SPECIALE: “Che Vita di Merda, Che Vita di Stenti”

Di Michela Rognoni
Nei teen movie della Disney – che comprendono la quasi totalità dei film della mia Top 10 – di solito c’è un ragazzino abbastanza sfigato a cui viene un’idea di semplicissima realizzazione (fare un’audizione per partecipare a qualcosa, cominciare a praticare uno sport, boicottare la radio della scuola, fidanzarsi con il leader della boyband del momento), la mette in atto e nel giro di massimo 90 minuti ha un successo esagerato, rischia di perderlo a causa di un imprevisto e sistema tutto.
Aim A Trabolmeicher, siccome ha un nome di merda e siccome non è un teen movie della Disney, non è mai diventata un successo esagerato.
Però esiste da tre anni e direi che è un ottimo motivo per fare una festa. 

Siamo nate nel 2011, in Agosto.
Siamo del Leone.
Pensavamo non ci avrebbe mai calcolati nessuno e avevamo uno sfondo standard bruttissimo, forse il più brutto disponibile.
Il nostro sottotitolo diceva “We ain’t got no place to go so let’s go to a hyper-melodic pop punk show” che è una slash di due citazioni diverse. I titoli lunghi dimostrano la forte influenza che i FOB hanno avuto sulle nostre vite ma questa è un’altra storia.
Senza allontanarci troppo dal catalogo Decaydance/Fueled By Ramen, uno dei nostri primi articoli fu un report caratterizzato dal gergo medievale della prima ed unica data italiana dei Panic! At The Disco alla Rocca Malatestiana di Cesena. Tra l’altro il treno del ritorno si è rotto ad un certo punto e abbiamo dovuto prendere un regionale e siamo tornate a casa con un ritardo improponibile (nemmeno Trenitalia è cambiata in questi anni).
Più di 100 visualizzazioni.
Siete pazzi?
Mi state dicendo che voi veramente leggete le recensioni dei concerti online?
Si riprova con la data più calda di sempre, Yellowcard al Rock Planet di Pinarella di Cervia con i compianti Skylong (che stranamente non avevano tirato il pacco): una festa di sudore, planking e batteristi collassati. Le views aumentano sempre di più.

Cominciano a nascere altri blog casuali riguardanti la musica tra la nostra cerchia allargata di amici, ma noi vogliamo avere il giocattolo più bello di tutti e allora rivoluzioniamo tutto: c’è chi aggiunge contenuti, chi ci regala una grafica più accattivante, chi suggerisce di smetterla con i titoli chilometrici che tanto se non sei Pete Wentz fanno cagare. Abbiamo anche cercato di seguire delle rubriche periodiche ma abbiamo sempre avuto questo problema di non ricordarci che giorno della settimana sia.
Parlavamo di tutto per farci conoscere, anche dei gruppi stoner (con scarsissimi risultati ovviamente). Ora sarebbe impossibile recensire tutto quindi ci siamo dati una regolata.

Ma se prima i disagi erano causati dai viaggi scomodi e dalle code infinite per andare ai concerti, più avanti ci venne l’idea da un milione di dollari di chiedere un’intervista ai Mest (ovviamente, dato che siamo tutte persone poco emo e molto ottimiste, pensando non ce l’avrebbero mai concessa) e loro risposero che era ok.
Cioè dai davvero? Noi che a caso intervistiamo i Mest?
Ok, con la formazione fuffa di questi anni ’10 ma va sempre bene!
E da qui nasce la febbre delle interviste (che vuol dire che abbiamo cominciato ad intervistare tutti a caso).
Mancavano ancora tipo un mese alla nostra intervista ai Mest ma noi ci innamorammo di un gruppo a caso che per pura fortuna avrebbe suonato al compianto SGA di Arese poco tempo dopo, gli On My Honor. Furono loro quindi la nostra prima intervista ufficiale. Per un breve periodo di tempo abbiamo anche pensato che avremmo messo i sottotitoli nelle video interviste invece poi ci abbiamo ripensato perché è estremamente sbatty.
Loro si sono sciolti pochi giorni fa.

Lo scioglimento delle band con cui abbiamo lavorato è la nostra maggiore fonte di disagio, ed è quasi sempre colpa di Sara.
Quest anno sta essendo un massacro poi!
The Dangerous Summer, The Swellers, Octane OK, Kids In Glass Houses… Vi do l’indirizzo di Sara se volete.
Ed è tutto downhill from here? Ovviamente no. Cominciano le estenuanti attese per le interviste perché Tony Lovato che arriva a concerto iniziato e si fa intervistare dopo il concerto mentre i proprietari del locale ci buttano fuori non essendo a conoscenza della potenziale pericolosità del soggetto non è la cosa più disagevole che ci sia capitata.
Citeremo due avvenimenti: il primo riguarda la doccia di sei ore di Matty “Ginger Diva” Mullins che ci ha fatto perdere un pomeriggio che avremmo potuto passare a studiare grammatica visto che non la sappiamo. Il secondo riguarda gli All Time Low che ridendo e scherzando l’intervista non l’hanno nemmeno fatta.
Di aneddoti sulle interviste ce ne sono centottantadue ma non ci sembra il caso di citarli tutti, o non avremo più niente di inedito da raccontare ai nostri nipoti.

