“All We’ve Ever Known” by Light You Up

Di Giorgio Molfese

light-your-up-cdLoro sono i miei pupilli, ci sono rimasto secco nel 2012, poi quando li ho visti in apertura ai Chunk! No, Captain Chunk!, mi hanno impressionato ancora di più.
Broken Jaw, l’EP appunto del 2012 è mega bello e io sono mesi che vado avanti a dire che il loro disco sarà l’album del 2015.
I Light You Up ci hanno fatto aspettare un pochino ma finalmente hanno rilasciato All We’ve Ever Known, 11 tracce pop punk di nuova generazione (quindi con parecchie influenze) che entrano in testa dopo qualche ascolto e non se ne vanno più.

La opener “Breathe” è un ottimo pezzo anche se come apertura avrei optato per una traccia un po’ più grintosa.

“It’s About Time” è uno dei singoli che preannunciavano l’uscita del disco. Ecco questa la vedevo meglio come opener ma non importa. La canzone è bella, catchy e la voce di Tom, costante per tutto il disco, graffia anche i muri di casa mia.

Neanche il tempo di prendere un respiro che arriviamo alla title track “All We’ve Ever Known” che è assolutamente la mia preferita dell’album. Ritornello tutto da saltare, questa è davvero da ascoltare live!

“Good Days” forse è l’unica che non mi convince a pieno ma è comunque un ottimo pezzo. Il ritornello non dispiace e nel bridge avrei evitato l’assoletto che davvero, non sopporto, nonostante ci stia anche bene.

In “Always Wanting More” il buon Alan Day, direttamente dai Four Year Strong, presta la sua voce e rende tutto ancora più perfetto.

“Haven’t You Heard” è l’altra che mi lascia un po’ così. Mi piace ok, è bella spinta le due voci si alternano molto bene ma non riesce a prendermi quanto vorrei.

Con “Monsters”, che ha una drumline che mi piace un sacco, torniamo all’eccellenza. Il chorus è una bella mazzata e nel bridge Tom ci fa volare tutti via.

Eh vabbè ho detto che la title track era la mia preferita, ma solo perché “Foxfire” è una cosa non concepibile.  La conosciamo già tutti e sappiamo quanto è bella. In più nel bridge troviamo, con piacere aggiungerei, un featuring con Matt Arsenault degli A Loss For Words che riempie benissimo il tutto.

L’acusticata ci doveva essere, anche perché un po’ di feels in più non guastano. Tom ce ne regala a quintali con “You Are Waiting For A Train” che è una ballad davvero super bella. Troviamo anche un accenno di pianoforte e degli archi.
Non so per quale strana ragione me la stia immaginando cantata da Alex Gaskarth… Comunque meravigliosa, da brividi.

“Brother” è un altro capolavoro e già allo Slam Dunk mi aveva colpito particolarmente. Sto notando che tutti i pre-chorus dei Light You Up mi fanno impazzire… Poi questa è una delle canzoni della vita.

Chiudiamo il disco con “We Were Young” in cui i ragazzi di Birmingham sperimentano un po’ di più, provando a dare un filo di epicità alla conclusione del loro lavoro. Buona closure che riprende anche un piccolo pezzo di It’s About Time, e queste cose sono sempre belle.

Lo sapevo che questo sarebbe stato un discone. Magari a dicembre 2015 non per tutti sarà il più bello, ma non mi ha deluso per niente. I testi sono riflessivi come me li aspettavo, alcune tracce sono davvero pazzesche e ho davvero voglia di rivederli live.

Poi dai, che voce ha Tom?

VOTO: 4.5/5

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