“In It To Win It” by The Anthem

di Francesca Pieschi

in itIl 13 giugno uscirà “In It To Win It”, secondo album per la band romana dei The Anthem, e faccio davvero fatica a credere (e accettare) che siano già passati tre anni da “High Five”.
Dopo aver prodotto il loro disco di debutto, Brian Autore dei Vanilla Sky torna a mettere la sua firma, questa volta nelle vesti di discografico, con la sua etichetta The Alternative Factory.

La prima cosa che spicca naturalmente di questo album è il video del singolo “Cripples, Bastards and Broken Things”, che in un primo momento vi richiamerà inevitabilmente alla memoria un vecchio successo dei 30 Seconds To Mars, ma andando avanti e, soprattutto, dopo aver ascoltato la opening track “Winners Are Coming”, ad emergere sarà un lato quasi telefilmico di questo cd, con riferimenti ad una delle serie tv di maggior successo degli ultimi anni, Game Of Thrones.
L’intro musicale, che si ripete poi nel corso dell’ascolto, rimane subito impressa e conferisce al brano un’aria solenne e vagamente medievale.

Il ritmo di questo album, però, è tutt’altro che lineare o monotono e a testimoniarlo sono anche nuovi vecchi singoli come “Blame It On Yourself” e “West Coast Pride”, che per me rimarrà sempre la canzone da ascoltare durante la bella stagione (nonostante sia uscita in inverno) o quando sei triste e hai bisogno di tirarti su.

Ed in effetti è proprio questa l’impronta che l’album segue, una tracklist fresca e fortemente caratterizzata da influenze pop, indie rock e hardcore che si riversano infine nel punk rock, terreno comune per i componenti della band (per citare un esempio, “War” potrebbe essere benissimo un pezzo scritto con gli You Me At Six).

I testi raccontano di esperienze di vita, torti subiti e il messaggio che personalmente percepisco dal titolo stesso, in it to win in it, lo trovo incoraggiante, una spinta a non affrontare la vita passivamente, ma ad esserci, a fare sempre del proprio meglio e talvolta anche a prenderla letteralmente a pugni.

Come Hell or High Water” è la mia least favorite, dal sound un po’ più electro ed evidentemente sperimentale.

Passando, invece, al momento burlone di questa recensione, se vi stavate chiedendo quale fosse la “Mexican Standoff” di In It To Win It, fonti autorevoli dichiarano che potrebbe trattarsi di “Spirit”. Quindi, cari lettori, se stavate progettando di andare a sentire i The Anthem alla sagra della porchetta di Ariccia, sappiate che resterete delusi. Un minuto di silenzio per tutti quei trombettisti che per colpa loro hanno appeso lo strumento al chiodo e sono andati a buttarsi nel Tevere.

Tirando le somme, In It To Win It dimostra una chiara crescita per questa band che non poteva assolutamente deludere le aspettative generate da un album di debutto con i fiocchi. Certo, “Falling To Pieces” non sarà mai la nuova “High Five”, ma una canzone del genere a mio parere potrà difficilmente trovare rivali.

In un imbarazzante ritardo rispetto al Giappone, non mi resta che augurarvi un buon ascolto con uno dei gruppi italiani più promettenti del nostro panorama musicale.

VOTO: 4/5

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