“fansuperfun” – Fun., Walk the Moon @ Alcatraz, Milano 18-10-12

Di Mavi Mazzolini con la gentile partecipazione di Denise Pedicillo e Rita Vitiello.

Per noi, che i Fun li abbiamo visti nascere, crescere – e correre -, questo sold out ci sembra ancora qualcosa di strano: non perché non se lo meritino, ma perché sono stati tra gli ultimi arrivati in casa Fueled By Ramen dove è già tanto che i gruppi vengano in Italia, figuriamoci che facciano sold out.
Prima del concerto abbiam fatto le solite cose: un po’ di creep, vari giri al McDonald’s, l’incontro con Pino Gallagher fino al vero evento della giornata: trovare i biglietti!

Per (s)fortuna siamo entrati alla fine del gruppo di apertura, i Walk The Moon (di cui vi abbiamo parlato qui, quindi siamo riusciti a sentire solo il loro ultimo pezzo: Anna Sun. Nonostante il ritardo, siamo riuscite a costatare che la band ha avuto un buon impatto sul pubblico, che agitava mani e urlava un po’ qua e là. Nicholas, il cantante, a fine esibizione ha informato la folla di un loro tour da headliner in Europa, che toccherà l’Italia per un’unica data a Marzo.
Tra gente che limonava e altra che si copriva l’acne giovanile con la tempera colorata, finalmente salgono sul palco i Fun e inizia il divertimento, eeehh!
No, in realtà non molto, infatti ad aprire è Carry On, canzone dal gusto un po’ malinconico che recita “if you’re lost and alone, or you’re feeling like a stone, carry on” – nonostante ciò il pubblico, di cui preferiremmo non parlare, canta e sembra conoscerne effettivamente il testo. Impressione che va svanendo con la successiva One Foot, che spinge le persone ad applaudire ed agitare le mani in modi strani – che fare insomma, quando non si conoscono le parole? La desolazione dei cori arriva però con Walking the Dog, tratta dal primo cd “Aim and Ignite“. Lo scompenso viene però gestito in maniera eccelsa dalla band, che non ne sbaglia, né stecca, una. La voce di Nate si dimostra magica e versatile anche live, come già si vedeva nel suo gruppo precedente, i The Format, e questo è un fatto riconosciuto universalmente, a prescindere che la musica dei Fun. piaccia o meno. Quindi, a mani basse di fronte alla potenza vocale di Ruess e non potendo far altro che cantare con lui, la scaletta procede con Why Am I the One, All Alone, All the Pretty Girls, e At Least I’m Not as Sad (As I Used to Be).
La folla si risveglia un po’ dal muto torpore con It Gets Better, in cui inizia a saltellare qua e là per l’Alcatraz creando un movimento che renderebbe orgogliosi i Pearl Jam. Dopo Barlights, inizia la parte emotional con due delle ballate più belle del gruppo: la recente All Alright e The Gambler, in cui abbiamo rischiato di perdere Rita. Perdere i sensi sarebbe comunque stato impossibile, visto il boato partito dalla folla appena accennate le note di We Are Young: urli, balli e coretti diretti da Nate e dai suoi compagni di band, divertiti ed emozionati nel vedere tutta quella gente cantare le loro canzoni. Sembra infatti strano, ma, gente, il concerto italiano è stato il concerto più grande a cui i Fun. abbiano mai suonato fuori dall’America. Ed è andato sold out. Ci sentiamo un po’ mamme orgogliose, a questo punto.
La voce di Nate non è però l’unica che ci colpisce: sul palco, a fare le voci femminili, c’è una ragazza con una voce dolcissima e carinissima, a metà fra Taylor Swift (solo fisicamente) e Vicky T. Ma questo è forse perché Gabe era nell’aria quella sera.
Giunge il fatidico momento del set in cui Nate chiede al pubblico quale dei classici della musica pop vogliono far suonare alla band, ma chiaramente in Italia si è soliti rispondere solo “AHHHH” “WOOOO” (es: “Hey how are you?” “AAAAAHHH” “Are you having fun tonight?” “WOOOO” “I love you” “AHHHHH”) e nonostante noi avessimo provato a chiedere una Hot Mess e una You Make Me Feel, l’acustica dell’Alcatraz non è stata dalla nostra parte (insomma, non ci hanno sentite neanche quelli di fianco a noi) e i Fun. si sono cimentati prima nella cover dei Rolling Stones “You Can’t Always Get What You Want”, da noi liberamente interpretata in “You Can’t Always Gabe What You Want” per poi passare a “Black Or White” di Michael Jackson. Ah, vi avviso che invocare Gabe è un rischio che dovete sentirvi pronti a correre. Per esempio, dopo che noi l’abbiam fatto, ci siamo spostate vicino a delle ragazze pseudo wasted con delle birre in mano che forse pensavano di essere al Divina, e che si sono messe a guardarci male e fissarci, totalmente a caso. Sicuramente avranno capito che eravamo di Aim A Trabolmeicher. Fatto sta che dopo 5 minuti erano ancora lì, e un tizio, passando, ha urtato una di loro e la sua birra grande, rovesciandola addosso a tutta l’allegra combriccola. Grazie Gabe.
Fra le (nostre) risate generali, il gruppo lascia il palco, e vi risale fra i “Woohoo woohoo hoo ooh ooh” intonati dal pubblico, armonie meglio conosciute come Some Nights, in cui la band si dimostra assolutamente impeccabile.
Secondo alcune fonti, nella setlist ci sarebbe dovuta essere anche Stars, tolta all’ultimo per problemi di tempo.

7 pensieri riguardo ““fansuperfun” – Fun., Walk the Moon @ Alcatraz, Milano 18-10-12”

  1. io ero in prima fila, e le canzoni le so tutte dalla prima all’ultima, vecchio e nuovo album… se siete vere fun’s, com’è che non avevate biglietti? io mi sono fatto 10 ore di fila insieme ad altri ragazzi che meritano di essere classificati come veri fun’s. secondo me rosicate e basta… (ovviamente le bimbette che urlavano you are beautiful e cazzate simili c’erano e non lo nego).

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  2. Mah io sentivo cantare tutte le canzoni! e mi sono piacevolmente sorpresa sentendo la folla cantare, pensavo di essere l unica a sapere parola per parola. daltronde era sold out , non penso che 3000 persone vadano lì per nate. la tua recensione mi lascia perplessa, ostenti dalla prima all’ultima frase un senso di superiorità non poco fastidioso,sembra quasi che non ti capaciti che ci siano fan sfegatati quanto te. non so in che punto dell’alcatraz vi siete nascoste per non sentire che più della metà della folla ha cantato… e non solo “we are young”.

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    1. Guarda, mi ero già scritta un papiro ma visto che le parole che abbiamo speso in questi giorni sono state buttate al vento, lascerò che siano i video a parlare.



      Nei primi due c’è veramente troppa gente che canta, quasi quasi non sento neanche Nate! C’è un coro veramente uguale a quello che si sente in Some Nights eh!

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