Pop Punk.IT Spring Fest – Live Forum, Milano 18-04-15

Di Samir Batista

Pop-Punk-Fest (1)Per un paio d’anni il Live Forum di Assago è stato il punto di ritrovo naturale per pop-punkers e punk rockers milanesi. Era difficile trovare una settimana che non avesse un concerto interessante a cui poter andare. The Menzingers, The Story So Far, Save Your Breath sono solo alcuni dei tanti nomi che nel periodo 2013-2014 hanno calcato il palco di questo elegante locale. Proprio questi ultimi, i Save Your Breath, hanno suonato il loro concerto italiano finale in occasione del Pop Punk Fest, o PopPunk.IT, un piccolo ma delizioso fest dedicato al pop punk della penisola.

Fast forward ad Aprile2015. Il Pop Punk.IT sarebbe dovuto tornare in scena l’autunno scorso con Man Overboard, Hostage Calm, Roam e diverse band italiane. Il tour viene cancellato (o meglio, rinviato), gli Hostage Calm si sciolgono, ed al Live Forum in pratica non ci si va da mesi. Ma l’evento torna il 18 aprile: al posto degli Hostage Calm subentrano, per la felicità generale di tutti, gli inglesi Moose Blood e le band italiane da 3 diventano 4; a Lastime, Well Planned Attack e Neveralone si aggiungono i local heroes 4th ‘N Goal, l’unico gruppo che ritorna dopo la presenza al primo festival. Scelta discutibile, ma nulla di eclatante.

Poco dopo le 18.00 vengono aperti i cancelli e con un po’ di ritardo, anche se sicuramente non per colpa loro, si esibiscono i Lastime. Dalla East Coast del Paese, mi dimostrano che l’attesa per vederli su un palco non è stata sprecata. La gente è poca e mi spiace per chi se li sia persi, ma sono forti. Buona presenza, belle voci, grandi canzoni, in parte tratte dal 4 track EP Friendship, che ai tempi stupì non poche persone.

Vittime del ritardo e dei problemi tecnici che rendono la situazone ulteriormente spiacevole sono i Well Planned Attack. Reduci dal tour della loro vita nel lontanissimo Giappone, i WPA purtroppo si vedono provati dai disagi del momento e non mettono su la prestazione che avrei voluto vedere. Ciò che fa la differenza durante il loro set è la foga del pubblico, numeroso. “Mrs. Nesbitt” dal recentissimo EP ci vede tutti andare fuori di testa sotto il palco, cosa che metto nella Top 3 dei momenti salienti della serata.

Tra gli italiani presenti quelli che conosco di meno sono i Neveralone, modenesi come tante delle band migliori del momento. In disparte guardo il loro set ed approvo immediatamente i movimenti del cantante che riversa le energie nel tentativo di far smuovere il pubblico. Musicalmente sono quelli che meno vanno a braccetto con il resto dei performer ma al di là di ciò la loro prestazione è attenta e coinvolgente.

Il predicato è presentare il nuovo EP. Il soggetto? 4th‘N Goal. 6 uomini con tanto cuore e talento. Il pubblico lo sa, li apprezza e sa cosa aspettarsi. Credo che nessuno sia rimasto deluso dal set se non per quelle poche canzoni tagliate per rimediare ai ritardi iniziali. L’EP è uscito in streaming da qualche giorno per cui non sono in tanti a saper cantare le canzoni eppure c’è molto movimento e le canzoni vecchie sono sempre quelle lì che ci piace cantare. Ed in fondo, che ti piacciano o no, se chiudono con “Music Is Over” e ti lasci trascinare, ti diverti a prescindere. Non hanno fatto in tempo a suonarla “Out of Tortillas”, ma in queste serate viene proprio da recitarla questa riga: “good things happen when you trust the right people”.

Per noi italiani che siamo abituati ai concerti che cominciano alle 22, è facile sentirsi spaesati quando alle 21 facciamo i conti e le band che ci siamo già visti sono 4. Con i 4th (che ironicamente, han suonato proprio quarti) finisce la parte homegrown del PP.IT e ci si prepara per Man Overboard ed entourage. C’era sempre stata un po’ di confusione, infatti fino ad un mesetto prima del festival non eravamo nemmeno sicuri che i Roam avrebbero suonato. Alla fine sì, a Milano ce li abbiamo, questi inglesotti. Fanno un pop-punk molto generico, molto alla The Story So Far (non credo che il nome della band sia un caso) ma sono anche molto spinti e veloci. Sono tutti magrissimi e sopra le transenne si fa fatica a vedere il cantante Costello, un ragazzo molto bassino. Come per i Well Planned Attack ore prima, i presenti si scatenano. Tra tracce come “Nothing in Return” e la closer “Head Rush”, posso dire di aver visto il pubblico più esaltato di tutto il concerto. Ce ne accorgiamo noi e se ne accorgono loro, decisamente felici della risposta.

Io personalmente ero nell’ansia più ridicola per l’ultimo gruppo straniero aggiunto alla line-up. Moose Blood. Con i Neveralone, se la giocavano per gruppo più estraneo alla linea generale della serata. Senza troppe parole invadono il palco e “Bukowski” pervade l’atmosfera, la canzone dell’estate scorsa per noi di Aim. La canta Eddy ma sopratutto la urliamo noi dietro alle superflue transenne. Sarà la loro musica che lo richiede ma ci si sente tutti più intimi e stretti quando suonano le note di pezzi come “Pups” o “Swim Down”. La prestazione mi soddisfa, ma non manca quella sensazione alla fine che poteva essere un qualcosa di più. Poi, nonostante la richiesta, manca “Carbis Bay” nella scaletta – di fatti, oltre all’opening song, presente anche nell’album di debutto, non suonano nulla dall’EP Moving Home. Peccato.

Un festival dedicato al pop punk calza alla perfezione per gli headliner, i Man Overboard, la modern pop-punk band per eccellenza. Purtroppo vedo che la gente sotto al palco è calata rispetto ai Roam, ma in questo caso sono più curioso di analizzare la loro performance da un livello tecnico. La voce di Zac non sarà mai di mio gradimento (e se è per questo nemmeno quella di Nick) ma dal vivo non sono poi così male. La set list è bella lunga e non penso abbia deluso nessuno; ci sono canzoni di tutti e 3 gli album, c’è “Love Your Friends, Die Laughing”, e la paura che non suonassero “Where I Left You” è scampata. Niente male, ma il PopPunk.IT non era una serata dedicata solo agli headliner e credo che l’obiettivo di far divertire tutta la nostra piccola community per un giorno sia stato raggiunto. 

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