The Ataris + Cancer + The Anthem + New Deal Academy @ Traffic, Roma 09-05-13

Di Michela Rognoni

ATARIS 1Dato che gli Ataris mi sembrano una ragione abbastanza buona per giustificare la mia prima trasferta a Roma eccomi qui a raccontarvi della seconda data italiana della band.

Il Traffic è un posto carino, un po’ troppo poco in centro, problema non da sottovalutare per chi come me si è dovuto spostare usando i mezzi pubblici, ma comunque carino.

Figa anche la zona esterna con quei bei divanetti e poltrone retrò e i bancali su cui si può comodamente barboneggiare sorseggiando un drink.

Il concerto inizia relativamente presto visto che per questa data ci sono ben quattro band ad esibirsi.

I primi sul palco sono i vincitori della battle of bands organizzata appositamente per questo evento, si chiamano New Deal Academy, fanno del buon pop rock, molto orecchiabile, reso ancora più orecchiabile dalla voce della lead-singer Carlotta ( che come potete evincere dal nome, è una ragazza). Non so citarvi i pezzi che hanno suonato, dopotutto non li avevo mai sentiti prima, possi dirvi che hanno suonato un’anonima cover di Sugar, We’re Going Down dei Fall Out Boy sbagliando gran parte delle parole, ma a parte questa piccolezza hanno fatto la loro porca figura.

A seguire salgono sul palco gli hometown herpes, The Anthem, di cui abbiamo parlato già moltissime volte e alla fine ci rimane poco di originale da dire. C’erano i loro pezzi forti, estratti dal loro album High Five, la title-trak, e The Best is Yet to Come, e c’era Biagio Antonacci, ma il pubblico – quasi troppo per un gruppo spalla – ha cantato dall’inizio alla fine dell’esibizione.

ATARIS 2Poco dopo è la volta degli svizzeri Cancer, un trio che sa occupare il palco come se fosse un quintetto, sempre più energici, sempre più travolgenti, presentano la stessa scaletta proposta a Milano – brani tratti soprattutto dell’ultimo EP, The Weight Of The World, come As Long As We Are One e Dying Fairytale, ma anche dal disco precedente, come l’esplosiva Freak – ma mi hanno dato l’impressione di essere molto più carichi.

Una cosa divertentissima che non riesco a trattenermi dal citare è che alla domanda del lead-singer Joel “Do you understand if I speak english?” la risposta del pubblico è stata “Si!”.

Arriva il momento topico della serata, Kris Roe e i suoi Ataris salgono sul palco ed aprono con In This Diary e la folla va letteralmente in delirio, ma è un delirio più educato rispetto a quello milanese. La band è veramente infuocata, mentre Kris da dei leggeri segni di bipolarismo – non veramente eh, solo in senso metaforico – passando da eccitazione e comportamenti da teenage punkrocker a incazzatura pesante in uno schiocco di dita.

ATARIS 3La band alterna brani tratti soprattutto da Blue Skies e So Long, Astoria. Inutile dire quali sono i preferiti dal pubblico. Su un paio di tracce un temerario sale sul palco ma al suo tentativo di cantare nel microfono, Kris si gira in modo da non permetterglielo e poi comincia ad aggiungere “fucking” a gran parte delle frasi. La cover dei The Replacements qui trova molto più feedback, e durante la parte “acustica” dopo l’encore, si accettano richieste. Le proposte sono The Saddest Song e Looking Back On Today, ma la votazione del pubblico decide per la prima. Un altro paio di pezzi per la band, The Boys Of Summer, una ragazza salita sul palco viene invitata a fare uno stage diving che sia coerente con l’andamento della canzone, un altro ragazzo la raggiunge ed insieme si lanciano coreograficamente sulla folla e San Dimas Highschool Football Rules.
Il finale invece è affidato ad una cover: con l’intervento di Joel (Cancer) alla voce, sia la band che il pubblico impazzisce sulle note di Secret Weapon, degli amici MxPx ed è così che si conclude l’esibizione più scoppiettante ed amichevole di questo nostro assaggio di tour-life.

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2 pensieri riguardo “The Ataris + Cancer + The Anthem + New Deal Academy @ Traffic, Roma 09-05-13”

  1. Io c’ero, sono un gran fan dei Fall Out Boy e posso dirti che le parole erano quelle. Se vogliamo poi commentare l’acustica del locale è un altro discorso dal momento che non è ottima e il suono è pessimo.
    Un’altra piccola cosa, il nome della cantante non andava messo, piccola critica da blogger, e se proprio vogliamo dirla tutta, la cantante studia lingue ed è semplicemente italo-americana.. tanto per dire eh 😉

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    1. perché non andava messo il nome della cantante? è il suo nome, è scritto sulla pagina facebook della sua band…ho citato lei come ho citato i nomi degli altri band members.
      ed io non ho assolutamente criticato la sua conoscenza dell’inglese ma la sua conoscenza del testo della cover dei FOB che non c’entra l’acustica, era sbagliato…che poi diamine, apri agli ataris, può starci che sbagli le parole per l’emozione.
      poi bo veramente, è una recensione eh, un parere personale, non è la verità assoluta! ho scritto che il gruppo si è comportato bene, gli ho fatto una pubblicità abbastanza positiva, ma bisognerebbe anche aspettarsi ed accettare delle critiche negative ed usarle come invito a migliorarsi…

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