Interview with The Electric Diorama

electric diorama

In occasione del loro concerto al Live Forum in apertura ai Kids In Glass Houses, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con i romani The Electric Diorama, che stanno portando in giro per l’Italia il loro nuovo EP: “Antimatter”. Come al solito abbiamo blaterato riguardo a cose futili, ma siamo riuscite anche a estorcergli qualche interessante anticipazione sui loro progetti futuri.
Ecco cosa ci hanno raccontato.

È un po’ che non ci si vede, come state?

Katoo: Bene dai

Andrea: ‘mmazza, direi che vuol dire che stiamo proprio bene! No, si stiamo bene, stiamo molto bene.

Helio: Molto contenti di aver ricominciato questo fantastico mondo del fare i concerti in giro. Nonostante il maglione di zio Katoo

 

Il 10 ottobre è uscito “Antimatter”, EP che avete presentato proprio qualche giorno fa al Blackout, la vostra seconda casa. Qual è stata la risposta del pubblico?

Katoo: Intanto è la nostra prima casa! Praticamente vedo più Luciano che mi madre.

Andrea: È andata bene. È andata molto bene. In realtà in qualche modo le persone hanno risposto bene a quello che loro hanno inteso come un ritorno, ma in realtà è assolutamente un’evoluzione. Anzi, è un’evoluzione anche molto pesante del nostro sound, del nostro genere. Un genere che abbiamo sempre fatto… Si, hanno risposto molto bene. Noi gli abbiamo risposto in una maniera molto… eravamo molto tesi, però comunque, insomma, il concerto è andato bene, siamo stati bene, abbiamo avuto poi una risposta dopo il concerto molto bella.

Helio: Forse migliore di quella che ci aspettassimo rispetto anche a quello che era il nostro sentore dopo il concerto.

Com’è avvenuto il passaggio dalle atmosfere party di “Rollin’ Rockin’…” a quelle decisamente più cupe di “Antimatter”?

Helio: Abbiamo semplicemente smesso di divertirci.

Katoo: La vita è diventata orribile tutta ad un tratto ed ecco che ci siamo chiesti perché? Come? Dove? Chi mi ha creato?… No però dai un secondo più seria questa… Non è vero che abbiamo smesso di divertirci, anzi secondo me abbiamo messo tutto quel tipo, quel calderone di immaginario e di mondo l’abbiamo messo in un’altra scatola che è un’altra cosa…

Helio: Che è la stessa da cui hai preso questo maglione.

Katoo: Che si chiama “cose usate”, Caritas.. No, che è  Tromborama. Un altro tipo di contenitore per quel tipo di cose che abbiamo dentro e che ce le abbiamo.

Andrea: Abbiamo diviso.

Katoo: Però alla soglia dei trenta una volta al mese va bene, quindi se te le cose un po’ più le nuove esigenze le abbiamo messe nel disco.

Luca Marini, storico pilastro dei Diorama, ha lasciato la band e, in occasione del tour, è stato sostituito da Danilo Menna. Pensate che questo cambio di line-up potrà durare nel tempo?

Helio: Beh ci auguriamo di si. Se lui smette di suonare così forte a tutti i concerti. Si diciamo che al momento c’è un po’ di confusione anche interna nostra non tanto sui membri del gruppo, ma sul tipo di percorso che vogliamo intraprendere dopo questo EP, anche perché abbiamo già scritto del materiale nuovo che per l’ennesima volta è molto diverso da questo materiale qui, quindi diciamo che non sappiamo quale sarà la prossima formazione proprio perché dobbiamo capire bene come ci presenteremo ai prossimi live. Danilo per ora sta svolgendo un ottimo lavoro, poi vediamo a fine tour cosa succederà.

Katoo: L’abbiamo proprio visto al primo concerto. Siamo saliti sul palco. Per me era come al solito.

Andrea: È fondamentale stare tranquillo. Se dietro stai tranquillo, stai tranquillo anche com’è la formazione.

I vostri album sono usciti tutti in ottobre e a distanza di tre anni. C’è un motivo profondo dietro questa scelta o è solo una coincidenza?

Helio: Perché siamo estremamente lenti e questo è il motivo più profondo. Diciamo che quando abbiamo scelto l’uscita del disco abbiamo volontariamente deciso di ottobre, piuttosto che magari la fine di settembre, per mantenere questa scadenza così.

Andrea: Però cioè alla fine insomma…

Helio: …sono i tempi naturali

Andrea: Eh esatto, si sono venute a verificare determinate cose e casomai ritardi e alla fine i dischi sono sempre usciti ad ottobre, per quanto si ok cerchiamo la continuità però è vero pure che insomma è successo così naturalmente senza volerlo.

Il 13 dicembre lascerete la terraferma e sbarcherete per la prima volta a Palermo. Come vi sentite? Qualcuno di voi soffre il mal di mare?

Katoo: Beh però arancini ne abbiamo mangiati.

