Blink 182: Tom DeLonge lascia la band?

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Tom DeLonge, cantante, chitarrista e membro fondatore dei Blink 182, sembra aver lasciato il noto gruppo musicale pop punk. Guarda qua sotto il messaggio rilasciato dalla band!

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Questo il flyer incriminato che mostra “Blink-182 w/ Matt Skiba”

“Matt Skiba degli Alkaline Trio si unirà ai Blink-182 al posto di Tom DeLonge all’8° edizione del festival Music and Tattoo. “Eravamo tutti pronti a suonare a questo festival e registrare un nuovo album e Tom continuava a rimandare senza motivo. Una settimana prima di entrare in studio abbiamo ricevuto una mail dal suo manager dove spiegava che lui non desiderava partecipare in alcun progetto legato ai Blink-182 a tempo indeterminato, preferendo concentrarsi sui suoi progetti extra-musicali.” Travis Barker e Mark Hoppus hanno intenzione di onorare tutti gli impegni dei Blink-182 incluso il Musink Festival e sono entusiasti di essere raggiunti dal cantante e chitarrista Matt Skiba per questa occasione. “Non ci sono animosità, ma lo spettacolo deve continuare per i nostri fan.” Oltre a ciò, Skiba continuerà a suonare con gli Alkaline Trio.”

Paura, eh? E invece Tom ha risposto con un contro-messaggio che dice ciò:

A tutti i fan: non ho mai lasciato la band. Anzi, ero al telefono per parlare di un eventuale concerto dei blink 182 a New York City nel momento in cui hanno iniziato a circolare tutti questi bizzarri comunicati stampa… A quanto pare quei comunicati sono stati “approvati” dalla band. Siamo disfunzionali? Sì. Che diavolo però… #Awkward #BabyBackRibs

Allarme rientrato? Neanche per sogno. Tempo una manciata di ore e su Rolling Stone esce un’intervista a Mark e Travis di cui riportiamo i passaggi principali:

Mark: “Credo che nessuno dei due parli di persona con Tom da mesi. […] Avevamo prenotato lo studio per cominciare a registrare il 5 gennaio. Il 30 dicembre arriva una mail dal manager di Tom in cui dice che lui non ha alcun interesse nel registrare e che vuole occuparsi dei suoi altri progetti extra-musicali e che è fuori [dalla band] a tempo indeterminato. A quel punto parte una raffica di mail di chiarimento sulle registrazioni e sul concerto e alla fine il suo manager risponde “Tom. Non. È. Più. Nella. Band.” Esatte parole. Che è la stessa identica mail che abbiamo ricevuto nel 2004 quando Tom è andato in hiatus la volta scorsa.”

Travis: “Gli abbiamo sempre coperto le spalle fino adesso, […] ma è dura farlo per uno che è ingrato e irrispettoso. Non hai neanche le palle di chiamare i tuoi compagni di band per dirgli che non hai intenzione di registrare o di fare qualcosa coi Blink? Lo fai fare al tuo manager? […] Quandi siamo tornati insieme dopo il mio incidente in aereo, ci siamo rimessi insieme solo perché… non so, forse solo perché sono quasi morto. Ma lui non ha nemmeno ascoltato i mix o le tracce ultimate di quell’album. Non gliene fregava niente.”

Rolling Stone: “È stato strano vedere un’interpretazione così diversa del comunicato che avete pubblicato?”
Travis: “È semplicemente una cosa buffa per quanto mi riguarda. Secondo me è rimasto shockato dal fatto di essere stato finalmente smascherato. La verità è venuta fuori, ma per me semplicemente non sa come reagire, e allora dice “Non ho lasciato la band. Anzi, sto giusto adesso prenotando dei concerti dei Blink”. Non sei mica il booking agent. Sappiamo tutti che è una bugia.”

Mark: “È una cosa umiliante essere in una band dove devi continuamente chiedere scusa per quello che fa una singola persona.”

Nell’intervista Travis e Mark menzionano il fatto che siccome Tom non ha ufficialmente lasciato la band ma ha solo detto che non vuole più fare nulla che riguardi i Blink, non sono sicuri di poter continuare ad usare il nome “Blink-182” in futuro se la decisione di Tom fosse confermata (di questo si occuperanno manager e avvocati). Inoltre, entrambi hanno già pronto del materiale per il nuovo album dei Blink.

Qualche ora dopo Tom ha pubblicato il seguente tweet (poi rimosso):

-“Un anno fa io e Mark abbiamo fatto una settimana al telefono coi manager per discutere se mandare via Travis… Non fate finta che la storia sia tutta qui.”

Il giorno dopo Tom ha finalmente emesso un comunicato via Facebook in cui racconta la sua versione dei fatti:

LETTERA AI FAN

Dove cominciare?

La verità è sempre un buon posto per farlo, quindi vediamo di arrivarci.

Io amo i Blink e sono incredibilmente grato che facciano parte della mia vita. Mi hanno dato tutto. TUTTO. L’ho creata io questa band, ed è nel mio garage che ho escogitato le nostre malefatte.

Ebbene, cosa sto facendo dietro le quinte? Beh, cerco di far funzionare le cose. Cerco di aiutare questa band a spostarsi su 50 strade diverse usando la gente che ho a disposizione, o altra gente, o gente che nemmeno conosciamo. Ho cercato di proporre delle idee per farci crescere e metterci alla prova per diventare una band migliore. Non me ne resto a cazzeggiare intanto che qualcun altro lavora per me. Non sono fatto così.

