“Chiudono con Sempiternal!” Bring Me The Horizon + Pierce The Veil + Sights & Sounds @NewAgeClub

Di Giorgio Molfese

1476431_10201265926265974_2080693661_nSabato 23 Novembre, pochi  km all’uscita per Spinea.

“MERDA!”

Ci giriamo tutti verso la dolce e fine Ilaria con occhi spalancati.

“IL BIGLIETTO!”

Ebbene si, era riuscita a dimenticarsi l’unica cosa che le avrebbe permesso di vedere finalmente dal vivo la band che aspettava dal 2006.
perché quella sera, al New Age di Roncade, suonavano i Pierce The Veil ma soprattutto i Bring Me The Horizon, con in apertura una band indegna di nota ma che citeremo lo stesso: i Sights And Sounds.

Dopo ventordici ore di viaggio e soldi buttati in autostrade inutili per tornare verso casa della nostra bff, arriviamo al New Age sotto un mezzo diluvio e circondati da un freddo improponibile.  Raggiungiamo umani, Emo e Scene Kids (rigorosamente accompagnati dai genitori) in coda alla fila e trattiamo la vendita di un biglietto a 75 euro, ma non siamo così materialisti! Noi abbiamo scelto la musica!
Entriamo, ci avviamo verso il guardaroba e un “Ho letto che l’ultima canzone della scaletta dei BIEMTIEICH è Sempiternal!” ci colpisce al cuore e fa aumentare un crimine già alto dopo l’imprevisto del biglietto.
Ma bando alle ciance! I Sights And Sounds salgono sul palco più carichi che mai mentre noi giriamo per il locale cercando un posto decente per goderci il live, lamentandoci del fatto che sti ragazzi del Canada stiano suonando addirittura sopra le nostre voci. Ma come si permettono?
Il loro live scorre velocemente, un po’ perché non ci va di cagarlo troppo,  un po’ perché il dj dietro le quinte cantava meglio del frontman (?!???!) e in men che non si dica ci ritroviamo in mezzo alla folla ad attendere l’entrata in scena dei messicanissimi, a detta di qualcuno, Pierce The Veil.
Vic “capelli di seta” Fuentes e i suoi aprono le danze con la meravigliosa “Bulls In The Bronx” e noi, sconcertati e alquanto adirati, ci rendiamo conto che gli italiani spesso non ci arrivano e non sanno battere le mani a tempo (nonostante i nostri cari ragazzotti CALIFORNIANI ci suggeriscano chiaramente come fare).
L’atmosfera (e l’Ilaria..) si fa caliente con “Hell Above”, mentre la dolcezza si prende gioco di noi con la pucciosissima “Bulletproof Love” che tutti quanti stavolta cantano all’unisono.
Segue “Hold On Till May”, ma è su “A Match Into Water” e sul suo inaspettato drop nel bridge che Gio e Eli si guardano estasiati, la Ila piange e la Fra..boh, dispersa.
Stained Glass Eyes And Colorful Tears” fa da apertura ai due pezzi finali e diciamolo, quelli che tutti nel locale aspettavano con ansia: “Caraphernelia” e “King For A Day”, quest’ultima senza “quel manzo di Kellin Quinn” (cit.Ila)
Dopo queste due canzoni, in cui la gente salta e urla a squarciagola i vari “What’s so good about picking up the pieces?” e “Now I don’t wanna feel a thing anymooooore” , si chiude (forse un po’ troppo presto per i nostri gusti) il live dei Pierce The Veil.

