“Bon Voyage” by SPORT

di Riccardo Volpe

sportL’anno sta finendo, fa un freddo cane e viene naturale dare uno sguardo a tutto quello che è successo in questo periodo.

A me piace ricordarlo pensando che è cominciato nel modo più emo possibile, il 1 Gennaio uscì infatti proprio “Bon Voyage” degli SPORT, band che raccoglie influenze emo, indie e punk proveniente da Lione, Francia.

Parlare di “Buon viaggio” il primo dell’anno può quasi sembrare un augurio, un augurio fatto perché le cose possano andare meglio dell’anno precedente, ma per i quattro indiepunx di Lione significa più propriamente un “arrivederci”, un momento di transizione.

Consacrati a livello europeo con la precedente uscita “Colors“, gli SPORT non si smentiscono nemmeno questa volta, portando un solido e intenso emopunk ricco di sing-along e virtuosismi.

Le tracce passano dall’ essere dei luoghi e delle date delle varie olimpiadi a dei nomi di atleti.

Dopo una breve traccia di intro il disco parte con la leggera ma intensa “Reggie Lewis” in cui la semplicità del testo non è legata alle barriere linguistiche ma vuole essere un puro inno alla spensieratezza.

E’ invece proprio in “Eric Tabarly“, traccia che sarà capace di far urlare al cielo anche gli emo kids più tristi, che comincia il “viaggio” degli SPORT, che ci raccontano come una delusione possa farci affondare, rendendoci estranei persino alla nostra stessa città.Il tema del viaggio verrà infatti affrontato anche nella più movimentata “Florence Griffith-Joyner” che ci fa singalongare a squarciagola con il ritornello “to Leh or San Francisco, you’re the greatest land I can explore“, perché un viaggio non è un viaggio se poi non si ha un posto dove tornare e a cui fare riferimento.

I ricordi intensi e il dissidio interiore prendono parte totalmente in “Ulrike Maier” e  in “Jacques Mayol“, canzoni di una maggiore durata ma certamente non monotone.

Con “André the Giant” la band sfodera tutto il suo carattere più punk sfornando una canzone da poco più di un minuto e dai ritmi frenetici; l’atmosfera viene subito frenata (purtroppo) dalle più introspettive “Charles Lindbergh” e “Charlotte Cooper“, forse leggermente più lunghe e meno appropriate rispetto ai ritmi intrapresi nelle altre canzoni ma dalle lyrics comunque interessanti come “Alright, I’m ready to take off, I’m no longer part of this endless carousel” proprio di ” Charlotte Cooper”.

La stessa formula viene intrapresa nella più breve “Matthew Webb” ma fortunatamente l’ultima canzone, “Doris Sams” conclude il disco nel migliore dei modi, lasciandoci un finale aperto che parla di ambizioni, di delusioni, di dubbi, racchiudendo quella sensazione che forse si sente quel secondo prima di riabbracciare la persona amata, prima ancora che le paure che ci assalgono svaniscano del tutto,comprendendo che spesso in un viaggio l’arrivo risiede nella partenza.

La sua durata (quasi 5 minuti) sembra volerci dire che i quattro francesi non vogliono lasciarci, che il loro arrivederci è sofferto.Dopo il tour europeo era infatti chiaro quale fosse il messaggio,per vari problemi ci sarebbe stato uno hiatus indefinito.

Siamo invece contenti, al contrario di tutte le aspettative, che dopo un tour americano gli SPORT stiano riscuotendo un grandissimo successo e che stiano scrivendo del nuovo materiale.

Nonostante ripetere un capolavoro come “Colors” si sarebbe potuta rivelare un’ ardua impresa, la band è riuscita a seguire la stessa linea stilistica intrapresa precedentemente, che nonostante la divagazione di alcuni brani obbliga tutti voi ad avere “Bon Voyage” nell’mp3.

Chiaro?

Buone feste fioi 😉

Best track:Florence Griffith-Joyner

VOTO: 4/5

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