Interview with Real Friends

Di Samir Batista e Sara Cavazzini

Warning: English version is available by clicking HERE
real friendsIn occasione della loro prima visita nel nostro paese come opener degli All Time Low, abbiamo avuto il piacere di scambiare due chiacchiere con Kyle, bassista dei Real Friends. Ecco cosa ci ha raccontato!

Domanda rompighiaccio: quale membro dei Real Friends puzza di più in tour?

Direi Dan. Non è troppo male, più che altro sono i suoi vestiti di scena, i vestiti che mettere quando suoniamo puzzano

Cronologicamente l’ultima cosa pubblicata dai Real Friends è Moving Forward, un breve documentario su quello che avete passato come band e come siete arrivati a questo punto. Perché e quando avete iniziato a filmarlo?

La maggior parte è stata filmata nel corso di un anno, abbiamo sempre saputo di volerlo fare, quindi abbiamo lentamente iniziato a filmare, poi alla fine abbiamo iniziato a filmare sempre più cose e poi le parti di interviste più nel dettaglio. Volevamo farlo perché è bello vedere dall’ interno come una band lavora e come sono le persone. Ci sono così tante band che considero tra le mie preferite delle quali non so nulla, ma sono tra le mie preferite perché amo la loro musica, mi ritrovo nei loro album, qualsiasi cosa sia, ma è bello fare il passo in più e mostrare ai fan che siamo persone anche noi, non siamo solo dei robot sul palco.

Moving Forward si concentra particolarmente sul vostro album di debutto, Maybe This Place Is The Same And We’re Just Changing, uno dei dischi più attesi dello scorso anno. Non molte band  sceglierebbero un titolo simile, quindi certamente deve avere un significato importante. Cosa si cela dietro a questo titolo?

Il titolo in origine era solo una parte di testo di una canzone, ma riflette un paio di cose: essere via da casa e tornarci e trovarla diversa, e quindi pensare “magari sono io diverso”.  è  anche un po’ il riflesso dell’invecchiare e crescere. Trovavo che stesse bene con il contenuto dei testi.

Pubblicherete un EP acustico per il Record Store Day. È il vostro secondo EP acustico, come vi sentite a registrare queste versioni delle vostre canzoni?

Credo che sia bello. Personalmente sono un fan della musica acustica e delle versioni acustiche delle canzoni e così via. Non vuoi sempre ascoltare canzoni elettriche, con la batteria e tutto. Sono il tipo di persona che una volta passate le 10 di sera, mette cose acustiche. Credo che sia bello avere. Credo sia bello far uscire diversi tipi di cose. 

L’espressione ‘sleepy eyes and bony knees’ ha fortemente caratterizzato i vostri primi EP. Dopo l’uscita di ‘Late Nights’, alcune persone hanno iniziato a dire che lo utilizzavate troppo, così hai rilasciato un messaggio in cui spiegavi cosa significasse per te e per un certo periodo della tua vita. Poco dopo hai anche detto che non sarebbe apparso nei testi dell’album. È stata una scelta leggermente influenzata dai pareri negativi ricevuti o avevi già deciso di andare oltre?

Sarò sincero, i pareri negativi mi hanno spinto un po’, ma d’altra parte io scrivo la maggior parte dei testi ed ero ad un punto in cui ero già andato oltre.. se chi legge l’intervista ha letto il mio messaggio, possono vederlo online, non mi ripeterò, ma sono ad un punto della mia vita oltre a quello, quindi era il momento di andare avanti. Non c’è nulla sul disco menzionato tanto quanto quello ma in generale è tutto su un nuovo tema

La nuova ondata pop punk sembra essere molto influenzata da un sound più emo, e ciò è iniziato quando voi avete cominciato a diventare una band importante nella scena. Pensate di aver avuto qualcosa a che fare con questo?

Non lo so, è difficile a dirsi. Credo che ogni band di questo genere abbia il proprio tocco personale, e credo che il nostro l’abbiamo preso da vecchie band. Perché credo che buona parte di questo genere abbia un che di nostalgico. Non direi quindi che siamo stati noi a influenzarli…magari alcune delle band più giovani, band che saranno dove siamo noi solo tra un paio di anni, il che è una figata. Ci sono molti ragazzi che ci dicono “siete tra le nostre influenze” e ci sono ragazzi che hanno usato le nostre canzoni per dare il nome alla propria band e anche questo è figo.

Tanti artisti si accorgono di volere cambiare una canzone dopo averla pubblicata. C’è una canzone dei Real Friends che hai ascoltato già mixata e ti ha fatto pensare “cavolo dovevo fare questa cosa, o quest’altra cosa, in modo diverso”

Onestamente, col passare del tempo, ogni canzone. Tu sei il tuo critico più peggiore. Ma credo che sia una cosa buona perché ti fa venire voglia di scrivere il disco successivo in modo migliore e non finisce mai, pensi “lo voglio migliore. Il prossimo album lo voglio migliore”. Ti spinge sempre più avanti.

