TOP 10: Most Shocking Hiatus

di Michela Rognoni

on hiatusDopo lo scherzo burlone di oggi, abbiamo deciso di parlarvi degli hiatus quelli veri, quelli che in linea di massima durano più di mezza giornata, e che hanno lasciato un triste segno di mascara sulle nostre vita.


10 Valencia

In realtà nessuno conosce i Valencia, nessuno li ascolta e nessuno sapeva che si fossero sciolti (o che esistessero) però se non li avessi citati in questa raccolta la Sara ci avrebbe mandate in hiatus per davvero.
Si sono formati nel 2003 e hanno suonato insieme per poco meno di un decennio poi si sono sciolti perché esattamente 3 anni fa ieri persero il loro penso già ex batterista in un incidente in moto.
Non credo abbiano fatto canzoni famose, secondo Sara la più famosa forse è The Space Between

9 The Academy Is…

I The Academy Is… andavano forte nel periodo d’oro di Fueled By Ramen – quello del revival dei leggins in cui tutti i nostri vestiti erano fosforescenti. Il loro più grande merito non è assolutamente aver scritto 3 album e un EP megabelli in cui tutte le influenze del mondo rock delle ultime decadi si fondono in sieme in qualcosa di estremamente catchy, ma è di avere un frontman fio.
Quando nel 2011 eravamo migrate a Cesena per vedere i Panic! At The Disco qualcuno aveva millantato che il loro nuovo disco sarebbe stato pubblicato a breve e invece tipo un paio di mesi dopo, come una cacca di piccione in testa, indefinite hiatus (seguito da 600 video di Beckett che fa le cover con la webcam a casa sua).

8 Go Radio

Nel 2012 i Go Radio hanno pubblicato Close The Distance ed è stato tipo uno degli album più belli degli ultimi tot anni. E noi già sognavamo il giorno in cui gli avremmo chiesto cosa ne pensano delle uova e invece…Jason Lancaster, pur desiderando proseguire la propria carriera musicale, sentiva il bisogno di stare con la propria famiglia e allora ciao Go Radio, facciamo un disco da solista nemmeno tanto bello.

7 City Lights

Forse i City Lights sono sconosciuti quanto i Valencia ma il loro scioglimento è stato davvero una martellata sul mellino.
Dopo un po’ di anni insieme con un paio di EP e un contratto con InVogue, a Dicembre 2013 pubblicano il loro secondo full lenght che è veramente una mina e non è certo passato inosservato nella crescente scena pop punk del momento. Acclamati praticamente da tutti, anche da chi di solito odia l’umanità, i City Lights stavano proprio dando l’impressione di essere diventati la next big thing…se non fosse che neanche tre mesi dopo la band annuncia lo spiazzante scioglimento “per fare altre cose”.

6 Kids In Glass Houses

Più o meno come i due precedenti: fiorente carriera alle spalle, pubblicazione del loro miglior disco, raggiungimento dell’apice della vita e poi pronti a skydiveare verso lo hiatus!
Il disco Peace è uscito a settembre e loro a Febrbaio hanno annunciato lo hiatus di cui non ricordo le motivazioni però sono in tour da quel momento e non si sono ancora fermati.
Però quando lo faranno probabilmente sarà per sempre

5 A Loss For Words

Completamente a caso, dopo vent anni di carriera senza infamia e senza gloria, tour in tutto il mondo, un progetto solista che sembrano i Backstreet Boys ed essere diventati un punto di riferimento per le nuove leve del pop punk, anche gli AL4W “callingano i quits” (si dai, avete capito).
Ovviamente non si rinchiudono nelle loro case a piangere ma restano posi e fanno un sacco di iniziative festose per l’avvenimento tipo vinili, merch speciale, tour, cose.

4 Yellowcard

C’è stato un periodo buio della nostra vita in cui era il 2007 e l’ultimo album degli Yellowcard era l’insipido Paper Walls.
Nell’ Aplrile dell’anno seguente la band, non solo annuncia lo hiatus, ma cancella il tour Europeo per fare un tour acustico per quegli stupidi americani che hanno tutte le fortune del mondo, maledetti.
Però l’avevano detto che era solo uno hiatus e che sarebbero tornati, e infatti grazie al cielo nel 2010 si sono riuniti ed il resto è storia.

