“Da Qui Si Vede Tutto” by Cabrera

di Tommaso Brignoli

cabRicordate quando ho intervistato i Cabrera insieme agli amiconi di Ocular?
Se la risposta è no, clickate qua.
In caso invece ve lo ricordiate, meglio, perché sono qui per raccontarvi dell’album e non della magnifica esperienza che è sentirli live.Teatralmente, il secondo lavoro della band, “Da Qui si Vede Tutto”, si apre con “Sipario“, che mette in scena il tema di quella solitudine che ha origine dalla fine di un rapporto.
Non è mai sola la voce del cantante, sempre accompagnata da armonizzazioni, doppiaggi e gangvocals perfetti nella loro spontaneità.
La seconda traccia è tanto american football da farmi tremare le gambe e desiderare di avere un reggiseno per lanciarglielo: “Una parola” è tra i pezzi migliori che abbia mai sentito.
Il Dirupo“, ripete il nome dell’album e poi piace alla mia mamma, quindi volevo nominarla.

Parliamo però del MIO pezzo preferito in un album che vorrei non finisse mai: tra fantasmi che ci indicano la strada di casa, tuffi nel vuoto e costellazioni derivanti da tumori benigni, “Via Volturno” rapisce il mio cuore con un testo semplice e conciso: imparare a sbagliare sempre dimenticando i sensi di colpa.L’album si chiude con “Fuori Piove” un lento acustico che vanta nella schiera di strumenti utilizzati anche gli archi.

Voto: 5/5

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