“Resurrection” by New Found Glory

Di Michela Rognoni

NFG_ResurrectionDopo “Kill It Live” ed il mega singolo “Connect The Dots”, la raccolta di cover “Mania”, il concerto a Milano l’estate scorsa e la dipartita dello storico membro Steve Klein, un nuovo disco dei New Found Glory era proprio ciò che tutti stavamo aspettando con ansia e per questo motivo le aspettative erano altissime.
Per questo, e per l’immenso hype che ha tenuto impegnata la band di questi tempi, tra lotte con le boyband e anteprime, sono riusciti a metterci tanta di quell’acquolina in bocca…
Finalmente ecco apparire “Resurrection“, ottavo lavoro in studio della band, e finalmente la nostra fame può essere placata.

Purtroppo però le aspettative non sono state soddisfatte come avremmo sperato.
Il disco è veloce, è allegro, ha tanti di quegli elementi che in questi anni ci hanno fatto amare i New Found Glory e che li hanno fatti affermare come uno dei gruppi più significativi della scena, ma manca la scintilla, manca quel qualcosa in più che renda “Resurrection” qualcosa di diverso da un disco senza infamia nè lode.
Si sente assolutamente la mancanza di hit travolgenti come lo erano state a loro tempo “My Friends Over You” o “Summer Fling ecc.”. Nemmeno “Ready And Willing“, singolo trascinante dal video polemico verso chissà quali boyband, riesce nell’intento pur rimanendo, insieme a “Stubborn“, il brano più catchy del disco.
Manca anche la “ballata da limone”, ma in compenso c’è “Angel“, che è il brano meno convincente di sempre.
Certo, canzoni buone ce ne sono; di quelle che ti fanno saltare ai concerti, quelle a cui dopo un po’ ci si affeziona perché sono pur sempre ottime canzoni pop punk di un’ottima band che saprà sicuramente render loro giustizia dal vivo: tenete bene le orecchie aperte quindi davanti a pezzi come “The Worst Person“, “One More Round“, “Degenerate” e la traccia in chiusura “On My Own” perché sicuramente sapranno darvi la giusta carica per affrontare la più triste delle giornate.

Un disco mediocre quindi – che forse è un risultato peggiore di un disco brutto – che si presta ad essere sentito più che ad essere ascoltato.

Un qualcosa che sì, renderà contenti i fan, ma non farà gridare: “Halleluja!”.

Voto: 2/5

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