“Peripheral Vision” by Turnover

Di Elisa Susini

turnover-peripheral-visionSe c’è una cosa che ho imparato da tutta la new wave del pop punk è che le band che sono partite con un sound stellare e upbeat ispirato ai Lifetime o ai primissimi Saves The Day, col tempo sono cambiate.
Partendo dai Title Fight, passando dai Daylight/Superheaven, per arrivare ai Turnover. 

Di base dovrei essere arrabbiata per queste svolte musicali ma in realtà non ci riesco perché queste band sono riuscite a reinventarsi disco dopo disco senza mai cadere nel banale.

I Turnover, il cui nuovo lavoro, “Peripheral Vision”, in uscita il 5 maggio per la Run For Cover Records, in realtà con Magnolia avevano toppato un po’ perché il sound era diventato troppo ibrido e difficile da interpretare.
Avevano cercato di rivisitare il loro vecchio stile apportando dei cambiamenti interni e il risultato non era stato buono. Adesso, invece, con questo disco, sono riusciti a dire addio al passato, rinnovandosi del tutto con un sound estremamente fresh e con troppo poco noise per chiamarlo shoegaze.
Per questo, come faccio di solito, decido io di che genere stiamo parlando e direi che potrebbe benissimo essere un’alternative dream pop.
Un disco che si apre con “Cutting My Fingers Off” è un disco che vince in partenza perché il brano in questione è fra i più belli della band e ovviamente anche del disco.

“New Scream” si porta dietro le lyrics più coinvolgenti del disco, che ben rispecchiano la canzone stessa: “Adolescent dreams gave to adult screams. Paranoid that I won’t have all the things they say I need. What if I don’t want a pattern on my lawn?  All I know is something’s wrong.”

In quanto a testi anche “Take My Head” ha una piega interessante e molto dark: “Cut my brain into hemispheres. I wanna smash my face till’ there’s nothing but ears. I want to paint my drain with a little red stain tonight.”

All’interno di questo disco ritroviamo anche “I Would Hate You, If I Could “ riarrangiata rispetto alla versione proposta nello split del 2014 con Makers, Such Gold e Ivy League.

Un altro brano degno di nota è “Diazepam”, che mi ricorda un po’ i Turnover di Magnolia.
Il sound è impeccabile e ci trascina in un altro mondo: in pezzi come “Humming” o “Hello Euphoria” si vola alto; in “Dizzy On The Comedown” si sfocia più sul pop e forse alcune canzoni del disco potrebbero risultare un po’ troppo simili fra di loro ma ci sono le big songs come quelle già citate o la bella “New Scream” a pareggiare questa mia impressione.

I Turnover sono riusciti a reinventarsi del tutto senza perdere in originalità; Peripheral Vision è infatti un disco che scorre benissimo, ti catapulta in una nuova dimensione dove siamo tutti fluttuanti e sarà il mio ascolto preferito per le late night drives estive.

Voto: 4/5

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.