Helio: Siamo stati già a Catania e già a Messina, ma a Messina molti molti anni fa, però fino a Palermo non ci siamo mai spinti. È una data che cerchiamo di fare da un sacco di tempo e, insomma, tutte le cose nuove che possiamo fare sono sempre delle ottime cose perché vuol dire che si va avanti e non si torna indietro.

Katoo: Comunque dopo essere andati in Inghilterra non ci spaventa più niente.

Helio: Dopo essere andati in Mongolia in furgone, penso che Palermo è proprio una cazzata. In tutti i casi negli ultimi due anni abbiamo una consolazione che dovunque andremo, più lontano possibile, tanto guida Van Halen. Quindi ormai non ce ne frega più un cazzo dove andiamo e non andiamo però c’è sempre uno stronzo che ci porta dove dobbiamo arrivare.

Stasera suonerete con i Kids In Glass Houses. Qual è una band con la quale sognate di condividere il palco?

Helio: Realisticamente o nei sogni?

Andrea: Anche gente morta?

Katoo: Gente morta comunque è sempre quella più interessante. Lou Reed…

Andrea: Se ci fosse una band con tutti i morti probabilmente vorrei suonare con quelli.

Katoo: Casa Vianello.

A parte il sound, qual è il filo conduttore che unisce le tracce di “Antimatter”?

Katoo: No il filo conduttore non è forzato, nel senso che non c’è in realtà un concept, una storia raccontata. C’è un filo concettuale che serviva in realtà più a noi per darci un punto sul quale incardinare tutte le tematiche e la musica. Però questo intanto ha aiutato noi a far percepire sicuramente il disco fuori come un unicum perché ci arriva da un sacco di parti il feedback che dall’inizio alla fine, per quanto contenuto, si sente questa conchiusità. Quindi il filo c’è, però parlarvene mi renderebbe inutilmente ampolloso. C’è quest’idea di…

Andrea: …di raccontare una storia

Helio: Che è esattamente quello che lui ha detto che non avremmo fatto in questo disco, però le contraddizioni sono la cosa dei Diorama, quindi…

Katoo: C’è un interesse tra questa sottile terra di confine tra la fisica e la religione, che ci siamo un po’ andati a cercare e ci è servita…

Andrea: Che ha lasciato anche molto alla libera interpretazione. Secondo me si collegano in qualche modo tutte queste parti, ma si collegano come poi vuoi tu. Cioè alla fine non tutto è così chiaro da poter essere scritto tranquillamente su un foglio.

Katoo: Diciamola bene: noi ce l‘abbiamo chiaro come l’abbiamo pensato, non vogliamo dare troppi indizi per risultare poi… nel senso… in realtà anche fuori luogo rispetto a quello che siamo noi, però sono pochi punti sparsi su una mappa da mettere insieme. Indizi che poi daremo in realtà pure nei prossimi video, su questo universo che ci siamo sognati.

Durante il Punk Is Dead Tour avete suonato per la prima volta “The Omega Project”, dicendo però che non aveva ancora un titolo. Adesso avete l’occasione di dirci la verità…

Katoo: È vero.

Helio: È vero, non aveva ancora un titolo. L’abbiamo deciso dopo il tour quando abbiamo cominciato a sistemare un po’ le cose. Diciamo che “The Omega Project” era il titolo work in progress, ma era anche il concetto un po’ di base un po’ di tutto l’EP, un po’ di tutto quello che avevamo pensato, quindi ancora non sapevamo se sarebbe stato un brano, il disco…

Katoo: Essere riusciti a dare all’EP un nome che non fosse quello ha aiutato anche un po’ a sdrammatizzare quest’idea di concept che poteva risultare pesante, anzi a dargli uno sfondo un po’ più pacato.

Nell’EP è presente una cover, “Clarity”. Come si inserisce all’interno di questo progetto?

Helio: Diciamo che la cover di “Clarity” secondo me è stato un esperimento che è servito molto a noi per esplorare alcuni aspetti, alcune sfumature del suono che avevamo in mente non dovendo andarci a scrivere noi un pezzo apposta. A me, sono sincero, piace molto il brano. A Francesco invece no, però ci siamo trovati sul fatto che la melodia fosse comunque una bella melodia. Dopodiché gli accordi originali sono molto più nelle mie corde che nelle sue e abbiamo deciso di provare a vedere cosa succedeva se lasciando intatta la melodia cambiavamo un po’ tutto quello che era il contesto sotto e provavamo a dargli anche un’atmosfera molto diversa, più simile a quella che aveva tutto l’EP. Quindi forse in questo si uniforma.

Katoo: Lega molto bene secondo me.

Cosa ne pensate delle uova?

Katoo: Delle uova… Io ho un ottimo rapporto culinario. Sono proteine di alta qualità e grassi. Francamente ne mangio 6 al giorno, quindi ho un ottimo rapporto.

Andrea: Con le uova ci puoi fa un sacco di cose.

Helio: A me piace un sacco il canale HowToBasic su Youtube, guardatelo… mi piace molto. Guardatelo perché con le uova ha molto a che vedere.

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