando iniziano alle 7 bisogna andare tardi lo stesso perché alle sette se va bene si è appena usciti dal lavoro. Comunque secondo innumerevoli voci di corridoio entrambe le band sono state all’altezza, e avendo avuto il piacere di sentirle in altre occasioni non mi risulta difficile crederlo-.

IMG_3195Arriviamo giusto in tempo per il set dei nostri amiconi Versus The World, i capi della festa, che presentano il loro ultimo album “Homesick Roadsick” uscito da meno di un mese. Partono con The Santa Margarita, primo brano estratto dal disco, dedicato a Tony Sly.
Oltre all’assenza di Chris Flippin alla chitarra, sostituito da Mike Woods, ciò che rende insolita l’esibizione è vedere il frontman Donald Spence senza chitarra, concentrato esclusivamente sulla voce, il che risulta un po’ strano perché forse le tre chitarre erano un’importante caratteristica della band, ma a mio parere la cosa non ha tolto nulla alla buona riuscita dell’esibizione.
La scaletta si concentra principalmente sui nuovi brani, che io non vedevo l’ora di sentire e loro non vedevano l’ora di suonare, immagino. Brani come The Black Ocean e la title track Homesick/Roadsick fanno un figurone e si prestano benissimo ad essere dei futuri fan favourites. Un po’ di spazio è lasciato anche ai lavori precedenti con She Sang The Blues, la cattivissima The Kids Are Fucked e Is There No End, dal primissimo disco della band risalente ormai ad un decennio fa.
La maggior parte del pubblico non conosce molto bene la band, forse non l’ha nemmeno mai sentita prima, ma la risposta è molto buona, così buona che qualcuno mi ha fatto una doccia di birra.
Il set si conclude con Our Song, closure del già citato ultimo disco e perfetta anche per chiudere un live.

IMG_3199Qualche minuto per il cambio palco, per comprarsi una birra per spruzzarsi l’autan (zanzare e caldo protagonisti assoluti della serata) e poi sul palco salgono gli Strung Out che partono subito a mille con Too Close Too See, brano molto stagionato e che – giustamente – non ha assolutamente a che fare con il sound dell’ultima uscita della band, “Transmission.Alpha.Delta”, da cui hanno suonato una buona varietà di pezzi come ad esempio The Animal And The Machine e Rebellion Of The Snakes. La scaletta comunque presenta una grande varietà di brani che va a toccare tutti i punti più importanti della lunga carriera della band. Brani come Matchbook e Velvet Alley sono immancabili e dimostrano la grandissima esperienza live della band.
Gli Strung Out sono carichi, mostrano una buonissima abilità tecnica e soprattutto sanno intrattenere, alla faccia della stanchezza e dell’età che avanza, su quel palco sono più giovani e freschi del mio fratellino minore. Anche il cantante, Jason Cruz, che avevo sentito criticare molto e da cui quindi non mi aspettavo più di tanto, in realtà l’ho trovato discreto e decisamente a proprio agio.
Non manca anche qui il momento Tony Sly, onnipresente quasi quanto le zanzare, con la cover di Soulmate , ovviamente suonata al modo degli Strung Out, molto più presa bene di una semplice ed insipida copia.

Tirando le somme direi che la serata è filata liscia come l’olio; divertimento alle stelle, peformance ottime, buona compagnia e tantissimi feels come succede quasi sempre quando si tratta di revival come questo.

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