“Hai visto Ed Sheeran?” – Paramore + Dutch Uncles @ Ippodromo Del Galoppo, Milano 10/06/2013

Di Rita Vitiello
Foto di Federica Tenti

paramore Milano

Dopo un’interminabile attesa e svariati (troppi) anni, mi ritrovo – finalmente – fuori all’Ippodromo Del Galoppo con altre pazze persone a fare la fila per quello che presto si rivelerà il concerto della vita, quello dei Paramore.

Dopo ore di fila stile sardine e vari svenimenti (miei compresi) finalmente si aprono le porte e noi, con molto calma, invece di dirigerci a prendere dei posti ci fermiamo a comprare l’acqua. Nonostante questa cosa a cui tutti fregacazzo (ma si può dire?), riusciamo comunque a prendere un posto bello e buono. Dopo circa quelle che sembrano ore e dopo aver socializzato con qualche persona, le luci si accendono e sul palco escono i Dutch Uncles, un gruppetto di ragazzi simpatici che suonano cose indie. In breve si presentano e iniziano subito e grazie ai balletti di Duncan il pubblico risponde bene e si diverte, insomma una cosa che io mica mi aspettavo. Sfortunatamente non ricordo neanche mezzo titolo delle canzoni che hanno suonato, però erano belle!

Ma arriviamo al sodo. Dopo i vari smanettamenti per il cambio strumenti/palco, urli al povero tecnico del suono e cose stupide, ecco che Hayley, Jeremy e Taylor esalgono sul palco. All’improvviso la gente inizia a spingere e per poco non si muore schiacciati.

Iniziano con “Moving On”, seguita subito da “Misery Business” e il pubblico è carichissimo, quasi la voce di Hayley non si sente, loro sono perfetti, sprizzano energia da tutti i pori. Si continua con “For a Pessimist, I’m Pretty Optimistic”, “Decode”, “Now”, seconda canzone estratta dal loro nuovo cd “Paramore”, e “Renegade”.

Hayley è impressionata dalla carica dal pubblico e da come urla/canta tutte le canzoni, si scusano per averci messo così tanto a tornare in Italia e dicono che è sempre bello girare il mondo e vedere gente che parla un’altra lingua cantare le loro canzoni. Dopo un breve ritorno al passato con “Pressure”, la band torna al presente con “Ain’t It Fun”, dove al pubblico viene chiesto di fare la parte del coro gospel.

paramore Milano 2

Diciamo che questo “ritorno al presente” dura poco perchè arriva il momento delle lacrime con “The Only Exception”, l’unica canzone lenta eseguita in tutta la serata (se non si conta “Moving On” all’inizio) e “Let The Flames Begin”, dove il pubblico alla fine azzarda un coro per far cantare “Part II” e Hayley, che però è una burlona, dopo aver chiesto al pubblico se voleva ascoltare una nuova canzone, fa partire “Fast In My Car” seguita da un breve ritorno a “Brand New Eyes” con “Ignorance” e “Looking Up” – ed io qui stavo un po’ morendo perchè è la mia canzone preferita di sempre quindi immaginate un po’ come stavo ecco, ma a voi non interessa – .

Dopo un breve discorso sui fan, etc etc si torna tutti quanti nel 2005 con “Whoa”. I

l pubblico canta/urla come non mai, ma viene comunque chiesto di urlare di più e sicuramente al 98% delle persone presenti è andata via la voce. Vengono accese le luci sul pubblico, ed ecco il momento aspettato da tutti, “Anklebiters”, dove vengono fatti salire sul palco 8 (credo 8, non ricordo) fortunatelli per cantare con la band. Qui tutti si scatenano (e rosicano) però è tutto bello.

Arriviamo quasi alla fine con “That’s What You Get” e “Still Into You”, dove a fine esibizione la band lascia il palco, ma noi tutti sappiamo che non è finita: manca l’attesissima “Brick By Boring Brick” e dopo aver intonato un “parapaparapapara” da tutti, la band torna sul palco per deliziare le nostre orecchie a farci piangere lacrime d’oro.
Torniamo a casa felici e contenti, pensando già al prossimo concerto a Bologna.

Un concerto con i fiocchi, Paramore e pubblico impeccabili, bravi tutti!
Ci si vede a Bologna!

Setlist:

  • Moving On
  • Misery Business
  • For A Pessimist, I’m Pretty Optimistic
  • Decode
  • Now
  • Renegade
  • Pressure
  • Ain’t It Fun
  • The Only Exception
  • Let The Flames Begin
  • Fast In My Car
  • Ignorance
  • Looking Up
  • Whoa
  • Anklebiters
  • That’s What You Get
  • Still Into You
  • Brick By Boring Brick
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