Record Stories: Chelli

396981_10201609725346352_515833018_nEbbene, lo ammetto: sono un’accumulatrice seriale di CD. Mi piace comprarli più che comprare i vestiti (forse perché mi calzano meglio), mi piace guardarli, mi piace riporli in ordine alfabetico, mi piace farli autografare, mi piace leggere i nomi di tutti quegli sconosciuti nei ringraziamenti. Sapete quante band ho conosciuto leggendo i ringraziamenti? Probabilmente solo gli Allister e i Cartel, scusate se è poco. Ogni volta che vado in una città straniera la prima cosa che cerco non è un hotel ma un negozio di dischi usati. Se questo è un crimine allora mi merito 666 ergastoli.

DISCO PREFERITO: “So Long, Astoria” – The Ataris
IMG_3193Chi mi conosce sa che non deve parlare con me degli Ataris perché la cosa sfocerebbe sicuramente in un grado di fangirl troppo elevato per essere sopportato dai comuni esseri umani. “So Long, Astoria” contiene “In This Diary” che è la prima loro canzone che ho sentito; scrivevo sui banchi di scuola “these are the best days of our lives” non perché era la frase più bella ma perché ai tempi non sapevo molto bene l’inglese. A parte questo, penso veramente che questo sia il disco migliore di sempre; ha tutto: melodie, testi, ritornelli, feels, biondi, sole, California…

PRIMO ACQUISTO: “La Dura Legge Del Gol” – 883
IMG_3192Più o meno dai 6 agli 8 anni, nessuno mi dava più feels degli 883, nemmeno i Backstreet Boys. In questo disco c’erano delle canzoni di cui capivo il testo perché erano in italiano ma per colpa degli accenti messi a caso non capivo bene bene il significato di quello che ascoltavo tipo “signora, sa, una pasta al forno così non l’ho mangiata mai” io pensavo che volesse dire “signora, può farmi una pasta al forno dato che non l’ho mai mangiata e volevo assaggiarla?” che poi non ha nemmeno senso come cosa ma erano i trip che mi facevo da bambina. Poi nei booklet c’era “cazzi” che era sempre censurato e ci sentivamo tutti un po’ cattivi a dirlo cantando, bisognava stare attenti che papà non sentisse. Adesso mi chiedo solo se Max Pezzali fosse il dio del party o uno sfigato che se la mena un sacco.

ULTIMO ACQUISTO: “Courage” – Fort Hope
10527457_10204229260473093_4142696454184678896_nDa quando ho scritto questo articolo a oggi che l’ho pubblicato è già cambiato 3 volte: prima era Bleed American (o meglio untitled) dei Jimmy Eat World che erano anni che lo bramavo, poi è diventato “Indoor Wars – Egypt Lane Version” dei Natives che ha le loro canzoni in versioni strane tipo mariachi. Ora invece è “Courage” dei Fort Hope che mi è arrivato tipo giovedì e sono molto felice perché loro sono uno dei miei gruppi preferiti al momento, con il loro sound fresco e moderno, i testi non banali e quella voce da furto di corde vocali. Poi mi fanno riaffiorare tanti ricordi della mia finta hometown e delle torte di mele per cena ecc. e non vedo l’ora di rivederli dal vivo.

ARTWORK MIGLIORE: ”Audioboxer” – Something Corporate
tumblr_mo5081iL8I1r2sq7jo1_500Audioboxer è un EP di 6 canzoni, il primo della band sotto Drive-Thru. Dovrebbe avere un artwork pacchissimo, tipo un foglio A4 scritto a penna e invece è cartoncino solido e ruvido, e si apre a libro. La foto in copertina è un piano che va a fuoco sulla spiaggia, sul retro c’è una foto della band e la tracklist e all’interno i testi e i ringraziamenti stampati bianco su rosso; il CD è bianco con il logo della band e la scritta “Audioboxer” color CD. Tutto bellissimo, poi nel CD c’è “Walking By” che è forse una delle canzoni più belle dei SoCo.