1459225_10201265934106170_2068454684_nCi prendiamo qualche minuto per reffarci, ritrovarci tutti, guardarci, e perderci di nuovo all’inizio del set degli headliner della serata, I Bring Me The Horizon.
Sulle prime note dell’intro di “Can You Feel My Heart” la gente è già in panico. Da qui infatti comincerà il delirio più totale, un’ora circa di salti, botte e urla come se non ci fosse un domani.
Il secondo pezzo era probabilmente uno dei più attesi, la vera perla del nuovo disco: “Shadow Moses”.
“Can you tell from the look in our eeeeeyes” e devasto, fino all’incredibile “THIS IS SEMPITERNAL” urlato da tutto il New Age, con tutta la potenza che solo un sold out può dare.
Potenza che non accenna a diminuire, d’altronde sarebbe impossibile con “Diamonds Aren’t Forever” (la canzone che fa venire Gio come molti altri, un’orgia musicale) e “il suo cazzo di Wall Of Death durante il breakdown” (cit.).
Durante quest’ultimo, i cari e vecchi “brudallari” si mettono a fare il loro ballo improponibile e un tizio viene colpito con violenza in faccia, ma ci ritorneremo più tardi, fidatevi!
Seguono “The House Of Wolves” , “Go To Hell For Heaven’s Sake” e la lenta “And The Snakes Start To Sing” che calma un po’ la serata (e le corde vocali di Oliver che diciamolo, quasi inaspettatamente fino a tre quarti scaletta ha fatto un concerto da panico).
Si riprende a saltare con “Empire (Let Them Sing)” e “It Never Ends”, con il suo “ooh” epico in cui TUTTI alzano il dito al cielo.
Mentre tutti limonano e l’Ilaria piange, di nuovo come se non ci fosse un domani, l’atmosfera si tranquillizza again con “Deathbeds”.
E qui arriviamo al momento “WTF” della serata: in “Chelsea Smile”, durante il bridge elettronico, Oli comincia a dire “sit the fuck down”. La gente inizialmente, come sempre, non capisce una sega e quindi Gio è l’unico seduto per terra, poi i fans cominciano a intuire qualcosa (e Oli si stava pure incazzando) e si abbassano tutti.  Parte il breakdown e tutti quanti si alzano e saltano contemporaneamente e bisogna assolutamente trovare un video di tutto ciò!
Con “Anti-Vist” tutti sfogano la loro rabbia alzando al cielo dita medie a caso e non, e qui ritorniamo alla violenza. Vi ricordate il tizio di cui vi parlavamo prima? Quello che si era preso una legnata in faccia dal brudallaro? Ecco, VENDETTA. Durante il pogo, restituisce con gli interessi il cazzotto al mittente.  Parte uno schizzo di sangue e il ragazzo esce dal circle pit tenendosi la bocca grondante. Belle cose insomma.
Finita Anti-Vist, Oliver annuncia chiaramente che sarebbero tornati fuori dopo una pausa di due minuti scarsi. PANICO. Gente che urla “oooh ma non sarà mica finito così???!!” ,“FUORI FUORI FUORI!”.  Ragazzi, calmatevi, ripigliatevi un secondo, non avete notato che ad ogni concerto a cui siete andati è successa una cosa del genere?!
Vabbè, tornano sul palco i cari ragazzi di Sheffield e fanno partire l’intro di “Blessed With A Curse” che sinceramente è un po’ deludente e scorre senza infamia e senza lode. Il pezzo di chiusura non poteva che essere il singolone “Sleepwalking” che ci fa morire insomma, ed è veramente un pezzone da paura dai, non ce n’é.

In conclusione il concerto è stato davvero figo, cioè, ne avevamo sentite tante sulle scarse capacità vocali di Oliver, ma siamo rimasti positivamente colpiti. Una menzione anche per il sostituto di Jona che è da panico, molto bravi anche tutti gli altri bandmates.
Applausi anche per i Pierce The Veil che nonostante siano meno conosciuti hanno fatto il devasto.
E vabbè, ai Sights And Sounds vanno i complimenti per l’impegno e la partecipazione.
Ma l’oscar della serata va al pubblico italiano che da qualche tempo a questa parte sta dimostrando di non essere da meno rispetto alle altre nazioni europee e non.
E così dopo qualche foto con il merch guy con una barba alla Four Year Strong e Matt Nicholls, siamo andati a prenderci una meritata cena dal paninaro lì dietro, in strada, tra l’immondizia e lo smog.

Tanta roba.

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