“Dogged” by You, Me And Everyone We Know

di Michela Rognoni

Dogged_1500x1500Cinque anni fa sembrava quasi che gli You, Me And Everyone We Know avrebbero dominato il mondo – o per lo meno il mondo della musica indie pop punk o come diavolo volete chiamarla -.
E invece il frontman Ben Liebsch, ormai unico membro della formazione, si è ritorvato a doversela vedere con diversi problemi; lotta che però non è risultata vana dato che il risultato è “Dogged”, un EP di sei tracce, uscito il 17 Marzo per Rude Records (in Europa) che si propone proprio come una riflessione su questo periodo burrascoso.

Seppur onesto e introspettivo, l’EP non rinuncia ad una partenza iperenergica. Il compito è affidato a “Raise Them Bones” che nel suo scarso minuto di durata riesce a mettere già tutte le carte in tavola.
La melodia ricorda per molti aspetti i Say Anything e la voce risulta pungente come i cactus in copertina.
Segue il primo singolo estratto, “Does It Amaze Thee?” in cui troviamo uno di quei riff che fanno immediatamente drizzare le orecchie e pensare “è lei”. Ma la cosa che più sorprende è il modo in cui l’armonia riflette il contenuto: si parla della vita, dei dubbi, del non essere sicuri della strada da intraprendere; si parla di confusione e di ansia e sono esattamente queste le sensazioni che si provano ascoltando la parte immediatamente prima del ritornello anche senza fare attenzione al testo. Le frasi sono pronunciate l’una attaccata all’ altra cosa che si riflette nell’accorciamento di un paio di battute proprio in quel momento lì.

In brani come “I’d Rather Be Sleeping” e “Brooks Was Here” sembra che le sonorità catchy e upbeat stiano a celare l’oscurità e la negatività dei testi creando un delizioso contrasto.
Eat My Hands” invece è più posi, parla dell’andare avanti e contiene una delle frasi chiave dell’intero lavoro: “Desperate times call for a creative spark”.

La traccia conclusiva si chiama “A Pleasant Bummer” che, basandosi su un ossimoro, è bellissima a priori.
è anche l’unico pezzo lento del disco, fatto solo di chitarra acustica. Qui la voce diventa progressivamente cruda, arrabbiata, in un crescendo di nude emozioni, e il tutto finisce così, niente fade out, niente accordi lasciati risuonare, niente di niente.

Si tratta di un lavoro breve ma completo, quasi concettuale, che colpisce per l’originalità, per le melodie, per i ritornelli sing-along lasciando sperare in una vera e propria rinascita di You, Me And Everyone We Know

Voto: 4/5

2 pensieri riguardo ““Dogged” by You, Me And Everyone We Know”

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