Andrew McMahon + Fort Hope @ Glee Club, Birmingham 20-05-13

Di Michela Rognoni

32405_444416588941614_737988595_nParto premettendo che Andrew McMahon è stata, insieme a Stacie Jones, la mia prima teen crush e che l’unica volta che i Something Corporate hanno suonato in Italia ero “troppo piccola per andare ad un concerto rock” secondo i miei genitori, quindi dopo aver sofferto per lo scioglimento di SoCo e Jack’s Mannequin, non mi sono lasciata scappare l’occasione di volare in U.K. per vedere non una, non due, ma bensì quattro date del tour acustico dell’ora solista sopraccitato Andrew McMahon.

La primissima data del tour ha luogo a Birmingham – che è la mia città preferita – in un locale in cui di solito si esibiscono attori, comici e musicisti solisti. Si trova a Chinatown, vicino alle Back to Backs, e siccome abbiamo sbagliato a calcolare i tempi, ci ritroviamo troppo presto a fare la coda con un’altra ventina di ventenni circondati da un aroma di curry e garlic. Poco male, vedremo il concerto da vicino.
Entrate nel locale sentiamo un delizioso odore di pop corn che però non mangeremo perché fare la fila al bar è sbatty.

Dopo un lasso indefinito di tempo, sale sul palco l’unica band di apertura. O meglio, metà di essa, essendo l’esibizione acustica di una band non acustica.

Si tratta dei Fort Hope, originari di qualche città inglese non rhotic, infatti il virtuoso nonché giovanissimo lead singer Jonathan Gaskin verrà preso di mira da me per sempre per la sua pronuncia del nome del gruppo “Fou Hou” e per quella della parola “cheers” che suona più simile a “cheese”.

La band ha appena fatto uscire un EP di quattro pezzi, tutti suonati egregiamente seppur con qualche problema di acustica che faceva risultare la voce troppo alta rispetto alla chitarra, ed aggiungono alla scaletta qualche vecchio brano mischiandolo a pezzi di cover che ci si agganciano bene per dimostrare le doti vocali del cantante Jon Gaskin, così “Heritage” sfuma tramite la seconda voce del chitarrista Andé D’Mello in “Fix You” (Coldplay) e “Time Is The Rope” viene legata a “Somebody To Love” (Queen). La band conclude con “Control”, di cui è stato recentemente pubblicato un video, e già da questa sola esibizione si più capire che la band ha molto da offrire alla propria scena musicale.

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Dopo una manciata di minuti Andrew McMahon sale sul palco ed in silenzio si siede al piano e comincia a suonare un’inaspettatissima “Walking By”. Dopo pochi brani però l’artista spezza il silenzio. Nessuno sta cantando, siete il pubblico più tranquillo e silenzioso che abbia mai avuto. Ci tiene poi a precisare che quello è il suo primo concerto da solista in assoluto, nel senso, senza la band ed utilizzando semplicemente il suo nome.
C’è lui da solo sul palco, non è mai successo prima e noi del pubblico siamo il primo esperimento.

La scaletta procede in un’alternanza di brani cult, inni di più di una generazione come “I Woke Up In A Car”, “Swim”, “Holiday From Real” e soprattutto “Punk Rock Princess”, che in acustico è davvero sorprendente, brani meno conosciuti e veramente inaspettati come “I Want To Save You”, suonata quella sera per la prima volta, “Me And The Moon” e la più recente “Restless Dream”, ed aneddoti divertenti sulla sua vita, sulla sua carriera, sulle sue canzoni.
Questo McMahon umano ed emozionato non disdegna nemmeno il dialogo col pubblico, rispondendo a proposte di matrimonio, ascoltando le richieste del pubblico – seppur suonandole a propria discrezione – e dichiarando il suo amore verso ogni singola persona nel pubblico.
Nella set-list trovano spazio anche due dei nuovi brani, quelli rilasciati nell’EP “The Pop Underground” ovvero “Synesthesia” e “Learn To Dance” che suonano decisamente più familiari in questa versione piano-voce e che ricevono un ottimo feedback.

Il momento dell’encore è immancabile nei concerti rock, ma ad Andrew non sembra piacere particolarmente, così si gira e mostra semplicemente la sua faccia da encore, molto diversa da quella di prima come potrete immaginare, e suona ancora tre brani: “Konstantine” – o meglio una versione della stessa che duri però meno di nove minuti -, “Dark Blue” e “La La Lie” in cui il pubblico è finalmente partecipe e canta come se fosse l’unica cosa possibile da fare.
Un concerto intimo e ricco di emozioni e per noi è solo il primo di una lunga serie.
Setlist:

Walking By
The Resolution
I Want to Save You
Learn To Dance
Bruised
Crashin’
Synesthesia
Holiday From Real
Punk Rock Princess
Restless Dream
Me and the Moon
Straw Dog
Swim
I Woke Up in a Car
The Mixed Tape
Konstantine
Dark Blue
La La Lie

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