TOP 10: I dischi che non avrebbero avuto senso se non fossero usciti nel 2006

Di Michela Rognoni

LOLPer capire questa cosa dovete essere stati adolescenti nel 2006 se no ciao pep (tipica espressione milanese che non significa praticamente nulla). Nel 2006 eravamo tutti tristi. Non si sa perché, forse avevamo tutti avuto un sogno premonitore sulla crisi economica del 2008 che avrebbe ucciso tutti i nostri sogni uno ad uno come in un Final Destination. O forse, come al solito, è tutta colpa di MTV.  I ragazzi cominciavano a mettersi la matita per occhi e le ragazze cominciavano a truccarsi da vampiri infatti l’anno prima era uscito Twilight ma questa è un’altra storia.  Ecco i dischi che ci hanno accompagnato in quell’oscuro periodo. 

1) On Frail Wings Of  Vanity And Wax – Alesana 

On Frail Wings Of Vanity And Wax [Bonus Tracks][Large]Disco dopo il quale i giovani broodal italiani hanno cominciato a deridere lo scream di Dennis Lee perché era da fighetta in confronto allo straordinario stile di Oli Sykes.  E’ anche il disco che contiene il titolo slogan di una generazione di falsi apatici e falsi misantropi: “Congratulations, I Hate You”

2) The Black Parade – My Chemical Romance

Grazie a questo album sono state vendute milioni di giacche orrende stile banda civica/majorette del mercatone dell’arredamento. Poi c’è stato lo shock di vedere un Gerard Way biondo platino cercare di rivoluzionare – con discreto successo – le leggi cromatiche dell’emo third wave (genere musicale la cui esistenza è stata smentita dai fans dei Rites Of Spring). Ci ripensa poi per i video di Teenagers e I Don’t Love You, tornando al classico nero, ma oramai il danno era fatto. Il disco contiene brani dai titoli molto rassicuranti, come Cancer.

3) A City By The Light Divided – Thursday

A_City_by_the_Light_DividedQui in Italia forse non è stato un grande successo di massa come i due precedenti ma è sicuramente un disco fondamentale per gli amanti del genere(nati nel 2005 ed estinti nel tardo 2008, uccisi probabilmente dai Black Dahlia Murder). La parola che meglio descrive questo capolavoro è “ansia”. Non che sia brutto, a me piace da morire però veramente, è cupo come l’interno di un abito di latex nero. I titoli sono tutti molto lunghi ed enigmatici (quasi ai livelli delle luci della centrale elettrica scritto con le minuscole per evidenziare il poco rispetto che nutro verso di loro) un esempio: Arc-Lamps, Signal Flares, a Shower of White (The Light).

4) Still Searching – Senses Fail

Sono un po’ triste perché Let It Enfold You non è del 2006, volevo parlarvi di NJ Falls Into The Atlantic, mai una gioia. Comunque ascoltare Still Searching mi fa pentire di essermi persa il loro set quando avevo l’opportunità di vederlo, per non essere riuscita a resistere a quelle maledette incantatrici delle patatine fritte. Perché c’è Calling All Cars che è una canzone della madonna. La copertina è la prima cosa da notare in quanto potrebbe benissimo essere la locandina di un film horror. Uno di quelli scontati e splatter (questo restringe il campo a quasi tutti).  I titoli Can’t Be Saved e Everyday is a Struggle sprizzano speranza ed ottimismo.

5) If Only You Were Lonely – Hawthorne Heights

If_Only_You_Were_Lonely_Ultimo disco con Casey Calvert che poi è morto di…come si dice in questi casi? Cause naturali giusto? O è più corretto cause sintetiche? Non importa, non è questo il punto.  Perché ci piace questo disco? Ma perché prende il titolo da un brano dei Replacements ovviamente! Sarò sincera: grazie Hawthorne Heights per avermi fatto conoscere i Replacements! (non è andata veramente così ma per qualcun altro magari…) Ma la cosa importante da dire è che c’è Saying Sorry, brano che piaceva a tutti perché è catchy quanto i backstreet boys.

6) Until There’s Nothing Left Of Us – Kill Hannah

Questo è così basso in classifica perché in realtà la consapevolezza dell’esistenza dei Kill Hannah tra gli italiani si è sviluppata per bene solo nell’epoca successiva (il 2008) governata dai Scene Kids coi ciuffoni colorati. Ma in realtà quel grandissimo inno del sesso violento e promiscuo (non lo è per davvero, tranquilli) che è Lips Like Morphine è proprio del 2006, così come altri titoli altrettanto eterei e rassicuranti come Statues Without Eyes o Black Poison Blood.

7) Heroine – From First To Last

From_First_to_Last-HeroineSarebbe un’eresia non parlarne: 2006 è sinonimo di Heroine, l’ultimo disco in cui Sonny Moore non era Skrillex (era solo basso, emo e con un naso enorme ma comunque aveva un sacco di tipelle che gli morivano dietro). Che poi siccome lui egocentrico e maniaco di protagonismo lo è sempre stato, aveva addirittura incluso nell’album questo fantastico brano intitolato Waltz Moore. Nella title track invece, si vociferava che paragonasse sua madre all’eroina (fonte mai verificata per totale mancanza di interesse, stesso motivo per cui non lo sto googlando in questo momento). Mi ricordo che c’era stata un hype esagerata per questo disco. E mi ricordo anche che l’unico brano che mi piaceva era The Levy.

8) Boys Like Girls – Boys Like Girls

Dopo aver visto le loro facce ho sempre tradotto il loro nome in “ragazzi come ragazze”. Adesso le mie amiche fangirl mi picchiano. Il singolo che li ha lanciati si chiamava Hero/Heroine (lo cito un po’ per continuità tematica con l’appena citato disco dei FFTL, sia per rafforzare la mia tesi sull’ ambiguità di genere). Questo disco significa una sola cosa: nel 2006 anche il pop punk è diventato più triste e lamentoso, permettendogli di cavalcare l’onda nera di morte e depressione alimentata dai gruppi sopra citati. Tutto sommato questo disco è totale, a differenza di tutti gli altri dischi della band.

9) Voices – Matchbook Romance

Voices_(Matchbook_Romance_album)Noi pop punk kids eravamo tutti presi dall’hype perché dopo 3 anni tornavano, e lo sapevamo perché era scritto su Myspace e invece poi quel disco è stato una delusione totale.  In questo disco dalla copertina super emo nera col logo MR con le ali tutto sommato qualcosa di bello c’è, tipo Say It Like You Mean It che è bella a priori perché è il titolo del disco dei The Starting Line, ma anche Singing Bridges (We All Fall) non era male e poi dice “fall” che probabilmente è la parola preferita dai band members.

10) Untold Stories – The New Story

Io non volevo citarli perché non ho niente da dire di carino su di loro ma sono una realtà italiana importante per quell’anno (e quasi solo per quell’anno fortunatamente).  A me non piacevano. Niente di personale eh, solo questione di gusti. Ma un sacco di gente li amava come se fossero veramente delle super rockstar che salutano dal balcone di TRL mentre tu gridi tramite cartelloni “fateci salireeeee!!11!!”. Avevano una canzone che si chiama “Denise” e altre 10 che ho preferito rimuovere dalla memoria. Chiedete a qualcun altro, sicuramente vi dirà “noooo, fighi i new story, si sa che fine hanno fatto?”

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