“Happiness Is” by Taking Back Sunday

TBS-Happiness-Is-socialEsce oggi  (1 8 Marzo ) a 3 anni di distanza dal loro ultimo album omonimo, “Happiness Is” dei Taking Back Sunday.
C’è ancora la vecchia line up al lavoro con Adam Lazzara, John Nolan, Eddie Reyer, Cooper e O’ Donnell e dal primo singolo, Flicker Fade, le aspettative erano abbastanza alte perché quella canzone è veramente molto 2004.
I Taking Back Sunday sono una band che conosciamo tutti e che ci ha davvero segnato con i loro primi due album; a me gli album successivi non hanno fatto impazzire perché mi hanno convinto solo alcune canzoni e quindi da ogni album ormai mi aspetto un buon lavoro ma con diverse tracce anonime e qualche pezzone stand alone assurdo in mezzo. 
E’ con questa premessa che ho iniziato ad ascoltare “Happiness Is”, che si apre con una “Preface” introduttiva strumentale, molto sviolinata e di classe.
Stood a Chance” la classificherei come la canzone più poppy dei TBS anche se c’è un grande contrasto con il testo veramente dark.
All The Way” parla di come durante una relazione una persona può cambiare radicalmente ma non nel solito malo modo di cui si parla sempre, piuttosto cambiare per il meglio. Questa canzone forse richiede qualche ascolto ma il testo merita:  “I ain’t the first man you been with and I don’t care at all. That jealous boy inside me, I taught him how to crawl.

In “Beat Up Car” ci sono un bel po’ di scambi di voci fra Adam Lazzara e John Nolan e questa è una cosa ci piace  mentre “It Takes More” è un po’ l’electric ballad dell’album, parte piano ma poi esplode dopo il bridge ed è davvero molto bella.

They Don’t Have Any Friends” è una delle canzoni più interessanti ed old school, una di quelle stand alone songs che mi aspettavo da “Happiness Is”. La frase chave è “I’m not angry, I’m not anything at all” e in tutto questo ci sono le chitarre e un ritornello davvero ben fatto, poi Adam si lascia andare ai suoi vecchi scream, che live non ce la fa più a farli ma almeno nel cd ce li concede e va bene così.

L’altro super brano molto 2004 è “Better Homes and Gardens“, parla di divorzio e spacca un bel po’. “So just go on that house that you hate, that house that we bought and failed to make, it was all for nothing, it was all a waste and now you’ll never be happy“.
Da pugno nello stomaco.

Like You Do” potrebbe essere un bel brano upbeat di Louder Now, mentre “We Were Younger Then” la possiamo riassumere nel ritornello: “I remember when comfort was not an option, disciplined and strange, focused and restrained, we were younger then.”

Siamo già alla fine amici perchè è la volta di “Nothing At All“, una struggente canzone acustica che chiude in ottima maniera questo album.

Alla fine questo album si è confermato un buon lavoro, e come ogni album dei Taking Back Sunday da dieci anni a questa parte, ha delle canzoni davvero impressionanti ed altre che invece lasciano un po’ il tempo che trovano. Ma la band è normale che si sappia difendere perchè ha esperienza da vendere ed ancora molte cose da dire e noi li ameremo sempre perchè Tell All Your Friends e Where You Want To Be sono gli album della nostra vita.

 

Voto 3/5

 

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