“Homesick/Roadsick” by Versus The World

di Michela Rognoni

versustheworldPrepotente, moderno ed ipermelodico sono le parole più adatte per una breve descrizione di Homesick/Roadsick, terzo full lenght dello pseudo super gruppo californiano Versus The World, uscito il 23 Giugno via Kung Fu Records.

I ritmi travolgenti, i suoni crudi ed i testi personali e sinceri che caratterizzeranno l’intero lavoro sono già messi in bella mostra nella traccia d’apertura,  “The Santa Margarita”, rilasciata come singolo a gennaio, che prevede la collaborazione di Dave Hause ed è dedicata alla prematura scomparsa di Tony Sly (No Use For A Name).

Ma sono la varietà e la capacità di riunire tutte le diverse influenze personali in un impasto omogeneo a rendere davvero meritevole l’ascolto del disco: “The Black Ocean” si sposa benissimo con le sonorità del pop punk moderno, mentre “Seven. Thirty One” è più veloce, più aggressiva e nostalgica del punkrock non troppo vecchia scuola.
Altri brani come “Detox Retox” suonano più cupi e mi provocano qualche reminescenza del self-titled della band.

Notevolissimi i ritornelli che rendono ogni brano un perfetto sing along,  grazie alla loro struttura semplice e ripetitiva con piccole ma gustose variazioni tra le ultime ripetizioni, alla voce melodiosa ma anche grezza ed appassionata e all’ interpretazione quasi teatrale del frontman Donald Spence; ma grazie anche ai testi in cui non è per nulla difficile identificarsi.
Basti pensare all’inno degli outsider “A Sight For Sore Eyes” che chiama in causa la ridondatissima citazione (dei Feederz?) “beautiful like a rock in a cop’s face”; o al secondo singolo estratto “A Brooklyn Rooftop” – che è tra le mie preferite perché è troppo posi – che parla di amici e cita “and somehow I knew we’ll be alright no matter how fucked up we used to be”.

La title track “Homesick/Roadsick” è un riassunto del concept principale del disco, che come si evince dal titolo è quello di sentire la mancanza di casa mentre si è in giro a fare i musicisti ma poi una volta a casa non vedere l’ora di ripartire, ma è soprattutto il summer anthem più bello di sempre e già mi vedo in auto, finestrini bassi a cantarlo come se fosse il tormentone latino americano dell’anno.

Non riesco a trovare punti a sfavore in questo album. Forse ci sono un po’ troppi assoli spesso troppo lunghi. Ma è perché a me in generale non piacciono gli assoli, in realtà questi non hanno proprio nulla che non vada.
E forse in alcuni casi i testi risultano essere un po’ troppo cheesy ma è ok perché tanto io sono femmina e le cose cheesy tipo il ritornello di “The Black Ocean” mi piacciono un sacco.

Tirando le somme, Homesick/Roadsick è un disco straordinariamente catchy e se il primo ascolto distratto risulta sicuramente piacevole, i successivi 666mila ascolti appassionati risulteranno estasianti (e sentire i pezzi dal vivo tipo il 14 luglio al Magnolia di Segrate (MI) in supporto agli Strung Out *cough cough* risulterà sicuramente emotivamente sfiancante).

riassunto: superfesta, disco dell’anno, bellissimo bravi tutti voto 10


Voto: 666/5

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