Seven Years, proprio come dicevano i Saosin

Di Sara Cavazzini

So_wrong_its_rightSono passati sette anni (e un giorno, perché ovviamente io arrivo sempre in ritardo) da quando è uscito So Wrong It’s Right degli All Time Low. Probabilmente sette anni fa pochi dei fan attuali degli All Time Low li conoscevano. Sette anni fa erano gli All Time Low quelli di cui si diceva che volessero solo copiare qualcuno, che non fossero abbastanza punk per un genere, ma neanche abbastanza pop per quell’ altro, e nemmeno abbastanza grandi per essere presi sul serio, si attaccavano a gente più grande di loro solo per avere più visibilità, e poi insomma guardate quei capelli sono solo degli emo con delle belle facce mica fanno musica bella. E noi contro il popolo di quelli oggi conosciuti come ‘30something’ combattevamo per tenere alto l’onore della nostra band preferita; la parte divertente è pensare che adesso siano certi fan degli All Time Low a dire le stesse cose di altre band. Chi li conosceva sette anni fa non andava in giro urlando ‘Don’t fuck the burrito’ o cercando di inculcare la dottrina ‘jalex’, a quei tempi la cosa migliore che ricordo sono le interviste idiote sulla macchina di buzznet (e se ve le siete perse andate a vederle perché sono la cosa più divertente del mondo).

Cosa c’entrano i Saosin? Niente, ma sette anni fa esistevano, anche se Anthony Green, che appunto era il cantante ai tempi di Seven Years, li aveva già mollati, ma adesso è tornato ed è tutto bello. Che poi qualcuno ha capito Saosin come si pronuncia?

Anche i Midtown sono tornati, forse solo per i tre show che hanno fatto, ma fa niente, sappiamo bene che in ogni caso Gabe veglia sempre su di noi. E poi sette anni fa loro si erano già sciolti.

A pensarci poi negli ultimi sette anni di band se ne sono sciolte un sacco e riunite troppe poche. Le band che non si sono sciolte in questi sette anni non lo hanno fatto semplicemente perché sette anni fa non esistevano ancora probabilmente. A parte la band suprema della sfiga, quella esisteva sette anni fa, continua ad esistere e continua a portare sfiga.

Sette anni fa la gente che adesso va in giro sfoggiando fieramente una bella barba, la barba nemmeno ce l’aveva, fatta eccezione per i Four Year Strong, loro con la barba ci sono nati.

Sette anni fa su Facebook c’erano forse 13 persone, io infatti mi ci sono iscritta nel 2008, che sono sei anni fa quindi non vale, e Mark Zuckercoso ha deciso che ora i miei post del 2008 non posso vederli, povera me, volevo ad andare a cercare ispirazione per trovare cose del paleolitico di cui parlare. Insomma a sette anni di distanza Facebook fa sempre cagare a tutti, ma nessuno smette mai di usarlo. Dobbiamo solo ringraziarlo perché col suo avvento ha chiuso il triste e complicato capitolo di Netlog.

Sette anni fa non c’era Whatsapp, c’erano i messaggi quelli veri, gli sms, ognuno dei quali costava dei centesimi e anche se facevi tutte le offerte del mondo, non bastavano mai e ti ritrovavi a farti le ricariche clandestine al tabaccaio di fianco a scuola perché i tuoi non dovevano sapere che spendevi così tanto o il telefono te lo toglievano, d’altronde mica si parlava in gruppo li, dovevi scrivere un messaggio per ogni persona ed oltretutto era anche gran sbatty.

Sette anni fa MySpace era ancora figo e ci passavamo le giornate a trovare gruppi improponibili, che ora vorremmo non aver mai trovato visto che ci hanno rovinato la vita in un modo o nell’altro. Adesso MySpace non esiste più. Cioè insomma esiste, ma è una cosa nuova e del MySpace quello vero con cui noi siamo cresciuti non ci è rimasto nulla, se non le nostre foto imbarazzanti che abbiamo nascosto in qualche cartella introvabile nel PC.

Su MySpace avevo trovato gli All Time Low, più di sette anni fa, prima che uscisse So Wrong It’s Right, ed era tutto bello. Poi So Wrong It’s Right è uscito ed è stato tutto ancora più bello, se non fosse per quel piccolo problema per cui la tecnologia sette anni fa non era quella di oggi e per scaricare le cose sapete anche voi la fatica che si faceva.

Sette anni fa Youtube esisteva, così come esistevano i video musicali, e ad un certo punto è uscito il video di Poppin Champagne (erano poco meno di sette anni fa quindi facciamo che vale anche se in teoria non sono ancora sette pieni) e ovviamente ho imparato il ballettino a memoria e altrettanto ovviamente ancora ora lo ricordo perfettamente. Era bello avere una band preferita tutta per se e odiare tutti perché non la conoscevano e quindi vivere con l’angoscia che non sarebbe mai venuta a suonare qua. Poi a suonare qua ci sono venuti e la prima volta me li sono dovuti perdere, simpatica la vita eh. Poi li ho visti altre sette volte, quindi direi che va bene così. Dopo sette anni siamo anche riusciti a vedere “Vegas” live e io non riprenderò mai più.

Ma il punto qua è: in sette anni è cambiato tutto, ma “This Is How We Do” rimane l’opening song più bella di sempre, “Dear Maria” ci ha stancato ma ogni volta che la riproduzione casuale la fa partire il coraggio di saltarla manca, “Remembering Sunday” provoca sempre feels esagerati, “Vegas” è sempre “Vegas”, “Stay Awake” continua ad essere sottovalutata anche se è una delle loro canzoni migliori, così come “Come One Come All” continua a fare schifo a tutti.

Insomma gli anni passano, gli All Time Low continuano ad essere nei nostri cuori e So Wrong It’s Right rimane sempre il loro album migliore.

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