“Qua qualcosa mi puzza” – 4th ‘N Goal + Daylight @ BBQ Party 25-01-15

di Donald Bain (non è vero, vi pare? mica sa l’italiano!)

IMG_1747“Avrei dovuto scegliere delle scarpe più comode”, ridacchiò paciona Jessica Fletcher sistemandosi il gilet dopo la rinvigorente arrampicata fino al quartier generale dei 4th ‘N Goal che avrebbe ospitato il tanto atteso concerto milanese dei catalani Daylight.
Ma Jessica, si sa, è una buongustaia e dopo qualche saluto ad amici e conoscenti, si precipitò immediatamente al tavolo per scegliere in anticipo le salse che avrebbero ornato il suo panino al momento del BBQ. Era quasi l’una ormai e si stava bene anche senza paletot sotto il tiepido sole invernale, ma la signora Fletcher era contrariata: non si possono sentire tutte queste brutte battute sugli ebrei proprio nella settimana della memoria! Si guardava in giro alla ricerca dei biondissimi gemelli Burek e dei loro soci ma niente, non si erano ancora fatti vedere. Un rintocco di campane si sentì in lontananza…e se si fosse trattato di un nuovo caso per la signora in giallo?Grazie al cielo poco dopo la band arrivò rumorosa e sorridente, accompagnata da una theme song flamencheggiante (“Hey ma il Flamenco è tipico dell’Andalusia, la danza tipica catalana è la Sardana!”).

I wurstel cuociono sul fuoco pronti ad entrare in quei piccoli panini tagliati con tanto amore da Chiara e Penny, taglio riconoscibilissimo quello della seconda, artefice della sfaldatura del vostro panino. E se ha dato la colpa alle cipolle, non credetele, è stata lei!
Parola di Jessica Fletcher!
Jessica si gustò il suo panino fino all’ultimo boccone, accompagnandolo con contorno di patate e un buon chianti che in realtà era aranciata San Pellegrino – la migliore secondo Brian Dales. Il bacon tritato no. Quello era stato il suo aperitivo. Tra giochi e risate arrivò il momento di arrostire i marsh mallows come se fossero…ah no, alla signora Fletcher queste battute non piacciono.
Se le caramelle potessero parlare, ah, ne avrebbero da raccontare!
Arrivò il momento del pop punk, un po’ più tardi del previsto a causa dei grandi assenti Last Day Before Holiday, che salutiamo caldamente. La Fletcher scese una rampa di scale e raggiunse il vero e proprio quartier generale dei local heroes, i 4th ‘N Goal, il luogo dove nasce la magia.

IMG_1723I Daylight iniziarono la propria performance e la temperatura passò in un batter d’occhio da 7 a 37 gradi centigradi.All’inizio il pubblico sembrava timido ma poi la band iniziò a saltare senza risparmiarsi e allora ecco il circle pit!Jessica si tolse le scarpe e si buttò nella mischia! Woo Hoo! Esibizione impeccabile, piena di feels, di energia, di ritornelli catchy e di oh oh, ma la Fletcher storse il naso contrariata: “Non hanno fatto “My Seventeen”, a Bergamo l’avevano fatta”.
Ai Daylight furono rubati gli strumenti durante la loro vacanza romana ma non vi preoccupate, sapete già chi sta lavorando per risolvere il caso…

IMG_1730Un attimo per riprendere fiato, per sciacquarsi il sudore, per scaldarsi le mani direttamente sulla griglia e Jessica ripartì giù di nuovo per le scale. Ecco subito riecheggiare gli accordi delle upbeatissime canzoni dei 4th ‘N Goal che fecero letteralmente volare i propri fans. Ma mano a mano che la gente scendeva le scale e prendeva posto nella piccola sala, l’aria si faceva sempre più pesante, quasi irrespirabile…”Chi ha pestato la merda?” Tutti alzarono i piedi e si controllarono le scarpe (tranne Jessica perché lei le aveva tolte le scarpe) ma nessuno ebbe il coraggio di confessare. Ripartì il concerto, forse con “Less Talk More Dudes”.
“La mia preferita!”, esclamò Jessica, e si lanciò nella mischia. I kids la sollevarono e lei scosse per aria i suoi collant grigio topo come se fossero delle forbici e fu proprio in quel momento che lo vide, era lui il colpevole, era stato identificato!
Il concerto continuò ancora per il tempo di un paio di canzoni, fino a giungere all’ultimo brano che purtroppo non fu “Bling Of Truth”, la nostra preferita – this was not so pop punk of you. Poi la situazione degenerò per benino con scambi illegali di band members, persone che si impossessavano di microfoni e strumenti a caso, festa dura insomma.
E Jessica?
Se n’era già andata! E senza rivelarci il nome del colpevole!
Allora c’era un motivo per cui disprezzava quel certo tipo di battute…il colpevole sapeva di essere stato smascherato e decise allora di offire un’ingente somma alla vecchia comprando in questo modo il suo prezioso silenzio.
Non ci sono più i detective di una volta….

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