“I’ll Keep You in Mind, From Time to Time” by Moose Blood

di Michela Rognoni

10433111_891759287504371_309598656982198263_nÈ dall’inizio del 2013 che ve lo diciamo: i Moose Blood sono una vera rivelazione.
Il 6 ottobre, finalmente esce “I’ll Keep You in Mind, From Time to Time”, primo full length dei ragazzi di Canterbury registrato con il grande nome di Beau Burchell sotto il sole della California.
L’album è come un pugno nello stomaco di un unicorno… pungente e delicato allo stesso tempo.

Si apre con “Cherry” che ci trasporta immediatamente in quell’atmosfera insieme idilliaca e decadente attraverso la melodia cantilenante e l’essenzialità di quello che potremmo chiamare pseudo-ritornello che si riduce nella frase “I was young and irresponsible / about a year ago and it’s impossible to tell / if my hands will ever warm up/ I don’t believe in growing up. “

“Anyway” era uno dei brani che aveva anticipato l’uscita dell’album e risulta più ricca e strutturata;  presenta quelle deliziose seconde voci urlate marchio di fabbrica della band.

Il bello dei Moose Blood è che non sentendosi legati a nessun genere, riescono a fare tutto quello che vogliono, incanalando tutte le loro influenze, che siano musicali o culturali in qualsiasi altro modo, in un sound variegato e personale, mai scontato e per nulla monotono.

 “I Hope You’re Missing Me” ha una struttura linguistica molto semplice e dei sentori di Balance and Composure nel sound. È un pezzo arrabbiato ma represso con un bel ritornello sing along (per quanto possano essere sing along i ritornelli dei Moose Blood).

È un riff molto pop ed armonioso quello che apre “Chin Up” brano fin troppo catchy per gli standard della band. nel ritornello la canzone esplode facendoti ruzzolare negli anni 90 mentre la parte strumentale alla fine ci riporta nell’Inghilterra di oggi delicata e malinconica.
Le stesse cose potrebbero essere dette di “Kelly Kapowski” e del singolo “Swim Down”, che entra in testa fin dal primo ascolto.

Il nuovo arrangiamento di “Boston” rende il brano più deciso e meno introverso dell’originale dell’EP in cui era contenuto. Ciò che rimane della vecchia versione è quel testo modernista capace di rendere poetico l’ordinario anche attraverso l’eccellente uso di rime interne, figure retoriche e quella succosa assonanza “I sleep alone by the phone waiting for you to come home”.
Anche la vecchia conoscenza “Bukowski” (canzone dell’estate appena finita) si ripresenta in una veste completamente nuova, con un cantato molto più aggressivo e spiazzante e delle seconde voci da paura. Il succo però resta lo stesso, tanti riferimenti alla pop culture ed un’invasione di feels.

Il disco si chiude con le melodie cupe di “I Hope You’re Miserable”, caratterizzata dalle voci sovrapposte che aumentano la drammaticità del pezzo in una specie di ninna nanna spietata.

Questo album riassume tutto quello che i Moose Blood ci hanno mostrato di essere: vecchia scuola ed al contempo freschi e nuovi.
Il perfetto punto di partenza per una band che speriamo arrivi a conquistare il mondo in un gigantesco emo revival party.

BEST TRACKS: Pups, Bukowski
VOTO:

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.