Save the Whale 29/03/2014 @ Roma

stwDi Elisa Susini

Con qualche giorno di ritardo mi accingo a parlarvi del Save The Whale. Sabato 29 marzo lo Strike a Roma era in festa perché il nostro Daniele Wandja era riuscito ad organizzare quello che vorrebbero organizzare un po’ tutti almeno una volta: una giornata piena di amici, skate, punk rock e canotti volanti.

Le band in ballo erano 12 e tutte di qualità; ad aprire la serata ci hanno pensato i Last Heart Attack, che conoscevo solo di nome e mi sono piaciuti davvero un bel po’; poi i Razorbacks e il loro background greendayano e prima dello skate contest è stata la volta dei miei amici Expdi da Cassino che si meritavano veramente di suonare e di farci sentire i loro pezzi nuovi perché spaccano di brutto, ci hanno fatto una grande cover dei Millencolin ft Daniele Wandja (che ci stava da dio in quella giornata) e hanno chiuso con la loro bella “Worst Day”. expedi

 

 

 

 

 

hardDurante lo skate contest noi siamo andati a cena, abbiamo anche incontrato un sosia di Heisenberg, abbiamo scoperto che Mirko Greco è un alieno che fa il verso a Mika e Ligabue e ci siamo persi i Forget Stacy, ma siccome volevo vedere a tutti i costi gli Hard Landingsiamo tornati letteralmente correndo allo Strike e abbiamo fatto in tempo.

 

 

 

 

Come ben sapete vado matta per le band di Napoe Manuel nella scena romana perché non sbagliano mai un colpo questi ragazzi e infatti gli Hard Landing dal vivo sono stati tostissimi, hanno suonato le canzoni del loro ep, una favolosa cover di “Soco Amaretto Lime”, cantata di cuore da tutti quanti, e come last song la stupenda “Seventeen”.

Dopo gli Hard Landing era la volta della band del padrone di casa Daniele Wandja, i Leftovers ci hanno fatto ascoltare le loro vecchie canzoni e la nuova “Last Summer Sucked”.

Subito dopo i Leftovers passiamo all’hc melodico dei toscani 30 Miles che hanno appassionato parecchio il mio amico Nico; poi sono arrivati i Dear Dust a creare il panico e lì è stata la fine. dearPraticamente ci hanno suonato il loro ep e la gente era alle stelle durante l’esibizione, ma si sa che loro sono delle bombe e non c’è niente da fare, li stimo troppo.

Volevo dire anche che ad un certo punto ho avuto la malsana idea di alzare un nostro amico su una sedia per fare un po’ gli scemi e farlo volare e mi è quasi uscito un osso dalla mano e che durante tutta questa festa per i Dear Dust mi era presa un po’ male perché pensavo che non ho mai visto un concerto dei Nasty Cats proprio a Roma ai vecchi tempi e mi sa che mi sono persa tanta roba, ma vabbè, torniamo a noi.

 

Eravamo tutti un po’ cotti dopo i Dear Dust, ma ci hanno pensato gli Edward In Venice a farci riprendere. Il loro live è stato bello tirato e mi sono piaciuti, poi c’era il cantante che in stile Frank Carter dei vecchi Gallows se ne fregava del palco e cantava in mezzo alle persone.
4ngStessa cosa faranno i 4th ‘N Goal, in trasferta da Milano, con Sam e Mocho a cantare in mezzo a noi. I 4NG sono una gioia ma che ve lo dico a fare? Ci hanno suonato “There’s No passion In The End”, “CB Like Moses”, “Easycore-Stuck Up People”, “Bet Everything (Here.Now)”, di sicuro anche un’altra canzone che adesso non mi viene in mente e hanno chiuso con il loro inno, “Music Is Over”. Fatemi dire che oltre a dover volere bene a questi dudes dovete anche andare a votarli sulla loro pagina di Facebook per mandarli al Warped Tour perché si stanno giocando questa grande occasione.

 

 

Dopo i 4NG hanno suonato altre due band ben note al pubblico romano e non solo, i Falling Here e i Red Summer Tape ma non riesco a raccontarvi molto su queste due ultime esibizioni perché in quel momento ero tipo collassata da qualche parte solo che mi hanno detto che sono stati bravi quindi ci fidiamo.

In realtà io avevo acceso il radar per raccontarvi qualche aneddoto scemo o qualche faida, del gossip o quant’altro solo che in realtà è stata soltanto una bellissima giornata perché ho rivisto tanti miei cari amici, ho rivisto tante band che stimo un bel po’, ci siamo divertiti e tirando le somme possiamo dire che la prima edizione del Save The Whale è andata alla grande visto che era un progetto che partiva completamente da zero. Non ci resta che aspettare la prossima edizione e scusatemi se non ho scritto troppo bene tutto quello che c’era da dire ma è stata davvero “tanta roba” questa giornata, come si dice qui da me a Pisa.

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