“Sale la pedofilia” – All Time Low + Dance! No Thanks @ Factory (MI) 07/06/13

Di Michela Rognoni

1 ATLGli All Time Low sono una di quelle band che scopri su MTV e per un attimo la smetti di pensare che MTV sia un canale inutile.
Non venitemi a raccontare storie riguardanti myspace o cose simili perché alla fine tutti avete visto passare su MTV il video di Poppin’ o di qualcos’altro ed è da lì che è scattata la All Time Low mania, non da Myspace e da The Party Scene – che, per la cronaca, non esiste.
E qui entra in gioco la nostalgia ed il “non posso dire niente di negativo su di loro perché ci sono cresciuto”. Bè nostalgia o no Dirty Work era un album orrendo, e ha segnato così negativamente la credibilità della band nella scena pop punk che nemmeno il discreto Don’t Panic è riuscito a risollevarli dal loro stato di band da teenager per il resto della vita.
Band da teenager che tra l’altro si è messa un po’ troppo sul piedistallo in questi ultimi tempi dimenticandosi l’importanza dei loro fans – che poi sarebbero quelli che li hanno resi ricchi e famosi volendo, e che gli permettono di comprarsi il pane facendo i musicisti.
Dite quello che volete, signing session a parte, vedere un personaggio scappare via in fretta e furia da chi gli chiede una foto o un autografo è un pochino sconcertante.
Ritorniamo alla nostalgia, che è il motivo per cui siamo qui, il 7 giugno, all’unico concerto headline italiano degli All Time Low – in giro a fare da spalla ai Green Day nelle altre date italiane – al Factory di Milano. Sempre che si possa definire Milano la zona periferica triste e sconsolata in cui si trova.
Insomma gli All Time Low hanno significato molto per noi, li abbiamo amati, ci hanno dato la possibilità di conoscerci – cosa che a voi interessa moltissimo immagino -, abbiamo fangirlato a livelli inimmaginabili, ci hanno lasciate con l’amaro in bocca e nonostante questo siamo ancora qui per loro. Questo per dire che non è che siamo haters a prescindere. Vorremmo non esserlo, vorremmo dire che è stato il concerto della vita della live band migliore del mondo ma siccome non siamo qui a sparare cazzate, se questo è quello che volete sentire chiudete questo articolo e continuate a vivere nelle vostre convinzioni che tanto non siam qui per indottrinare nessuno.

Gli opener della serata sono i nostri cari amici Dance! No Thanks, che abbiamo avuto il piacere di conoscere, ascoltare ed intervistare circa un mese fa.
Diciamo che, vuoi per l’emozione vuoi per l’acustica piuttosto scadente del locale non si può dire che abbiano dato il massimo ma comunque la loro resta un’esibizione discreta ed accettabile e sicuramente hanno colto l’opportunità di farsi qualche manciata di nuovi fans.

Ancora prima che gli All Time Low salissero sul palco, in quei momenti ambigui in cui alcuni sconosciuti anglofobi salgono sul palco, schitarrano e dicono “check one two check check” al microfono, il pubblico è già in delirio e comincia ad accalcarsi e spingersi verso le prime file per provare la stessa sensazione che sentirebbero le sardine nelle scatole se fossero ancora vive.
Quando poi gli All Time Low salgono veramente sul palco sulle note di “Lost In Stereo” (ma lo cambieranno prima o poi il brano di apertura?) il tutto si trasforma in un delirio.
La band si muove bene sul palco, nessuna grossa imprecisione né vocale né strumentale che faccia dubitare della loro credibilità come musicisti ed una scaletta ben bilanciata tra i nuovi brani e le all time favourites dei fans. Così ci ritroviamo a cantare ininterrottamente sia su “Somewhere in Neverland” e “Backseat Serenade” che su “Coffee Shop Soundtrack” e “Weightless”.
Pochi brani estratti da Dirty Work per fortuna, si saranno resi conto anche loro che quel disco è un po’ un flop, “Heroes” e “Time Bomb” – che sarebbe una bella canzone se non fosse così uguale a Love Drunk dei Boys Like Girls (qualcuno ha detto Bryan? Mi è sembrato di sentirlo).
E allora cosa c’è di male in questa apparentemente grandiosa esibizione? C’è poca spontaneità. Gli All Time Low, oltre alle loro belle canzoni e a quel sentimento di party all night long, portano sul palco il paradosso della musica dal vivo, evento per i fans, routine per l’artista; i pochi interventi parlati della band si riducono ai soliti “ciao Milano, bla bla bla Milano”, “fate partire tale coro dai”, cose che possono essere tranquillamente ripetute in sequenza per tutte le date di tutti i tour. Niente aneddoti divertenti quindi, solo comportamenti ormai stereotipati, atteggiamenti provocatori assunti solo per non deludere le aspettative del pubblico.

Detto questo eleggo momento migliore del live il pre-encore semi-acustico formato dalla doppietta strappalacrime “Remembering Sunday” e “Therapy” a cui nessun essere dotato di cuore potrebbe resistere, e come momento più basso ed inutile la cover di “American Idiot” perché alla fine, se hai quattro full lenght alle spalle la cover acchiappa-fans te la puoi benissimo evitare.
Momento unico della serata, e non per merito della band ma per merito della delicatissima fan-base, è l’innalzamento di cartelli che citano “Long Live Us” durante “The Reckless And The Brave”, molto apprezzato e di conseguenza twittato dalla band.
L’esibizione si chiude come al solito con “Dear Maria Count Me In” decisamente presto per essere un concerto in Italia. E questo ci riporta al nostro motto del mese (scorso): Ma che shtiamo all’Inghilterra?

Setlist:

Lost In Stereo

Damned If I Do Ya (Damned If I Don’t)

Coffee Shop Soundtrack

Somewhere In Neverland

Heroes

Stella

If These Sheets Were States

Outlines

Time Bomb

Backseat Serenade

Remembering Sunday

Therapy

–encore–

So Long and Thanks For All The Booze (intro)

The Reckless and the Brave

Jasey Rae

Weightless

American Idiot (Green Day cover)

Dear Maria, Count Me In

3 pensieri riguardo ““Sale la pedofilia” – All Time Low + Dance! No Thanks @ Factory (MI) 07/06/13”

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.