Il reset c’è stato quando ho cercato di organizzare una riunione della band nello Utah per parlare e capire un po’ come procedere. Ben presto si è trasformato solamente in un incontro di tre ore nel camerino di non so chi in un casinò di merda. Quella che speravo fosse una bella rimpatriata lontani da tutto è diventata un incontro imbarazzante nel camerino di una sala congressi puzzolente. Ma è stato lì che ho detto a Mark e Travis che finché ci parlavamo e le cose andavano bene tra di noi come dei veri amici, mi sarei impegnato e avrei lavorato con passione. Sarei stato lo specchio delle nostre relazioni personali. Parole esatte.

Poi c’è stata la prova dell’EP. Passa qualche mese e registriamo quelle canzoni. Io sono rimasto in studio due mesi e loro sono venuti lì tipo 11 giorni. Mi stava anche bene fare il grosso del lavoro, ma eravamo d’accordo che avremmo tutti dato il 100%. E stavolta, niente altri impegni.

Nonostante tutto in qualche modo siamo riusciti lo stesso a sabotarci da soli.

A un certo punto, delle discussioni e delle questioni politiche mi hanno costretto a ritirare l’EP quando c’erano 60.000 fan che cercavano di acquistarlo. Non ci potevo credere. Avevo fatto di tutto ma in quel momento alla fine mi sono perso d’animo. È stato lì che ho capito che questa band non si sarebbe mai lasciata alle spalle tutti quegli anni di ostilità.

Dopo quest’episodio mi sono ripromesso di non trovarmi più in quella situazione, cioè di dovermi fidare di quello che ci dicevamo tra di noi.

Mi ricordo che una volta ho chiesto a uno di loro “Ma tu hai fatto tutto quello che potevi, come eravamo d’accordo?” È stato zitto.

È colpa loro?

È mia? Certo. Sono fuori di testa io.

Ma noi siamo in tre – siamo tutti responsabili. In fin dei conti siamo sempre stati disfunzionali, ed è per questo che non ci parliamo da mesi. Ma è sempre andata così. Negli 8 anni che siamo stati insieme è sempre stato così.

Nel corso degli ultimi due anni e mezzo, intanto che cercavamo un partner per il nuovo album dei Blink, ho lanciato una media company. Ho appena fatto uscire un nuovo disco degli Angels & Airwaves, e come alcuni di voi sanno, non è finita qui: fumetto, libri, un film, etc. I libri usciranno tutti assieme alla musica. È una macchina che è stata già messa in moto. Quindi potrete immaginare la mia frustrazione quando mi hanno messo in mano un contratto di 60 pagine per i Blink in cui c’era scritto che non potevo pubblicare alcun disco con gli Angels per 9 mesi e che il disco dei Blink si doveva registrare entro 6 mesi, cosa impossibile per me. Sarei stato costretto a rompere un bel po’ di contratti con degli artisti. Autori, concept artist, animatori… un sacco di gente.

Alla fine l’hanno tolta la clausola degli Angels, ma è rimasta la parte che diceva di finire l’album dei Blink in 6 mesi. Tutti i progwetti che ho appena detto sono già in fase di lavorazione, ci sono dei contratti – non posso certo tirare il freno a mano e buttar via anni di sviluppo, collaborazioni e impegni in un batter d’occhio.

Ho detto al mio manager che voglio lavorare coi Blink 182 a patto di divertirmi e che la cosa funzioni col resto degli impegni che ho nella mia vita, famiglia inclusa.

Ma Mark e Travis tutte queste cose le sanno.

Ho scritto loro questa stessa lettera un anno fa. Ma ne è venuta fuori una litigata enorme; anzi, la più grande che abbiamo mai fatto. Io volevo solo che si facessero delle cose su cui eravamo tutti d’accordo. Ma quello è stato il loro momento per attaccarmi. Dal loro punto di vista io volevo controllare ogni cosa. In realtà avevo paura di rivivere l’esperienza dell’EP.

Tutte queste cose le ho anche scritte ai loro manager questo dicembre (e mi hanno detto che gli altri non erano arrabbiati e anzi erano d’accordo con alcune delle mie idee per far crescere la band).

Quindi immaginerete la mia sorpresa quando ieri è uscito un comunicato stampa -a mia insaputa- sul futuro della band. Questa mi è nuova. Non è da me alimentare la negatività sull’eredità della band in un mondo volgare come quello di Internet.

Ma forse è un altro esempio del fatto che sono diverso dalla maggior parte della gente. Io seguo la luce… seguo la passione e creo arte. Passo il tempo con mio figlio, mia figlia e mia moglie.

In fin dei conti, tutto questo mi rende molto triste.

Triste per noi.

Triste per voi, che dovete assistere a questo scoppio di immaturità.

Io li conosco bene, e le loro azioni al momento sono difensive e divisive.

Suppongo che lo facciano per proteggersi.

Come facciamo tutti.

E anche vedendo che agiscono molto diversamente da come li conosco io, voglio ancora molto bene a tutti e due. Come a dei fratelli, e come a dei vecchi amici. Ma la nostra relazione ieri si è avvelenata.

Non ho mai pensato di mollare, solo che mi è maledettamente difficile mettermici d’impegno.

Tom

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