Gli artwork dei vostri EP e album hanno un certo peso, inziano a creare l’atmosfera adatta alla vostra musica, chi li ha pensati e com’è il processo della loro creazione?

Di solito io penso la direzione iniziale e poi un mio buon amico ha una design company chiamata Creation Factory, loro hanno fatto anche il documentario, lui lavora a tutte le nostre cose sui media, e ha anche contribuito a fare le copertine. Abbiamo un amico, Mitch Wojcik, che è un fotografo di New York che ha scattato la foto del nostro ultimo album. È bello rimanere tra amici a fare le cose. È come se mi sentissi libero, quando vogliamo fare un album, penso al titolo e poi a tutte le cose che ci posso collegare. A dir la verità credo che molte persone non sappiano che sul nostro nuovo album c’è un uccello, ce n’è uno bianco e un altro che è trasandato, e questo dovrebbe significare il cambiamento, uno è nuovo, uno è vecchio. Questo è il simbolo dell’album. Non sono mai andato nei dettagli a riguardo, quindi non lo avreste mai saputo se qualcuno non l’avesse detto.

Recentemente abbiamo indagato su canzoni pop punk e punk rock che sono state ispirate o in cui vengono citati lavori letterari. C’è qualche canzone dei Real Friends nata dopo aver letto un libro? E sei un lettore in generale?

Non sono un gran lettore, ma ti dirò, so che sembra imbrogliare, ma ho visto il film Noi Siamo Infinito.. Avevo letto il libro tempo fa, non mi ricordo se l’avessi finito o no, è stato molto tempo fa, ma ho visto il film e ho pensato che fosse davvero bello ed mi ha dato ispirazione, ha suscitato dei pensieri nostalgici nella mia testa, tipo il liceo, e mi ha dato molta ispirazione. Quindi recentemente ho scritto un paio di cose, non su quello, ma ispirato da quello. Quindi credo di no, non direttamente da alcun libro, solo film. La via più facile.

Siete quel tipo di band che tiene il conto del numero dei concerti che ha fatto? 

In realtà no. Durante i viaggi lunghi parliamo dei nostri vecchi show. Parliamo sempre di questo concerto che abbiamo fatto, a Bloomington, Indiana, in questo Rachael’s Cafe, e c’erano sei persone. and there were 6 people there. è successo proprio quando avevamo finalmente iniziato ad avere un po’ di seguito, ed è stato il concerto più piccolo a cui abbiamo mai suonato, davvero per sei persone. Ma parliamo sempre dei vecchi concerti. Non direi che ne teniamo il conto tipo “facciamo X concerti”. Ma ne parliamo sempre.

Ma più o meno sapete quanti sono? 

Cavolo, non lo so. Ma lo voglio sapere, quindi magari mi hai ispirato per andare a vedere quanti sono…

Questa è la nostra ultima domanda che chiediamo a tutte le band che intervistiamo: Cosa ne pensi delle uova?

*ride* Le uova… dire che sono ok, non sono proprio una persona da uova. Due ragazzi della band sono vegani quindi non toccano le uova, però sono ok. Non grandiose. Sono neutro rispetto alle uova.


ENGLISH VERSION

Icebreaker: Who’s the smelliest Real Friends member on tour?

The smelliest member. I would say Dan, I’d figure. He’s not too bad, it’s more his show clothes, the clothes that he wears while he plays smell bad.

Let’s get serious. Chronologically, the last Real Friends material to come out was “Moving Forward”, a short documentary about what you guys have gone through in your time as a band, and how you’ve got this far. Why and when did filming for the docu start?

Most of it was filmed probably in the course of about a year, we always knew that we wanted to make that, so we kinda slowly were filming for it, and then eventually we started filming more and more stuff and then did the interview stuff, in more detail. We wanted to do it because I think it’s cool to like, see, how a band works from the inside and how the people are. There are so many bands that I consider some of my favorite bands that I know nothing about, but they’re some of my favorite bands because I love their music, I relate to their albums, whatever it might be, but it’s really cool to go the extra mile and show the fans “hey, we’re real people too”, we’re not just some robots on stage.

Moving Forward focuses strongly on your debut album, “Maybe This Place is the Same And We’re Just Changing”, one of the most awaited records last year. Not many bands would name a record with a title that long, so surely it had to mean a lot for you. What lies behind the record’s name?

That name was originally just a lyric, it was a lyric in a song, but it kind of reflects a couple things, being gone from home and coming back home, and having it be different, and then maybe thinking to yourself “hey, maybe I’m different”. It’s kind of a reflection of getting older and growing up. But I thought it was fitting for the lyrical content.

