“Seasons” by Cemetery Drive

Di Giorgio Molfese

seasonsFinalmente un po’ di sana pioggia che mi fa venire voglia di stare in casa e recensire qualche buon disco!
Oggi parliamo dei Cemetery Drive, band dell’estremo nord Italia proveniente da Ora, nei pressi di Bolzano.
Dopo un lavoro passato abbastanza inosservato quattro annetti fa, i ragazzotti tornano alla ribalta con il loro primo full-lenght intitolato Seasons.
Ci sono un paio di intro, il primo, è l’intro vero e proprio e ci introduce a “Where We Belong” che ci fa intuire le influenze pop punk della band e finalmente fatemelo dire, synth usati decentemente che mi ricordano i Can’t Bear This Party, il che non è mai un male.

“Life Goes On” è un tantino easycore e parte subito con un growl e un bel breakdown che si ripeterà più avanti. Il ritornello è catchy quanto basta e anche qui troviamo un bel synth al posto giusto.

In “Like An Anchor” mi è piaciuto tantissimo il bridge acustico dove si apprezza a pieno la voce di Simon che è davvero bella. Pezzo normale, che ci sta, con il solito breakdown finale che fa saltare.

“Obstacles” è una mina sia per le lyrics un po’ negative mental attitude (If home is where the heart is then my home is in your hands but the most destructive part is imagining how this ends) sia musicalmente. Direi molto bene, il disco si sta rivelando una vera sorpresa, i Cemetery Drive spesso sembrano una band d’oltre oceano.

Velocizziamo le cose con “Fixed Things (Never Last Long)”. È tipo una bibbia questa canzone, tantissima roba davvero. Sicuramente entra tra le mie best tracks del disco e poi c’è un breakdown bellissimo.

Stesso discorso vale per “Still The Same”, pezzone super catchy che non può non prendere al primo ascolto.

È arrivato il momento di rallentare un po’, in questo senso la meravigliosa “Like Autumn Leaves” è perfetta. Ballad acustica pregevole con strumenti che piano piano si aggiungono a completare il pezzo, dal piano agli archi e così via.

“Contrasts” è il primo singolo rilasciato dalla band per anticipare il disco e devo dire che non mi aveva preso benissimo neanche i primi giorni, continua a lasciarmi un po’ così, al contrario di “Another Chapter” che è assolutamente la mia best track.
Storie sul moving forward e sulle persone a te vicine che per fortuna non ti lasciano nella merda, passatemi il termine, alla prima occasione.

Chiudiamo il disco con “Never Give Up”, altra mezza ballad, almeno inizialmente perché poi è di una potenza disumana, anche nel testo: “Just don’t give up believing,don’t give up dreaming. Do what you want and try to move on.This is not the end”.

Che dire? i Cemetery Drive hanno rilasciato una bella bombetta che sicuramente farà saltare tutti gli amanti del genere. Il disco è ben fatto e soprattutto pensato a mio modo di vedere. Quest’estate lo consumerò e spero davvero di non sbagliarmi nel dire che per me questi ragazzi sono la next big thing qui in Italia.
Bravi!

VOTO: 4/5

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