POP-PUNK.IT Summer Fest: Save Your Breath + 4th ‘N Goal + Now.Here + many more! @ Live Forum, Assago 28-06-14

 

Di Michela Rognoni
ppfestDoes the pop punk scene still roar?

I ragazzi del Pop-Punk.it (gruppo aperto di discussione nato e cresciuto su Facebook che conta ad oggi poco meno di 600 membri) fanno sembrare fin troppo facile il passo da virtuale a reale.
E così, appoggiati da Ghost Agency, in poco più di un mese mettono su la prima edizione di una manifestazione che si spera sopravviva nel tempo.

Tutto nasce dal basso, le parole fondamentali sono amicizia, supporto e divertimento. Non ci sono molti altri motivi per cui è stata realizzata una cosa del genere… a parte forse la pizza.
Dopo giorni di hype, ecco che arriva il 28 giugno che porta al Live Forum di Assago non gli One Direction, ma il POP-PUNK.IT Summer Fest: nove band di cui 4 giovanissime, 4 più affermate nella scena italiana e una band straniera d’eccezione. 
Le porte del Live Forum si aprono un po’ prima delle 18, dopo una rinfrescante pioggia estiva durata tipo cinque minuti, dalla quale non ci saremmo fatti rovinare la festa, e poco dopo salgono sul palco i The Last Confidence, configurazione abbastanza mafiosa (nel senso che si resta in famiglia nella scelta dei membri della band) da Bergamo, a cui è stato affidato il compito di scaldare gli animi direttamente dagli utenti di Facebook.
Sì, perché le band esibitesi nel pomeriggio sono state scelte tramite sondaggio riservato ai membri del gruppo (niente spam in privato promettendo prestazioni sessuali, quindi).
I The Last Confidence hanno dei brani con molto potenziale e una buona presenza, ci sono però anche cose da migliorare come la voce e l’inglese (fondamentale se è la lingua in cui si sceglie di cantare). Nonostante ciò riescono a svolgere al meglio il loro arduo compito e a far entrare gli ancora pochi presenti nel giusto spirito.
so longGiusto il tempo di salutare gli amici venuti da lontano ed ecco il palco occupato dai So Long, Astoria, da Cesena.
Tutto bene con loro, forse ancora un po’ impacciati sul palco, dei timidoni che però lasciano intravedere una grande energia che aspetta solo di esplodere. Se proprio devo fare una critica suggerirei loro di vestirsi meglio, ma dato che non sono i 5sos va bene così. Fanno anche salire sul palco i Just for Kicks – che suoneranno poco dopo – per la prima delle tante manifestazioni d’affetto e brotherhood tra band.

Direttamente da Roma, facendosi beffa delle ore di viaggio e degli esami di maturità, tocca ai Leftovers, forti del loro EP “Dumber” uscito solo un paio di giorni prima. I loro brani hanno una carica pazzesca, con testi che strizzano l’occhio ai primi Blink 182, ma con sonorità leggermente più moderne. Per la presenza scenica loro sono i capi, saltano, corrono, fanno salire dei cavalli sul palco e parlano anche troppo. Ed il pubblico apprezza tra finger pointing e i primi timidi crowd surfing.
L’aspetto tecnico ovviamente va migliorato, ma data la loro tenera età direi che hanno tutto il tempo per perfezionarsi.

L’ultima band piccina ad esibirsi sono i Just for Kicks, cuore pulsante del festival. Ci sono due cose fondamentali da sapere su di loro: la prima è che non hanno ancora finito le superiori, la seconda è che vengono friendzonati da tutti… sarà che sono troppo simpatici e tutti vorrebbero amici così, anche i Deaf Havana!
jfkRicominciando a parlare seriamente, credo che loro siano la band che più è riuscita a stupire. Formatisi da poco, con pochissima esperienza alle spalle e presentando pochi pezzi propri e un po’ di cover dei Man Overboard, riescono a farci vedere quella scintilla che ci fa dire “questi bisogna tenerli d’occhio perché vanno davvero forte”.
I loro brani sono catchy all’inverosimile e probabilmente hanno rubato dei ritornelli a Feldmann.
Da migliorare c’è la voce, ma penso che lo sappiano anche loro e che stiano provvedendo a risolvere gradualmente il problema.