You guys are releasing an acoustic EP for Record Store Day. It is your second acoustic EP, how do you feel recording these stripped-down songs?

I think it’s cool. I’m personally a big fan of acoustic music and acoustic versions of songs and all that. You know, you don’t always want to listen to an electric song, and drums, and everything. I’m the type of person that, once it’s past like 10 o’clock at night, I put on the acoustic jams. I think it’s cool to dynamically have different releases.

The phrase “sleepy eyes and bony knees” was something that strongly characterised your first EPs. After “Late Nights” came out, some people started to say you were beginning to overplay it, and that’s when you (Kyle) released a long statement explaining what it meant to you and to a certain period of your life. Shortly after, you also said that they would not be appearing in the lyrics on the full length. Was this choice even slightly influenced by the negative feedback you received, or had you already decided to move on from it?

I’ll be honest, the negative feedback did push it a bit more, but on the other hand… I write most of the lyrical content, and I was at the point where I was kind of past it, because that whole thing… If anyone reading the interview knows the statement, they can look it up online, I’m not going over that, but basically it’s about a certain point in my life, and I was past that, so it was time to move on and… We don’t really have anything on the record that’s mentioned as much as that but it’s a newer theme overall.

The newest wave of pop punk is being heavily influenced by a vero emo sound, and that started right about the time you guys started getting big. Do you think you had something to do with that?

I don’t know, it’s tough to say. I feel like all the bands in this genre kind of have their own little twist, and I feel like we kind of get that from older bands. Because I think that this genre, a lot of it, has this nostalgic touch to it. So I would say I don’t really think we’ve influenced it… Maybe some of the younger bands, maybe bands that will be where we are in maybe a couple of years, which is really cool. We’ve had a lot of kids tell us, “you guys are our influences”, and there’s been kids who have named their bands after our song names and stuff, which is pretty cool.

Many artists only realize they wanted to make some changes to certain songs only after they’ve been recorded or released. Is there any song by Real Friends that you’ve listened to after it was recorded and just thought “damn, I should have done this, or that, differently”?

Honestly, as time goes on, it’s every song. You’re your own worst critic. But I think that’s really good because it makes you want to write the next record better and it never ends, you just go “oh, I want it better. Next record? I want it better.” So it’s always just pushing forward.

Your EP and album artworks have always had a certain weight in beggining to set the mood for the music, so who thought of them all and what went into the process of making them up?

Usually I kind of come up with the first direction of it, and then one of my really good friends has a design company called Creation Factory, they actually made the documentary as well, he does a lot of our media stuff, he contributed to every album cover as well. We have a friend, Mitch Wojcik, who’s a photographer out of New York, that actually shot the photo for the newest album. It’s pretty cool to keep it tight with friends helping and all that. I just kind of feel that whenever we have to do an album, I kind of think of the title, and then things that relate to it. Actually, a lot of people probably don’t know this but on our newest album there’s a bird featured on it, there’s like a white bird and then another bird that’s rusted out, and that’s supposed to signify change, one is new, one is old. That’s kind of like the sign of the album. I never really go into detail about it, so you would never know that unless someone said it.

We recently investigated pop punk and punk rock songs that were inspired by, or quoted lyrics from, literary works. Is there any Real Friends song that came to be after you read a specific book? And are you a reader, in general?

I’m not really a big reader, but I will tell you, and I know it sounds like I’m cheating, but I actually watched the “Perks of Being a Wallflower” movie… I read the book a while ago, I don’t really remember if I finished it or not, it was a long time ago, but I watched the movie and I thought it was really good and I thought it was almost inspiring to me, it kind of sparked some nostalgic thoughts in my head, like high school, and did a lot for inspiration. So I recently wrote a couple of things, not about that, but inspired by it. So I guess no, not directly from any books, just the movie. The cheap way.

Are you the kind of band that keeps track of the number of shows they’ve played?

Not really. When we have long drives we talk about old shows. We always talk about this one show that we played, it was in Bloomington, Indiana, this place called Rachael’s Cafe, and there were 6 people there. That was right when we started to finally get some buzz around us, right before that, and it was the smallest show we ever played, to literally 6 people. But we talk about old shows all the time. I wouldn’t say we keep track, like “we play X amount of shows”. But we always talk about old shows.

But do you have an estimate?

Gee, I have no idea. But I do want to know, so maybe you’ll inspire me to actually look it up.

This is our last question, which we ask every band. What do you think about eggs?

Why do you ask bands that? *laughs* Eggs… I would say they’re okay, I’m not a big egg person. Two of the guys in my band are vegan, so they wouldn’t touch eggs, but they’re okay. Not great. I’m a neutral egg guy.

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