Anche gli argomenti nelle interviste sono cosa ardua, vi basti sapere che una volta Penny ha chiesto a Joe Godino (The Menzingers) un’opinione culinaria e lui si è lanciato in un discorso anti-droga.
Se per deformazione professionale, ogni volta che una band si scioglie ci sentiamo come se il nostro migliore amico si stia trasferendo per sempre in Madagascar senza wifi e telefono, quando scopriamo le band al loro debut EP e poi queste finiscono per diventare una delle band di punta del loro genere di riferimento (o quando finiscono ad aprire i concerti ai Brand New) ci sentiamo ovviamente come delle sorelle maggiori orgogliose. è successo con molte delle nostre band della rubrica “newcomer of the week” (primi tra tutti i Real Friends), ma la cosa che ci ha rese più orgogliose in assoluto è stato vedere i nostrani 4th ‘N Goal volare al Warped Tour grazie soprattutto al supporto della propria fanbase.

Ultimamente abbiamo anche avuto delle idee di merda tipo tirare in ballo le nostre band italiane preferite, fare una raccolta di canzoni e metterla in free download su bandcamp.
Ovviamente qualcosa è andato storto e ci abbiamo messo 72 ore a pubblicarla.
Poi abbiamo anche chiamato in causa un paio di 4th ‘N Goal e abbiamo registrato una canzone (brutta) che parla di pizza, gattini e bacon. Ovviamente non avrebbe mai potuto diventare virale visto che è completamente non sense e le poche frasi sensate sono divertentissime per noi ma ermetiche per il resto dell’umanità.

Ma i disagi succedono anche all’interno del nostro piccolo mondo felice.
Siamo in tanti qui dietro alle quinte.
Se lavorassimo in un ufficio reale e non virtuale ci mancherebbe l’aria, si suderebbe tanto e non ci sarebbe odore di rose.
Veniamo dalle più disparate parti d’Italia e ci dividiamo in modo da poter andare a più concerti possibile (cit.).
Ma fino al mese scorso non ci conoscevamo di persona (alcuni ancora oggi non si sono mai incontrati).
Immaginate quindi il disagio di vedersi ai concerti e non salutarsi. Una festa epica.
Immaginate soprattutto il disagio di Leonardo: il suo gruppo preferito porta sfiga (quello dell’imodium, non quello dei gemelli) e non li può nominare in nostra presenza! Pensate poi al disagio di Hélio che scrive ma non conosce le dopie. Pensate al disagio di chi vive al sud (o all’est) e tutti i concerti belli sono sempre a Milano. E pensate a quelle sfigate che sono di Milano ma sono più in UK che qui perché si sono fatte rovinare la vita dagli EPK delle nuove band inglesi che hanno seimilaseiseisei fan su Facebook e simili.
Portiamo perfino il cibo ai concerti!

Ci sono anche un sacco di cose belle in questa vita di stenti però eh.
Poeticamente si aiuta la scena locale e non.
Si conoscono e si fanno conoscere agli altri un sacco di band valide.
Mangiamo i toast al Lo Fi perché sono buonissimi anche senza mayo.
Grazie ad Aim, Hélio è riuscito a rimorchiare (anche se non è al 100% vero).
Ria ha ripreso dopo mille anni a spataccare con Photoshop.
Ilaria ha incrementato il numero di feste con destinazione Milano ed ora la gente la prende un po’ più sul serio da quanto è badass.
Piescah ha ascoltato un sacco di cantautori napoletani che ora sono i suoi artisti preferiti.
Giorgio ha una foto power con i Chunk e moltissime magliette azzurre.
Samir viene semplicemente associato al nome di Scotty che continua a non sapere.
Elisa ha sempre un buon motivo per essere superamica delle band.

Chiara grazie ad Aim ha visitato un sacco di posti in UK (posti che non credo avrei visto se non fosse stato per vedere/intervistare delle band a caso, tipo i Robannas Studios) , inoltre Aim le ha permesso di scrivere gran parte della tesi di laurea, quindi, in un certo senso, l’ ha fatta laureare (lol), inoltre, grazie ad Aim, ha trovato un moroso non solo a se stessa ma anche a Penny (che poi ha guidato per accompagnare un Man Overboard da qualche parte). Però non ha ancora intervistato i FOB.
Sara ha passato un sacco di tempo con l’unica sua band preferita che non si è ancora sciolta.
Io ho riaccompagnato a “casa” un paio di Ataris (che si sono pure lamentati perché avevo il riscaldamento acceso) e sono finita a fare festa gratis in un bar malfamato dall’altra parte del mondo.

Quindi rassegnatevi.
Siamo una banda di disagiati senza alcuna qualifica ma ci divertiamo un mondo. Non vi libererete di noi così facilmente!

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