“Home” by Off With Their Heads

Di Samir Batista

1offfSi avvicina la fine dell’anno, è Natale e ad Aim A Trabolmeicher ci si chiede: ma c’è qualche album figo che non abbiamo recensito quest’anno? Si scorre un po’ tra la lista delle recensioni pubblicate, ed il più grande assente è ovvio a dir poco: manca “Home” degli Off With Their Heads. Quindi, per ragioni di eventuali Top 10 annuali, eccoci qui a parlarne con 10 mesi di ritardo. Meglio tardi che mai, no?

Innanzitutto, gli Off With Their Heads sono un 4-piece dalla formazione instabile proveniente dal Minnesota, terra di altre band del genere, come Dillinger Four e Banner Pilot. Formatisi nel 2002, gli OWTH hanno fino ad ora rilasciato 3 full-length, incluso l’arrival del 2013, “Home”. Firmati dalla Epitaph come i colleghi dei The Menzingers, “Home” è il tanto atteso seguito al loro primo album con la Epitaph, un successone nel mondo del punk rock, “In Desolation”, uscito nel 2010.

Caratterizzati dalle lyrics incazzatissime del depressissimo cantante Ryan, che accompagna un ritmo punk rock molto orecchiabile con la sua voce roca, gli Off With Their Heads lanciano “Home” nei migliori dei modi; “Start Walking” dura solo un minuto e quarantasette secondi, eppure racchiude tutta l’essenza di questa band. “It’s a long way back to be anything that anyone could love” è la frase ripetuta più volte nella canzone, segnalando il pessimismo e l’incazzatura predominanti in questa band.

La traccia seguente, “Shirts”, comincia con dei very catchy “ooh-ooh” e prosegue ad estendere l’aria disfattista della prima canzone. “Nightlife” invece è considerata da tanti una delle canzoni più belle dell’anno. Con un verso lentamente crescente, voce accompagnata da solo basso e dei strums di chitarra ogni quattro tempi, diventa un ritornello da inno non appena Ryan alza la voce e l’aggressività complessiva della canzone.

Come già visto nell’album precedente, gli Off With Their Heads sono anche bravi quando arriva il momento di scrivere canzoni lente. Più numerose in “Home” che in “In Desolation”, alcune come “Stolen Away” e “Always Alone” sono forse un po’ troppo lente e rappresentano la parte più debole dell’album intero, venendo in successione una dopo l’altra giusto prima della fine. Altre come “Altar Boy Blues”, che parla – a quanto pare da esperienza personale – di chi segue ciecamente la chiesa e chi predica i suoi insegnamenti, mentre è tutta una bugia.

Trascorsi i pezzi un po’ più lenti, il pezzo forte dell’album sono senza dubbio le canzoni più upbeat. Tra “Focus on Your Own Family”, che è forse troppo simile ad altre canzoni della band, e “Seek Advice Elsewhere”, troviamo “Janie”, una canzone così amata da tutti, compresa la band, che è stata ri-registrata per l’album, dopo essere già stata pubblicata in un vecchio EP.

“Take Me Out”, invece, chiude l’album sottolineando tutte le cose belle di questa band.

In complesso, “Home” è un concorrente diretto per essere il miglior album of 2013, in un anno dove sicuramente non sono mancati i grandi ritorni e le grandi canzoni. Ora non resta che aspettare il loro ritorno in Italia per la prima volta dal 2011.

BEST TRACKS: Start Walking, Nightlife, Focus on Your Own Family, Janie

VOTO: 4.5/5

1 commento su ““Home” by Off With Their Heads”

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