“McBusted” by McBusted

Di Ilaria Collautti

ArticleSharedImage-22165L’1 dicembre, dopo un sacco di attesa e curiosità per questo nuovo super-gruppo creato dall’unione di McFly + due terzi dei Busted, è finalmente uscito McBusted – il primo (e spero l’ultimo) full length dei McBusted.

Per chi, per i più svariati motivi, non conoscesse né i McFly né i Busted, vi basti sapere che erano gli antenati degli One Direction o dei 5 Seconds Of Summer, in versione più bella però; erano ciò che, fin dai primi anni dai 2000, riempiva lo spazio tra le boyband e le band pop punk/punk rock. Dopo una carriera breve ma intensa, i Busted si sono sciolti mentre i compagni McFly sono arrivati a festeggiare i 10 anni di attività; e tra una cosa e l’altra, ora sono diventati un’unica cosa creando questo album.

Il disco si apre con il primo singolo “Air guitar” che fin dalla sua pubblicazione mi ha fatto storcere un po’ il naso: ritornello mega catchy ma l’intro non riesco a farmelo andare giù, così come il testo banale e superficiale – totalmente fuori dallo stile dei McFly a cui ero abituata.

La situazione non migliora con “Hate Your Guts”, ritmi veloci tipici del punk rock abbinati a voci pulite e fresche: immaginate gli One Direction che cantano le canzoni di “Dookie”, ecco. Nemmeno il featuring con Mark Hoppus risolleva questa cosa.

Finalmente è poi la volta di “What Happened to Your Band” che è diventata una fissa già dal primo ascolto ed è sicuramente la cosa più bella del disco; influisce anche il fatto che il testo sia – finalmente – sensato e sentito, un brano scritto da James Bourne riguardo lo scioglimento dei Busted (e quindi mega feels per forza. Se poi pensiamo che questa canzone, in verità, doveva essere contenuta nel secondo album mai pubblicato dei Son Of Dork, sono ancora più lacrime). Applausi.

“Get Over It”, il secondo singolo pubblicato, ha i tipici cori e lo stile musicale da boyband, super catchy e leggera e – per quanto non sia ottima, il video poi è molto meh – mi ritrovo spesso a canticchiarla tra me e me.

E poi eccola. La cosa più brutta che abbia mai sentito. Magari mai no, ma del 2014 sicuramente. Mi sembra proprio assurdo che dei musicisti affermati e talentuosi come i McFly e i Busted abbiano potuto concepire una cosa come “Riding on My Bike”. Mega no anche per quelle “seconde voci” che sbucano ogni tanto nelle strofe. Non ho altro da dire.

Per fortuna le mie orecchie possono riposarsi con “Gone” che  è ok circa come “Get over it”. Orecchiabile, semplice, passa senza grossi complimenti.

“Sensitive guy” invece non mi piace per niente, musicalmente non mi rimane per niente impressa e testualmente mi sembra più una presa per il culo. “I’m just a sensitive guy, I cry after dinner, I’m on a diet but I’m getting thinner. I’ll cry and cry and cry and cry and cry and cry and cry and cry and cry… And cry ‘cos I’m a sensitive guy”. Avete capito che intendo, no?

Arriva poi la ballad acustica “Beautiful Girls Are the Loneliest”, altra perla di James Bourne che lui stesso aveva pubblicato su YouTube, penso nel 2007 o giù di lì. Bella, ormai si sa che io ho un debole per le canzoni lente e tristi quindi va benissimo!

Con “Before You Knew Me” viene messo da parte un pochino lo stile da boyband, con schitarrate un po’ più potenti che non fanno mai male; niente di incredibile come canzone, ma almeno si può ascoltare senza grossi problemi.

“Back in Time” invece mi ricorda un po’ più “Sensitive guy”, nel senso che non rimane impressa ed è solo una canzone buttata lì tanto per riempire il disco (che penso si stia tirando troppo per le lunghe, non essendo niente di qualitativamente interessante).

Vi ricordate tutte le pare mentali che si facevano i Blink182 in “First date”? Ecco, “How’s My Hair?” è la versione avanzata e concentrata soltanto sui capelli. “Amico dimmi come mi stanno i capelli perché lei sta arrivando e voglio che siano a posto, come sono i miei capelli, come sono i miei capelli, come sono i miei capelli”. Tranquilli ragazzi, vanno benissimo – a meno che non stiate parlando di quelli maculati di Matt Willis.

Qui sarò veloce perché fino alla fine del disco non c’è assolutamente niente di interessante: “Getting It Out”, “23:59”, “In da Club” e “I See Red” (che purtroppo non è la “Red” che avevo sentito live ad un concerto dei McFly e che era una bomba) sono piuttosto deludenti e poco d’impatto, decisamente un brutto finale per un disco già mediocre. Ciò sicuramente non aiuta a lasciare un buon ricordo dell’ascolto (“I see red” magari è un po’ più carina delle altre tre ma sempre niente di convincente).

Sono SEMPRE stata mega fan dei McFly e dei Busted – non voglio sentire commenti del tipo haters gonna hate – ma questa cosa del supergroup non l’ho mai digerita; una pura trovata commerciale per riportare in vista gli ex-Busted (soprattutto loro almeno, ma anche i McFly hanno ri-guadagnato molta visibilità grazie a questa cosa) che però lascia a desiderare la parte musicale. Trovo deludente e ridicolo che musicisti di trent’anni con un’esperienza e una carriera come la loro si riducano a scrivere e cantare canzoni così superficiali, banali e ripetitive – “giustamente” per adattarsi alla concorrenza del momento, perdendo però ciò che ho sempre amato della loro musica.

Insomma, belli tutti, bello il ritorno dei Busted, bella l’idea di unire queste band storiche, bello sentirli cantare tutti insieme, bello McBusted, bellissima anche l’inutilità di tre chitarre e due bassi in questo genere musicale, bella l’idea di suonare insieme live i più grandi e vecchi successi di entrambe le band… ma non siamo più nel 2003.

BEST TRACKS: What happened to your band, Beautiful girls are the loneliest

VOTO: 2.5/5

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