“The Story So Far” by The Story So Far

di Tommaso Brignoli

tumblr_inline_nl9ou18Bfj1qzxlbnE’ arrivato il fatidico momento in cui anche i The Story So Far hanno deciso di fare un Self titled.
L’album, composto da dieci brani è in perfetto stile The Story So Far, nel senso che anche stavolta la band ha scelto di rimanere fedele allo stile ed al genere che ha suonato fino ad ora, aggiungendo una strana fissazione per la figuradell’ Indigo che l’ascoltatore troverà in circa la metà dei pezzi.
L’album si apre con “Smile”, che a rigor di logica (di Parker Cannon) vanta delle liriche ironiche e aggressive. Il nostro paladino sembra non averne mai abbastanza e rincara la dose di belle parole per tutto il lavoro, musicalmente orecchiabilissime le melodie vocali e ben strutturati i pezzi strumentali, le canzoni si susseguono somigliandosi un po’ tutte, tanto da non sembrare una pura casualità ma più una scelta stilistica.

Con “Distaste” si scopre che forse anche Cannon è umano e si nota un affaticamento vocale che (spoiler) lo accompagna ormai anche nei live, dove il pubblico è diventato componente fondamentale non solo come spettatore ma anche come esecutore.

Da “Solo” comincia l’epopea dell’ indigo che ci accompagna durante l’ascolto dell’opera, durante “Nerve” Parker tenta il plot twist e dice di tentare di non pensare più alla sua vecchia fiamma “After you tossed us into the gutter mad now like I was before ‘cause somebody’s always asking who I do it for but I don’t wanna do it for you anymoreI do my best to ignore it”.. non so voi ma temo gli stia riuscendo male. Il pezzo è comunque forse il meglio scritto e per la sua intensità mi ricorda moltissimo Mt. Diablo del primo album Under Soil And Dirt.
Hanno il merito di aver praticamente creato un genere che comprende a pieno solamente loro, la band si contraddistingue infatti grazie a questi testi ed arrangiamenti che vengono un po’ imitati da tutti ma resi altrettanto credibili da nessuno.

Importante citare:
a) il lento d’obbligo, in questo caso “Phantom” dove cambiano gli arrangiamenti ora puliti con una chitarra “solista” che sostituisce uno strumento ad arco grazie ad un forte effetto feedback e la voce di Parker totalmente pulita che rimane sempre però su tonalità medio alte.
b) “How You Are” che si distingue da tutti gli altri pezzi. Perchè? ascoltatelo.


Best Track: Nerve

Voto: 4/5

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