3 Midtown

Bring Midtown Back. devo aggiungere altro?
Una delle migliori band dell’ondata pop punk early ’00 stroncata dalle “creative differences” aka il crescente divismo di Gabe Saporta che l’ha portato prima a fare il tamarro nei Cobra Starship e poi a farsi le foto dove è indubbiamente una divinità con i grandi nomi dell’odierno showbiz.

2 Fall Out Boy

Se siete sopravvissuti a questo siete bravi.
Lascio la parola a Penny.

Ciao sono Penny. Probabilmente se non conoscevate i Fall Out Boy quando andavano di moda le borchie e i teschietti sullo zaino eravate dei poser, o probabilmente andavate in discoteca e di musica non ci capite nulla. Dopo 4 album, svariati EP e addirittura un greatest hits, la band di Chicago decide di prendersi una pausa ma continuare a fare musica: Stump inizia un progetto solista e pubblica un album e un EP, Wentz fonda i Black Cards e inizia a fare dubstep, Trohman fonda i The Damned Things e in seguito i With Knives, mentre Hurley entra come batterista negli Enabler. Tutto quello che fanno – ad accezione di Patrick – è pura è semplice follia (non à deux) e per fortuna nel 2013 si redimono e pubblicano “Save Rock N Roll” seguito da un EP punk-rock di dubbio gusto. Ma insomma, chissene frega, sono tornati i Fall Out Boy e con un sesto album previsto per il 2015 possiamo tornare a parlare di quanto Parick Stump stesse meglio da ciccione.

1 Blink 182

Dopo il 2003 la band generazionale di tutti i bambini partoriti negli anni successivi all’84 ci ha lasciati con l’amaro in bocca dopo un album innovativo rispetto agli standard a cui ci avevano abituati.
Ai tempi giravano tante ipotesi sulle motivazioni (mica esistevano i facebook statements eh) alimentate anche dalla formazione delle due nuove band amiche e rivali: gli Angels And Airwaves di Tom e i +44 di Mark e Travis – che erano più belli e infatti hanno fatto un solo disco -.
Reunion dal 2010 in poi, nuovo logo, nuovi dischi e nuove cose di cui parlare: forse si stava meglio quando erano in hiatus.

PT. 2
I 5 HIATUS  sconvolgenti che hanno sconvolto solamente la redazione di aim a trabolmeicher

5 Octane OK

In realtà dopo le mille peripezie per intervistarli in posti sperduti alla periferia di Birmingham UK, questo hiatus lo stavamo aspettando da settembre 2012. Infatti quando l’hanno annunciato abbiamo fatto una festa.

4 On My Honor

Ci dispiace perché loro furono la nostra prima intervista. E perché ci credevano davvero, amavano la loro scena e facevano di tutto per migliorarla. Hanno girato il mondo a loro spese, hanno passato più giorni in tour che a casa propria nel 2012. Ed ora bisogna solo sperare che tirino fuori ognuno un nuovo progetto altrettanto bello.

3 Tigers Jaw

Quanto sono stati in hiatus? Da Marzo ad Agosto del 2013?
Bè abbastanza per paccare la data in Italia.
La ferita sta ancora bruciando Brianna, sta ancora bruciando…

2 The Swellers

Anche loro figurano tra le nostre prime interviste (quella in cui we’re going professional). E anche loro si sono sbattuti come pochi per fare la differenza ed ottenendo risultati spesso appaganti ma non a livello monetario.
E questa è fondamentalmente la ragione che li spinge verso lo hiatus: sono poveri.

1 The Dangerous Summer

Questa fa ridere perché praticamente finisce in una rissa.
Prima perdono un membro dopo l’altro, rimpiazzano i membri persi e poi gli unici due rimasti litigano per questioni di autografi falsi e conti bancari.
è così assurdo che forse un giorno ci faremo uno speciale…

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