“Dogs eating dogs” by Blink 182

Di Valentina Tomic

I Blink 182, dopo aver litigato con la casa blinkdiscografica, hanno autoprodotto il loro nuovo EP “Dogs Eating Dogs”, uscito il 18 dicembre.

Il piccolo lavoro arriva giusto poco prima di Natale, un bel regalo per tutti i fan del trio americano. L’EP contiene cinque tracce, la prima, “When I Was Young”, che apre il lavoro con un melodia suonata all’organo e il tempo scandito dalla batteria. Dopo poco Tom DeLonge inizia a cantare e la traccia si movimenta, assumendo i classici connotati della rapida canzone firmata Blink 182. Il ritmo rallenta al ritornello, grazie anche ai cori. Si prosegue con il brano omonimo “Dogs Eating Dogs” che inizia subito con energia e questa volta è Mark Hoppus che inizia a cantare, arrivando a ripetere, poco prima del ritornello, il titolo della canzone come fosse uno scioglilingua. Il secondo ritornello è poi ripreso da Tom e la fine vede l’alternarsi delle due voci. “Disaster” ha una struttura che si potrebbe definire classica per la band. Inizio tranquillo, con l’eco della voce di uno dei due cantanti, attacco netto e deciso che porta la canzone a un’esecuzione rapida e marcata da una batteria martellante e precisa. Segue “Boxing Day”, una dolce canzone, un po’ triste, dove le voci sono accompagnate dalla chitarra acustica. Sarà che “I’m empty like the day after Christmas”, ma questa traccia è davvero carina, vuoi perché il Natale sia appena passato o perché ci sia comunque un po’ di malinconia nell’aria. L’EP si conclude con “Pretty Little Girl”, caratterizzata da synth a pochi secondi dall’inizio. Anche questa traccia è vagamente malinconica per via del testo, si parla di una pretty little girl e si sa, quando si tratta di canzoni in cui il cuore e i ricordi la fanno da padrona, la lacrimuccia è quasi d’obbligo. Nel testo, infatti, vengono descritti i ricordi, i sogni e le promesse di una giovane coppia. Quest’ultima canzone vede la partecipazione di Yelawolf, rapper americano, che canta nel suo stile una lunga parte della traccia.

L’EP non è nulla di sconvolgente, i testi sembrano scritti dai Blink 182 di qualche anno fa, ma c’è anche la consapevolezza di essere cresciuti e di voler andare avanti, pur restando fedeli alle loro idee e ai loro modi di scrivere e produrre. La band non mi è mai piaciuta moltissimo (ebbene sì) e quindi non ho mai approfondito, ma ci sono sicuramente delle canzoni che resteranno importanti nella storia del loro genere, però a mia detta hanno fatto la loro parte. Sono considerati storici e ne capisco anche il perché, ma ciò che non capisco è chi si ostina a stare sempre sulla stessa scia, senza muoversi troppo dalle linee guida tracciate tempo fa. In questo EP riprendono molto del loro vecchio stile, ma sembra quasi ci sia un piccolo spiraglio di luce chiamato novità. Questi tre ragazzi hanno dalla loro la grande capacità di creare pezzi che restano in testa con una facilità disarmante. Spero solo sappiano sfruttare questa loro caratteristica per creare qualcosa che resti nel loro stile, ma che possa anche dare qualcosa in più.

Voto: 3/5

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