Interview With The Front Bottoms

Di Michela Rognoni, Chiara Cislaghi e Denise Pedicillo
tfb
Un paio di mesi fa, prima del fantabolante concerto dei Brand New a Milano, abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con Brian Sella, voce dei The Front Bottoms, riguardo a tutto ciò che è cambiato dall’ultima volta che ci eravamo visti.
Ecco cosa ci ha raccontato:

Questo è il vostro anno! Un nuovo album, un sacco di concerti in giro per il mondo, quale sarà la vostra prossima mossa? Diventare supereroi?

Non saprei, probabilmente altri tour, speriamo di registrare qualcosa di nuovo, di tenerci occupati. E poi magari diventare supereroi.

E che super potere vorresti avere?

Credo…saper volare. Mi sa che è una scelta scontata.

Siete cresciuti come band, ora siete in quattro sul palco! Come ci si sente?

È bello! È fantastico che ci siano altre due persone sul palco perché il suono risulta migliore ed io ho meno responsabilità, è fantastico. Sono dei bravi ragazzi, è divertente suonare con loro; sono loro la band adesso.

È molto diverso da prima, all’inizio eravamo io Mat e suo fratello, poi c’era un altro nostro amico, Drew, penso ci fosse lui l’ultima vosta che ci siamo visti…Insomma, questa però sembra la formazione migliore, quindi è fantastico.

“Talon of the Hawk” è un bellissimo album, ed è stato registrato in uno studio e non nel seminterrato dei vostri amici. Dunque, raccontaci qualcosa riguardo a questa esperienza…

In effetti questo disco l’abbiamo registrato ad Austin, Texas, in un piccolo studio, molto carino con un nostro caro amico di nome Frenchie che ci ha ispirati creativamente, quindi questo album l’abbiamo registrato in maniera più professionale. L’album precedente è stato registrato in cantine e posti del genere e a me sembra comunque buono, sapete, era il meglio che potevamo fare e quindi è quello che abbiamo fatto.

L’album suona più pieno e più pulito rispetto ai vostri lavori precedenti… ci sono I tamburelli, le trombe ecc… puoi dirci qualcosa riguardo a questo disco?

Certo, abbiamo dedicato maggior tempo a queste canzoni rispetto a quello che dedicavamo di solito alle altre canzoni, questo include sia la scrittura che la registrazione, di solito non dedicavamo molto tempo alla registrazione mentre questa volta avevamo tipo tre mix da dedicare solo alla registrazione, lusso che non potevamo permetterci in passato, quindi è stato figo, ci abbiamo speso molto tempo e poi c’erano anche Ciaran e Tom e hanno scritto le loro parti e contribuito con le loro idee e cose del genere, è bello avere altre due menti fresche, e poi anche il produttore, Frenchie, e il tecnico… avevano tutti un sacco di idee. È stata un’esperienza davvero creativa.

E per quanto riguarda la “commentary version” di “Talon of the Hawk” su Spotify? Chi ha avuto questa idea? È stata una bella esperienza o niente di speciale? 

No, è stato bello! C’è questa nostra amica… Amy, una ragazza che lavora alla nostra etichetta tipo, ci ha mandato un’e-mail chiedendoci se ci andava di fare questo commento sull’album… non penso che gli altri fossero realmente interessati a questo tipo di cose, ma io ho pensato fosse una buona idea, volevo farlo, ecco perché in pratica sono io che parlo per tutto il tempo… l’abbiamo registrato a casa di Tom e abbiamo aggiunto la musica e lui ha fatto un ottimo lavoro, mi ricordo che ero scettico a riguardo, pensavo che non sarebbe piaciuto a nessuno, ma la gente viene da me e mi chiede cose a riguardo quindi penso sia una bella cosa. Avrei dovuto ascoltarlo, non l’ho ancora sentito da quando l’abbiamo fatto…

È molto divertente! 

Davvero? Ah, bene, menomale. Forse… ne abbiamo parlato un pochino, di fare un commento anche al primo album, aggiungerlo a quello…  magari prima o poi…

Ormai è passato quasi un anno dall’uscita del disco, com’è stato il feedback? Era ciò che vi aspettavate?

Sì, è stato molto positivo, io ero orgoglioso dell’album finito quindi mi sono sentito soddisfatto, c’è stata più gente che ha cominciato a venire ai concerti e sembra piacere a molte persone, mi è sembrata una risposta molto positiva. Penso che sia stato un grande passo avanti per noi.

Hai detto che ti consideri un poeta più che un musicista, quindi come vede la luce una canzone dei Front Bottoms?

Oh, sì, è vero. Di solito scrivo alcuni testi in un quaderno o sul mio telefonoo su qualcosa e poi… sono solo dei paragrafi, o frasi, frasi divertenti. E poi quando torno a casa, mi siedo con la mia chitarra e ci suono sopra degli accordi, praticamente. Poi vado da Mat e li riarrangiamo per farli suonare meglio, aggiungiamo qualcosa, togliamo qualcosa, a volte vengono cose buone e a volte no. Lui guida la direzione della canzone, e recentemente stiamo andando anche da Ciaran e Tom… oppure quando abbiamo fatto l’ultimo album loro hanno aggiunto quel po’ di sapore in più, le abbiamo modellate e rese, speriamo, piacevoli da ascoltare.

Le voste canzoni sono molto “storytelling” ma contengono molte metafore o ambiguità che possono essere interpretate in modi diversi. Ti piace questa cosa?

  

Sì, certamente. Penso sia bello che chiunque ascolti una canzone possa capire qualcosa di completamente diverso da quello a cui pensavo io.

Il video di “Backflip” è superdivertente e ci ha fatto ridere un sacco. Come vi è venuta questa idea di uccidere tutti I vostri amici?

Abbiamo questo amico che si chiama Jay, è un tipo molto divertente e gli abbiamo detto “dovresti fare un video per noi” perché ha molto talento e lui ci ha risposto “va bene!”, e ha tirato fuori questa idea, allora siamo andati a casa sua un sabato, tutti i nostri amici sono venuti e abbiamo fatto quel video. Mi piace com’è venuto, è stato divertente..

Ci sono piaciuti molto anche gli effetti speciali, vi meritate un Oscar… 

Ahahah, che gentile. Glielo dirò, ne sarà super orgoglioso.

Kevin Devine ha fatto una cover di “Rhode Island” e tu hai cantato alcune delle sue canzoni insieme a lui in tour… voglio uno split, realizzate il mio desiderio!  

Sì, sicuramente, sicuramente! Faremo di sicuro qualcosa. Un giorno. Un giorno torneremo con Kevin.

Se non fossi in una band, quale sarebbe il lavoro dei tuoi sogni?

Oh, il lavoro dei miei sogni? Ah… se… OK… non lo so! Stavo per dire qualcosa che riguarda i tour, sì, vivere con la band. Non lo so, forse… non sono sicuro, non ci ho mai pensato… forse… essere tipo… Superman…sto scherzando. Non lo so.

Voi ragazzi siete fantastici. Ci piace il fatto che facciate tutto questo per piacere e ci piace il fatto che “divertimento” sia la parola chiave, quindi immagino che potremmo concludere l’intervista e bere qualcosa e mangiare biscotti… o forse dovremmo farlo dopo il concerto… 

Sarebbe divertentissimo!

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