“Pizza?” – Pop Punk House Show @ Arese (MI) 11-01-15

di Michela Rognoni

10422580_705866379527206_867246570126187739_nIo sapevo che Arese era vicino a casa mia solo perché in un tempo non troppo lontano c’era lo SGA (che è il luogo in cui abbiamo visto gli On My Honor, che fanno il loro last show settimana prossima e la vita è una merda, e dunque è anche il luogo in cui io e Chiara abbiamo avuto una fantastica epiphany sul nostro ruolo di intervistatrici nel mondo – non è vero nda -).

Vaneggiamenti a parte, ad Arese ci sono anche queste due ragazze, Marta e Giulia, che un giorno si sono svegliate e al posto di pensare alle serie TV, alla scuola, ai bei ragazzi americani o al fantacalcio (non le conosco abbastanza da sapere cosa fanno nella vita evidentemente, scusatemi), hanno pensato: “Organizziamo un house show e facciamoci suonare un sacco di band italiane belle!”Ed evidentemente anche i genitori di Marta hanno pensato fosse una bella idea perché infatti – contro tutti i pronostici – non è arrivata la polizia a ruinarci il nostro fun (citazione degli Ataris ovviamente).

Detto questo, la mia serata inizia così, con Sara che parcheggia in modo da farsi meno sbatty possibili per uscire dal parcheggio più tardi, Samir che viene a prenderci ed indirizzarci verso il garage e due tipi loschi che ci sembravano dei pusher e invece erano un Leftover ed un amico di Facebook.
Entriamo poi nel garage, vero fulcro della festa dove c’è chi fa soundcheck e chi appende delle lucine di Natale, in perfetto stile “video musicali di band americane che suonano agli house show”. 10931407_705867356193775_5134039664296964920_nSaluti e baci a tutti e poi iniziano a suonare gli Heaven Can Wait che io pensavo facessero un genere più simile a quello degli We The Kings visto il nome, e invece purtroppo sono supermegafan degli A Day To Remember e quindi hanno i breakdown. Poi la voce pulita del cantante era davvero notevole quindi avrei preferito che i momenti di scream non fossero mai esistiti, ma questo è un problema mio e della mia anima pop. Volevo dare una Fruit Joy al batterista perché mi sembrava un cyborg tanto era serio, invece poi si è attivato durante il resto della serata, e magari era un solo un po’ di tensione causata dalla performance.
Poco dopo è il turno dei Sandglass, grande rivelazione dello scorso anno in fatto di pop punk, quello potente e cattivo ma senza breakdown (e quindi giusto, perché i breakdown sono sbagliati e questo sta diventando un articolo lobotomizzante).
Nei Sandglass ci suona anche il nostro collega Federico che mi ha detto di non andarci giù pesante parlando di loro, ma in realtà non c’è nessun motivo reale per cui dovrei farlo, a parte ovviamente la sua t-shirt.
La band ha fatto la sua porca figura soprattutto in una circostanza allegra e gioiosa come questa: le loro canzoni si sa, sono una bomba, e loro c’erano con la testa per dirla à la Federica Pellegrini.
Però sono i più cattivi perché non ci hanno aspettato ad ordinare le pizze e hanno fatto gli asociali, that was not so pop punk of you.
Seguono i nostri salame piccante preferiti, chiamati anche The Last Confidence, a cui non ho capito cosa sia successo ma hanno cambiato line up dall’ultima volta che li avevo visti. Qua il nuovo vocalist ha avuto un po’ di problemi, probabilmente perché non si sentiva mentre cantava o forse perché ha preso lezioni da Tom Delonge, chi può dirlo, ma chissenefrega, la band ha pezzi troppo catchy quindi se non ti piace chi li canta te li puoi cantare da solo ed è tutto ok. Poi da questo momento sono iniziati anche i balletti coreografici quindi festa dura!
Prima dei Leftovers ci sono state delle cose a caso che hanno fatto perdere tempo quindi ne approfitto per fare un appello: se decidete di fare un house show, fornite il bagno con della carta igienica! Comunque uno dei padroni di casa era un fiero owner di un Mystery Van giocattolo e quindi gli vogliamo tanto bene.
Dicevamo, i Leftovers (non left lovers, non amano nessuno loro, né i mancini, né la sinistra, né tanto meno qualcuno che li ha lasciati) che hanno suonato mentre noi risolvevamo dei problemi con la pizza, ma tanto li abbiamo già visti 300 volte, e non è stata una sorpresa sapere che la gente tra il pubblico era matta, cantava, saltava e faceva cose mentre la band sul palco non si comportava diversamente.
10409148_705867439527100_7652246665681208569_nIncredibilmente anche i Why Everyone Left sono riusciti a suonare, Meeeee!E mentre suonavano sono arrivate le pizze. La pizzeria, vista la grande quantità di cibo acquistato, ha deciso di donarci una Coca Cola e una Peroni grande. Per farvi capire un po’ a che livello di degenero è arrivata la situa, vi dico solo che la Peroni grande si è rotta.
E c’era gente che faceva crowd surfing, picchiando la testa contro il soffitto perché i garage di solito non li fanno molto alti…

Dopo la festa mi dispiace per voi se ve ne siete andati via, perché c’era una torta di mele che era proprio la chiusura perfetta per una serata all’insegna dell’amicizia e del pop punk.
Mancavano solo i bicchieri rossi….

(Sono pienamente consapevole di non aver detto nulla di musicalmente rilevante)

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