DISCO CHE TI SEI STANCATO DI ASCOLTARE: “Chuck” – Sum 41
25570_1432070803172_1760408_nL’ho comprato il giorno d’uscita. Facevo queste cose quando ero giovane e non esistevano i pre-order (almeno per me). L’ho ascoltato così tante volte leggendo i testi che il poster all’interno si è bucato in corrispondenza degli angoli delle pieghe. L’ho fatto autografare da un paio di Sum 41 al Give It a Name del 2010, solo che erano tutti ubriachi e più che le loro firme sembra che un lattante ci abbia disegnato sopra con un pennarello indelebile. Il disco non so se funziona, ne dubito fortemente ma spero di sì perché è una bomba e ad un certo punto mi verrà voglia di portarlo in macchina per riascoltarlo andando da qualche parte.

DISCO CON LA STORIA PIU MATTA: “Days That Shape Our Lives” – ME VS HERO
10527364_10204256839282546_5021725280901993143_nDue perché sono veramente troppo assurde per sceglierne una. Parto con i Me Vs Hero: siamo andate al loro concerto a Milano, c’erano pochissime persone tra cui non il loro bassista che era andato sulle Alpi svizzere a sciare. C’erano un paio di 4th ‘N Goal che sapevano le loro canzoni e le cantavano, c’eravamo noi e altre cinque persone a voler essere generosi. Era l’ultima data del tour, o una delle ultime comunque, e il cantante ci ha dato una ventina di adesivi a testa per toglierseli dai piedi. Qualche minuto dopo ci ha dato anche dei CD, senza case, e un po’ di booklet sfusi dicendoci “teneteli, però non so se funzionano”. Il mio funziona, gli altri non saprei. Ma c’era del sangue su alcuni adesivi. La storia dello split è molto più triste: l’ho ordinato in pre-order perché voglio un sacco di bene agli On My Honor, lo split era disponibile in 2 versioni ma io avevo scelto gli A Brighter Life perché li preferisco agli Above the Underground (presenti anche alla data della storia qui sopra). I mesi passano e il disco non arriva. Nel frattempo faccio un altro ordine dal sito dell’etichetta e neanche quello arriva allora scrivo al tipo che se ne occupa. Mi risponde che mi avrebbe mandato l’altro pacco – che infatti poi è arrivato – ma che lo split ha avuto un incidente, il camion che li trasportava è esploso, non  ho capito bene, non mi è mai arrivato ma va bene così. Un giorno forse lo ricomprerò e spero che non esploda nient’altro.

QUELLO CHE VORREI PER IL COMPLEANNO: ”Lost in Pacific Time EP” – The Academy Is…
download (1)Escludendo le ristampe dei dischi degli Ataris in vinile, e “Tim” dei Replacements che un giorno mi comprerò da sola e fangirlerò, uno dei dischi che vorrei urgentemente è questo perché  è quello con le canzoni migliori, tipo Sputter, nonostante fosse solo uno stupido EP venduto solo durante il tour. Infatti è fuori stampa e introvabile su internet. L’unica speranza è trovarlo in qualche negozio dell’usato… può essere che qualcuno l’abbia venduto non conoscendone il valore. In alternativa potrei accontentarmi di “Even on The Worst Nights” dei Mixtapes perché, sarò scema, ma mi ricorda i lavori di mezzo degli Ataris.

DA ASCOLTARE MENTRE MANGIO LE UOVA: ”Wheatus” – Wheatus
IMG_3194All’inizio volevo dire “Neon Ballroom” dei Silverchair perché ci ricorda che se non si mangia si muore. Poi ho pensato che gli Wheatus hanno quel tipico sound da colazione all’inglese e quindi non potevo non citarli. Pensatevi mentre fate una frittata cantando “A little respect”. Momenti epici. Atmosfera+1000.

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