“A Million Dollar Banknote” by Perfect Swimmer

perfectDi Leonardo Passari

Una delle più grandi fatiche fatte per aim a trabolmeicher fin ora, qualcuno aveva già provato ad unire diverse forme di arte tra di loro, come ad esempio un cortometraggio con un album, ma mai mi era capitata una raccolta di racconti e una galleria di fotografie, firmate da nomi del giornalismo e della fotografia con carriere molto prolifiche e invidiabili, affiancate da un EP musicale di due tracce elettroniche.

E’ questo infatti il caso di “A Million Dollar Banknote”, nome nato da una frase dello scrittore Silvio D’Arzo, il quale comincia un proprio libro scrivendo: “Da bambino credevo che un milione di dollari fosse un’unica immensa banconota”. E’ su questo progetto cheRoberta D’Orazio, ideatrice e scrittrice della prefazione e del primo racconto, parte per collegare tre diverse Arti: la Musica, la Letteratura e la Fotografia. Una continuità, una connessione ricercata nelle più alte e ignote sfere emotive, sia le fotografie che i racconti infatti sono volutamente sognanti e onirici, le storie e i posti sono scritti e fotografati in modo da poter andare aldilà del semplice racconto e del semplice soggetto ritratto.

 

Il primo racconto, “Nucleare” (di Roberta D’Orazio come già scritto), ha addirittura una struttura che somiglia più alla poesia che alla prosa, e parla velatamente di una bambina diversa dalle altre, una bambina che si verrà infine a scoprire essere un “bellissimo mostro”, una bambina-sirena. L’ambientazione, accennata da episodi di triste vita quotidiana inconsapevole, rende però tutto più chiaro anche se non per iscritto, ed è l’Ucraina, Pryp’jat’, accanto Černobyl’. Le tre foto di Maria Stefania Musumeci che seguono al racconto danno un’immensa sensazione di desolazione, l’unica figura umana è presente nell’ultima foto, ma non rimanda a nulla di positivo e caloroso data anche l’estrema somiglianza con il famoso dipinto romantico di Friedrich “Viandante sul mare di nebbia”.

 

Segue il racconto “Perpetum Mobile” di Angela Giorgi, questa volta la scrittrice non lascia nulla di implicito e la descrizione della stazione e del treno in partenza, dei preparativi, del saluto del barbone e dei colori freddi del viaggio è meticolosa, ricca di aggettivi e di sottili metafore e ci catapulta quasi inconsapevolmente dal pensiero della destinazione da raggiungere alla destinazione stessa, Berlino. Qui è l’inquietudine della protagonista che prende il sopravvento, la quale si abbandona al centro del Tiergarten di Berlino e chiede di essere salvata dal “potere ultraterreno della Siegessäule” (la Colonna della Vittoria).

Non sembra soddisfatta, non sembra serena, ma sembra intenzionata a rimanere a lungo nella città, per sfidare il suo freddo non solo climatico, ma anche emotivo, delle persone, delle cose. Le fotografie di Riccardo Ruspi mi trovano pienamente d’accordo nella scelta del bianco e nero, questa volta ogni fotografia contiene un elemento umano, una donna, che non evita lo stesso sentimento negativo, questa volta non di desolazione, ma di inquietudine nelle foto laterali e di tristezza, pena e pietà nella foto centrale, dove la donna piegata piange rannicchiata su sé stessa.

 

Ultimo racconto è “Samaya” di Chiara Longo, storia di una creatura, una bambina per come si vede da sé, rapita diverse volte e portata ogni volta in un luogo magico, sempre diverso e ricco di cibo che quasi le fa accettare quel nuovo tipo di vita invece di cercare ogni giorno una via per scappare e tornare a casa, fino a quando durante i numerosi spostamenti questa bambina di nome Nea incontra una bambina come lei di nome Maat che le rivela però di essere una tartaruga e di non essere una bambina, ma di avere 95 anni, cosicché Nea perde in un solo momento la sua unica certezza, cioè quella di essere una bambina, una novella nel mondo, ma scopre allo stesso modo cosa sono il mondo e il tempo. Le foto allegate al racconto sono di Valeria Pierini e hanno tutte e tre la stessa ambientazione di sfondo, cioè un prato, su cui sono appoggiati rispettivamente una catena, un orologio e una chiave.

 

Arrivati al termine dell’ebook non resta che unire il tutto con la musica trascinante del musicista e produttore Perfect Swimmer, italiano di nascita ma berlinese di patria artistica, che nella capitale tedesca ha trovato il suo ambiente all’interno della scena della musica elettronica. L’EP che fa da cicerone ai tre viaggi raccontati nell’ebook e alle relative foto è composto di due tracce, la prima è la title track “A Million Dollar Banknote”, strutturata in un crescendo di suoni che a poco a poco si uniscono alla melodia e si amalgamano agli altri per ridividersi verso l’outro in dissolvenza. Il secondo brano, “My Story’s Not My Destiny”è invece un remix di un brano dei Two Fates.

 

Un progetto nuovo, innovativo e anche impegnativo, ma sicuramente riuscito alla perfezione, anche e soprattutto grazie alle capacità di chi lo ha ideato, scritto, fotografato e suonato.

Timidamente prego, aim a trabolmeicher.

 

Voto: 5/5

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1 commento su ““A Million Dollar Banknote” by Perfect Swimmer”

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