Pausa pizza (e biscotty) e poi si torna alla transenna perché i Why Everyone Left sono i più carichi di tutti.
Si vede già solo guardandoli in faccia che si divertono un sacco a fare quello che fanno, e poi lo fanno anche benissimo, quindi meglio ancora.
È un vero piacere guardarli e ascoltarli.
Poi finalmente ecco un cliché pop punk, visto che ce ne sono stati pochi: “venite a trovarci al merch”!
I Last Day Before Holiday invece erano proprio diversi da come me li ricordavo (anche perché hanno cambiato line up… madonna, come sono simpatica, oh). Forse hanno subito un po’ il fatto di essere dopo una band così carica, perché loro sono un po’ più pacati e seriosi; ciononostante hanno dato vita ad uno show con i controcazzi dal primo all’ultimo pezzo.

now.hereSi arriva così ai Now.Here assenti dalle scene dal concerto dei The Story So Far, quindi avevamo tutti molta voglia di vedere cosa avrebbero combinato. Un sacco di sorprese tipo il pagliaccio e l’hot dog che si lanciavano sul pubblico; hanno suonato i brani contenuti nel loro ultimo EP, ed  un nuovo pezzo segnato in scaletta come “All I Want” (che quindi presumo si chiami così).
La grande energia, la precisione, i salti, la festa e l’alito-tune sono bastati a scatenare il delirio. È stato bello vedere la gente che cantava sulle note di “Hey Mark” o “My Wonderland” invece di limitarsi ad uccidersi in crowd surfing e rinfrescanti circle pit.
Ottimo ritorno, bravi!

È il momento dei Dudesoni, che dopo aver suonato al Warped Tour in California sono tornati in fretta e furia per suonare a questo mega-evento della stessa portata.
L’hanno portata la California al Live Forum? Probabile, ma non è più importante che abbiano portato la pizza?
Che poi io cosa avrò mai da scrivere dopo 96507685 live report dei for en go? 4ngChe sono sempre delle bombe, che hanno un sacco di cuore e un sacco di voglia di fare, di unire la scena, di risollevare di peso il genere almeno nel loro piccolo facendo tutto il possibile. Ed è per questo che quando sono sul palco tutti si vogliono bene e ci si sente come in famiglia. Aprono con il nuovo singolo, “Fingers Crossed” e poi continuano con i pezzi più forti dei loro due EP come “Easycore Stuck Up People” e “Hold Fast Stay True” mentre i kids cantano, crowdsurfano, vomitano la pizza, sudano… e poi il solito finale “Music Is Over” perché in quel momento, grazie al cielo, non era vero per niente.

Dal sud del Galles i Save Your Breath sono venuti fino a Milano per fare festa, bere discutibili cocktail al sapore di pesto in dei bicchieri-ananas e giocare a calcio, ma anche per suonare, e quando viene il loro turno non si risparmiano affatto. Appena saliti sul palco mi sono girata e c’era pochissima gente; dopo due accordi non ho più potuto girarmi indietro perché mi sentivo pigiata come una sardina nella scatola e ho tirato un sospiro di sollievo. Si parte con la tripletta “Lessons”, “Whole” e “Maps”, probabilmente i pezzi più forti del loro ultimo disco “There Used to Be a Place for Us”.
Si saluta, si ringrazia, si raccontano aneddoti e poi si ricomincia con brani più datati, più da intenditori come “Holy Shit, Fortune Teller, Miracle Fish!” e “Recover” e sono tutti pazzi che si lanciano, saltano, si dimenano sia sotto il palco che sopra il palco.
sybÈ tutta una grande festa, non c’è posto per i musi lunghi e quando la scaletta si chiude sull’inno della vita, ovvero “Nothing Worth Ever Comes Easy”, nessuno si muove, si resta immobili al consueto urlo “One more song”, un po’ meno consueto data l’occasione, e One More Song sia, “The Lost Boys”!
“Questa non la suoniamo da tipo mai quindi probabilmente farà schifo” e invece no!

Peccato che ad un certo punto tutto debba finire e l’unica cosa che resta da fare è lasciare che il Forum si svuoti un po’ e poi richiedere le canzoni al tipo che mette le canzoni e cantarle senza dignità a caso.
Insomma, un evento nato dal niente, dalle chiacchiere sui social network e da chi ha voglia di fare, ed è già il secondo evento del genre quest anno; vi ricordate il Save the Whale?
Sarà che qualcosa sta cominciando a muoversi, e non è solo tutta la pizza che raccontiamo di mangiare…

 

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