“Indigo” by Never Shout Never

Di Denise Pedicillo

indigoLa prima cosa che vi viene in mente pensando a Christofer Drew è ohmachebelliglihippie, ovviamente senza spazi perché si sa che il quasi 22enne di Joplin e la spaziatura non sono mai andati d’accordo.

Christofer Drew Ingle è un po’ la prostituta della scena musicale; basti pensare a tutti i cambi di genere fatti durante la sua carriera, passando dagli hardcore eatmewhileimhot!, al project dubstep Gonzo (sicuramente prendendo spunto dalla canzone degli All American Rejects) e, ovviamente, l’indie acoustic rock dei NeverShoutNever.

Con il passare degli anni, tra tatuaggi che aumentano, persone che lasciano il gruppo e altre che entrano, si iniziano a prendere direzioni diverse: la band che accompagnava il giovane durante i tour e conosciuti solamente come “The Shout” diventa parte integrante di “Never Shout Never”, con lo spazio e con Drew come front man.

Il cambiamento è talmente radicale che sulla copertina di Indigo, ultimo lavoro discografico, appaiono i 3 membri ufficiali.

Prima di buttarmi nell’ascolto, ho tirato fuori i vecchi classici tratti da The Summer, What Is Love e Harmony. È visibile l’evoluzione da quella musica caratterizzata dai testi d’amore e dalla voce accompagnata dall’ukulele a una band quasi del tutto nuova. Forse è proprio questo quello che si può apprezzare dei Never Shout Never: non sai mai cosa aspettarti. “Indigo”, infatti, alterna brani pop-rock ad altri con sfumature indie, rendendolo un album di facile ascolto.

Il cd si apre con Magic, canzone abbastanza contagiosa e dai test maliziosi presi in prestito da Jay-Z (“I got 69 problems but a witch ain’t one“). Come rilasciato da Drew, brano e parte ritmica sono nati in studio all’ultimo momento, con l’intento di inserire una traccia nell’album che fosse in chiave umosristica. Le seconde voci sono fatte tutte dalla sorella di Hayden Kaiser (batterista).

Il concept iniziale di All Mine è quello di ballad acustica dedicata ad una ragazza per cui il cantante ha una cotta. In studio poi prende sfumature diverse e la traccia inserita nel cd inizia con un ritmo del tutto inaspettato: il beatboxing. Nonostante questa nuova sperimentazione, i testi ricordano quelli dei lavori precedenti come per esempio “I Love You More Than You’ll Ever Know” o “The Lousy Truth”.

Life Goes On, come si evince dal titolo, parla del tipico “la vita va avanti”. Con un testo banale “Say goodbye, to everything that keeps you down. Say hello, to a new life” e un ritmo tenuto alto dalla batteria martellante e vibrante, è una traccia monotona. “(…) L’ho scritta in una camera d’hotel la notte prima che entrassimo in studio. La melodia è uscita dal nulla”: farsi delle domande, caro Drew?

Sorry inizia con dei violini che aumentano man mano di intensità, creando un’atmosfera misteriosa, quasi teatrale. Tema principale della canzone è il triangolo amoroso “I’ve been caught at the scene of the crime. I’m in love with a woman /but the woman’s not mine“. Con una voce pacata, il protagonista del ‘racconto’ è dispiaciuto per quello che prova ma soprattutto che i suoi sentimenti non vengano ricambiati (I’m in love with bad timing /She’s in love /The knot’s unwinding /I’m in love and I’m sorry).

In Between Two Worlds si cerca di trovare un equilibrio tra i due mondi in cui ogni persona vive: quello spirituale e quello fisico (“you’re in a dream, within a dream/Identity constructed reality/So please wake up“). La forza che consente di mantenere questo equilibrio, questa pace psico-fisica, è la forza dell’amore a cui è impossibile sottrarsi (“you’re insane/It’s all in vain to cut yourself off from love“).

È “l’amore” infatti il tema principale di Indigo, tema con cui i fans di tutte le età riescono facilmente a relazionarsi.

Cosa dire di Lust? Non ne ho la più pallida idea. È la storia di un satirista che trova piacere nell’aver rapporti con svariate donne (“I’ve been so unsatisfied with touch. See I’ve kissed 7000 women yet I still can’t get enough“) e pensa sia ancora normale. Diciamo che il tema risulterebbe ‘anomalo’ se affrontato da altre band, ma NSN riesce a superare queste barriere quindi appreziamo lo sforzo.

California Slang è la traccia country che non poteva sicuramente mancare in un album come questo. I riff di chitarre veloci ed enfatizzati dal ritmo cavalcante del country vecchio stile sono un chiaro invito ad indossare un paio di jeans, camicia di flanella, stivali a punta e ad assumere una camminata molleggiata, Yeeha!

Ormai abbiamo tutti capito che a Cristopher Drew piacciono le ragazze un po’ difficili, quindi in Wrong Side of Town troviamo la ragazza che preferisce scappare invece di affrontare i problemi (“But you seem like the type to leave when you’re falling in love“). Anche questo, brano lento e ‘spento’ che sicuramente non resterà molto impresso ai primi ascolti, ma anche a quelli dopo.

Lo sapevo che questo momento prima o poi sarebbe arrivato, quello in cui a lasciare non è lei ma lui. Grazie Honey-Dew. La situazione è questa: storia finita, lui cerca di andare avanti e lei lo cerca per farlo sentire in colpa (Honey don’t call me up and try to make me cry, cause it ain’t gonna work like that“) e poi abbiamo un due minuti buoni di versi senza senso, tra un po’ di sho-di-dup-du-du e un po’ di do-do-do-do.

In The Look la voce è molto meno modificata di alcune tracce precedenti e si puo’ maggiormante apprezzare. È la prova che quando due si lasciano non possono rimanere amici (“she’s seeing other guys, just to piss me off“).

Hazel Eyez, traccia conclusiva, è stata scritta dopo il periodo di disintossicazione di Ingle e quindi è quella con più significato affettivo.

Mi sono pulito. Ero molto sporco. Questo è il mio inno per trasformare la mia vita e essere più forte di prima. È il brano più significativo dell’album per me. Mi auguro che questa canzone possa incoraggiare la gente a continuare a crescere anche attraverso i momenti più bui.

Nella Deluxe Edition esiste anche la versione remixata di Sorry e firmata sotto il nome di Gonzo, quindi assolutamente da non perdere per gli amanti del genere. Ovvero non me.

In attesa del prossimo lavoro intitolato Sunflower e previsto per il 28 gennaio, vi faccio presente che Indigo è stato scritto quasi interamente quando il frontman faceva ancora uso di droghe, quindi il prossimo album dovrebbe essere molto diverso. Non ci resta che aspettare!

Voto: 2.5/5

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