“Crazy Eyes” – D-Rod + Lineout + Templeton Pek + Versus The World + Atlas Losing Grip @ Surfer Joe, Livorno 01-11-2013

Di Michela Rognoni

Vs the worldPrimo Novembre, “Per Ognissanti mantello e guanti” dice il proverbio. Per questo motivo il palco del Surfer Joe è stato montato all’aperto, sulla spiaggia perché gli hamburger non bastavano a far respirare la California…
Questo si candida concerto dell’anno, sentite qua: cinque gruppi, ingresso gratuito (grazie ad Inconsapevole Records). C’è da aggiungere altro? Sì. Anche il parcheggio era gratuito. Meglio di così…

Poco dopo l’ora di cena, i primi a salire sul palco sono i D-Rod, l’unica band locale della serata e hanno caricato ben bene il pubblico presente con il loro punk hardcore.
Hanno suonato un bel po’ di brani da “Something Filthy Inside” e dal loro ultimo EP uscito quest’estate “Kill Time Before It Kills You.” Fra i pezzi Big Black Wave, Making you wet, From Russia with love, SS1 dedicata alla via Aurelia, Stray dog che è una bomba e chiudono poi il tutto con una bella cover degli SNFU, Stepstranger.
I nostri D-Rod ci hanno rappresentati per bene, tant’è che per la loro esperienza musicale Rodrigo Alfaro è un punto di riferimento ed è stato bello vedere che si era messo a seguire il loro live con interesse. Way to go!

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A seguire ecco salire sul palco l’altro gruppo nostrano, da Robecchetto Con Induno (Rock City), i Line Out, accompagnatori ufficiali del tour degli Atlas Losing Grip – millenovecento date in Italia, cose da pazzi, sembra di shtare all’inghilterra! -. Sono carichissimi, non li ferma nessuno, a parte forse i loro lunghi discorsi filosofici tra un pezzo e l’altro, però vabbè, ognuno ha le sue…
Il bello dei loro pezzi è che sono potenti ma superorecchiabili allo stesso tempo, semplici ma non banali…vi giuro che se ve li andate a sentire capite meglio cosa sto cercando di dirvi.

Siccome i proverbi non sono inventati a caso dal nulla, ecco che comincia a piovere sui Templeton Pek, che sono costretti ad interrompere per un po’ il loro set. Ma è in questo momento che si vede l’efficienza di Livorno: gente da ogni dove che si affretta a spostare tutta la strumentazione e a rimontarla il più velocemente possibile al coperto. Così anche se la nuova location ospita un clima tropicale, lo spettacolo può continuare. Ma senza di noi perché non siamo per niente professionali e per questo motivo siamo andate a mangiare.
Scusateci Templeton Pek, siete bravi e simpatici ma questa volta la fame ha avuto il sopravvento.

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I Versus The World sono il motivo per cui mi trovavo a Livorno, mi sembra giusto farvelo sapere (perché ci sono casi in cui una data sola non basta). Essendoci cinque band nella stessa serata, la scaletta è stata più corta rispetto a quella suonata a Milano, ma è stata più intensa, più energica, più divertente, più tutto.
Si inizia sempre con “Is There No End” e “She Sang The Blues” ma qua il pubblico non sta fermo, c’è più gente che canta e chi non sa le parole se le inventa, o fa finta di saperle. Poi c’è “A Love Song For Amsterdam” perché se Amsterdam è la loro città preferita, tutte le altre città del mondo sono la loro seconda città preferita. Però visto lo svolgimento della serata io ce l’avrei davvero una piccola preferenza per Livorno…
Anche qui i brani si alternato tra vecchi, come “Medellin” e nuovi, come “These Bones” il cui ritornello viene cantato da tutti a squarciagola, insieme all’ Hallelujah di “A Fond Farewell”, canzone che parla del cantare e divertirsi, quello che stavamo tutti facendo insomma. Poi “Donner Pass” per mettere bene in evidenza gli assoli di Flippin, anche se è Tony Caraffa il protagonista della serata, perché nella caraffa ci si mette il vino! (io non conosco quello che se ne è venuto fuori con questa storia però veramente, mi ha ucciso. Grazie).
Si chiude di nuovo con “We Were Alive” e poi si ha giusto il tempo di riprendere il fiato perché i prossimi a salire sul palco sono gli attesissimi Atlas Losing Grip.

Non vedevo gli Atlas Losing Grip da due anni ma loro sono una garanzia e delle macchine da guerra live. Rodrigo era stato costretto a far saltare due show nei giorni precedenti a causa di alcuni problemi con la voce ma per questo concerto era in forma.
La band sale sul palco e inizia a suonare Logic mentre lui se ne stava tranquillo a prendere da bere, ma appena parte a cantare parte anche il delirio.
Il pubblico era bello carico, a detta della band il più carico di sempre e ne sono molto contenta perchè gli ALG se lo meritano. Dopo Logic è la volta di Face To Face, da Watching the Horizon, e poi 4 super pezzi da Unrest: All In A Days Work, Numb, Voracious Appetite e Unrest, sulla quale Rodrigo decide di lasciarsi andare buttandosi sulla folla che lo acchiappa con molta gioia. Ovviamente non esistono le pause in un loro live e ripartono subito con il loro nuovo singolo, Cynosure, una bomba.
Seguiranno Closer to the End, Slow Down e Contemplation per terminare senza storie con Bitter Blood, un finale secco e perfetto per il grande show che questi amici svedesi ci hanno riservato. Gli Atlas Magic, come li ha chiamati Mike Davenport quella sera.
E’ stata proprio una bella serata in quel di Livorno, ringraziamo Just Alive e Inconsapevole Records per aver organizzato il tutto e speriamo che delle serate così ricapitino più spesso da queste parti! Stay punx.

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