Gridate Yu! così sembra che ci sia più gente – A Loss For Words + 4th ‘N Goal + Wind In Sails + For The Win

di Michela Rognoni

Warning: leggerete storie completamente irrilevanti di persone che probabilmente non conoscete con delle band che suonano in sottofondo.

al4wQuando leggi “farewell tour” e anche “unica data italiana” pensi al sold out, o per lo meno a far fatica a trovare parcheggio, ma in epoca post-contemporanea ezrevival si sa che l’importante se sei musicista è avere i likes sui social e se sei fan è mettere i likes sui social, mentre i concerti non contano quasi più un cazzo – tranne quelli dei The Story So Far, ma loro hanno il sunken chest che è attrazione turistica ispiratrice di pellegrinaggi tipo la sacra sindone -. Noi invece, se ancora non siamo vecchie, siamo quanto meno old school cassette tape nostalgia e quelle cose lì, quindi quando abbiamo 10 euro in mano, al posto di costruirci un futuro à la zio paperone, li usiamo per singalongare gli anthem della generation. Insomma ieri sera all’ Honky Tonky di Seregno i pilastri del pop punk moderno A Loss For Words passavano in Italia (stranamente) per farci un ultimo saluto prima del triste scioglimento (causato ovviamente da Sara che di mestiere fa sciogliere le band). Ad accompagnarli: For The Win da San Diego California – lo so perché era scritto sulla maglietta -, un tizio con la chitarra acustica ed un merch molto bello tipo tatuaggi old school, meglio conosciuto come Wind in Sails e i nostri local heroes 4th ‘N Goal.

La situa inizia in modo abbastanza divertente con 5 dei Trabolmeichers seduti a un tavolo a mo di ufficio, poi ovviamente è arrivato Mazza a rovinare l’atmosfera.

I primi a salire sul palco sono i For The Win, band che per quanto riguarda il genere ricorda molto i già citati The Story So Far, solo che si muovono molto di più, sono fisicamente più carini (pensate che il cantante è addirittura biondo!) e hanno più breakdown, tipo 7 o 8 a canzone. C’è a chi piace, a me no, però a voi sicuramente si. Il cantante aveva i pantaloni strappati sul cavallo e una maglietta dei Picture Perfect, quindi qualunque cosa cantasse nella mia testa veniva tradotto in “it’s not the right time so go on live your life maybe we’ll see if me and you were meant to be”, però con musiche diverse. Poi c’era il chitarrista che aveva i mocassini. I mocassini ragazzi! Si può suonare coi mocassini? Ma stiamo scherzando?
Comunque, nonostante i breakdown, mi sono piaciuti, perché erano belli presi bene, saltavano e ti contagiavano il loro essere presi bene, insomma una festa.

Poi siamo andati fuori e c’era Mazza che raccontava di quando l’hanno fermato i carramba perché il suo amico stava facendo la pipì ai lati della strada ed è successa una cosa tristissima: chi era dentro è uscito ad informare chi era fuori che stava iniziando il set di Wind in Sails, ma in pratica noi e altre circa 5 persone siamo stati gli unici ad alzarci ed entrare per vederlo. Che poi il suo set è stato una figata pazzesca, sembrava di sentire un disco tanto era bravo.
L’unica cosa che avrebbe potuto renderlo migliore sarebbe stata la pronuncia british, cosa un po’ difficile da avere se vieni dal Rhode Island (il che mi fa venire in mente contemporaneamente sia i Front Bottoms che i Griffin). Oh si, anche il suo taglio di capelli non mi piaceva.
Invece le canzoni e la sua voce erano da brividoni, in perfetto contrasto con gli aneddoti inutili che raccontava tra un pezzo e l’altro, così non sense da essere degni di aim a trabolmeicher.

È la volta dei 4th ‘N Goal, che palle, ho scritto 20 report su di loro, dico sempre le stesse cose: pizzette, panini, mayo, fame, bbq.

A parte gli scherzi. No, aspettate, sto avendo un attimo di defiance perché la mia camera sa di tortina. Ok, sono pronta.
è appena uscito un nuovo disco dei dudesoni, si chiama Turn On The Light ed è megabello. L’hanno suonato credo tutto e poco altro come vabbè Music Is Over, inno della vita.
In questo disco c’è Red Line Extreme in cui canta anche Matty Arsenault (che se non lo sapete siete procioni, è il cantante degli A Loss For Words) e quindi eravamo lì tutti smartphone in mano aspettandoci che salisse sul palco per fare le foto e i video, postarle sui social e diventare ricche. Invece non è salito. BU!
I dudes comunque si muovono un sacco, sono presi bene sempre, dicono anche le barzellette tratte dalle storie vere, saltano, fanno i balletti, muovono i fianchi come se stessero indossando gonnellini hawaiani.
Tutto bello, tutti bravi.

Arriva finalmente la volta degli headliner. Dico finalmente perché Chiara è vecchia e aveva sonno già dalle nove. Ovviamente non capita mai nella vita che un concerto all’Honky Tonky finisca all’orario stabilito quindi era già passata la mezzanotte. Che poi se ci pensate è destabilizzante come cosa, perché tu dici “gli AL4W suonano il 28 Maggio” e invece alla fine suonano il 29 Maggio. Che strana la vita.
La band ha suonato relativamente poco però ha fatto i pezzi belli, quelli che gasano un sacco tipo Pirouette e Hold Your Breath e Conquest The Mistake -che mi sa che prende bene sono me però son dettagli.
Poi ovviamente hanno fatto Distance, ma non avendo raccolto abbastanza firme per la mia petizione per farmi cantare le parti di Lynn Gunn (che ha un sacco di N nel nome), non sono salita sul palco a duettare con Matty. E menomale, perché Matty canta come un disco dei Backstreet Boys però dal vivo. E dico Backstreet Boys perché mi sono innamorata della sua voce mentre faceva la pop star nel suo solo project Class of 92.
Insomma ha una pop vibe che contrasta con i riff incalzanti ed i tupa tupa. Pelle d’ochissima. E pensate, i rumors dicono che non fosse nemmeno al 100% con la voce.
Ad un certo punto il batterista era shirtless e niccazzo, allora anche Matty si è levato la maglietta e Penny and me (SBAM ci ho buttato dentro gli Hanson!) ci guardavamo le pance per vedere se avevamo più addominali di lui. La risposta è ovviamente si.

La cosa migliore è che ha mandato a cagare l’encore. Siamo nel 2015 e siamo ancora qui a gridare “one more song” (o Four Year Strong a seconda dei casi)? Ma è una cosa inaudita.
Finito lo show non resta che abbracciare Matty, perché è abbraccioso ed ha anche un cuore tatuato sul cuore.

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