“Suck It Off” – Mayday Parade, The Summer Set, For The Foxes, Natives @ HMV Institute, Birmingham 10-10-12

Di Michela Rognoni, Chiara Cislaghi e Sara Cavazzini

Mentre Mavi è tornata a casa ad iniziare l’università, noi vere bad girls fuoricorso siamo pronte ad avventurarci nell’HMV Institute di Birmingham per vedere lo stesso concerto che lei ha visto due volte però in un posto diverso in cui lavorano persone molto divertenti, soprattutto al boxoffice.
La serata si apre all’insegna del freddo e degli incontri spiacevoli con newcomers antipatici che mollano i loro migliori chitarristi simpatici per prendere persone che si chiamano come le macchine della formula 1, ma questa è un’altra storia.

La venue è piccola ed intima con le luci basse, i bagni non sono in una posizione strategica e il tavolo del merch è fuori dalla sala concerto. Noi ovviamente ci accomodiamo nella balcony per vedere il concerto dall’alto visto che siamo vecchie e malate.

Anche questa volta sono i Natives ad aprire la serata, con la loro “Big Plans” – che è anche in free download sul loro sito -.
A questo punto, se avete seguito le puntate precedenti, avrete capito che loro sono la local band della situazione. Birmingham non è la loro hometown  ma il pubblico li accoglie con grande entusiasmo, facendo i loro simboli hipster con le mani e cantando le poche canzoni edite.
Il frontman Jim Thomas e il suo foulard legato all’asta del microfono hanno già capito come ci si muove sul palco, e Jim coinvolge nella performance sia i suoi compagni di band che i ragazzetti nelle prime file.
Quello che non vi è ancora stato detto è che il caro Jack ad ogni data scatta una Polaroid del pubblico della serata, questo ovviamente perché è hipster, infatti ha anche degli occhiali giganteschi…ma a noi piace così.
Il momento più atteso (da me) è l’esecuzione del singolo dell’estate “This Island”, ma siccome sono unprofessional non so dirvi se è stato eseguito alla perfezione poiché ero impegnata a cantare come una pazza da sola in mezzo a mille fans dei Mayday Parade. Diciamo che non ci sono stati particolari problemi di tempo o di intonazione, quindi per me è sì, anche se Simona Ventura non sarebbe d’accordo…

Purtroppo per motivi che non starò a spiegarvi in questa sede, ma che scoprirete presto, ci siamo perse quasi interamente la performance dei For The Foxes.
Per il poco che abbiamo sentito possiamo dire che la loro esibizione è stata all’altezza della serata ed il pubblico ha apprezzato, ma eviteremo, per correttezza, di sbilanciarci troppo.

Quando i The Summer Set fanno la loro comparsa sul palco, si capisce subito che c’è qualcosa che non quadra: infatti, mi duole dirlo, ma non è che abbiano suonato molto bene. Aprono ovviamente con “Chelsea”, proseguono con una versione megametal di “Must be the music”, “Punch-drunk love”, “When we were young”, fino ad arrivare alla presentazione di una nuova canzone, che sarà contenuta sul nuovo album, dal titolo abbastanza eloquente “Fuck you over”, mentre per concludere scelgono “Young”, “Someone like you” (che per questa volta non scatena nessun pogo violentissimo, come era invece avvenuto durante la data di Londra del precendente tour) e la ciliegina sulla torta: “The boys you do (get back at you)”. Brian è sempre la solita star da film Disney (le battute proprio eh), Jess e John fanno il loro dovere alla perfezione, Josh e Stephen invece sono deperiti fisicamente, oltretutto il basso di Stephen ha i bassi troppo alti (bravo fonico, bravo) e il modo di suonare di Josh ha un qualcosa di metal che però non riesco bene a definire. L’intera performance è sicuramente salvata dalle capacità di intrattenimento del pubblico di Brian, mentre tutto il resto ha un qualcosa di discordante. Nonostante ciò, è inutile dire che ci rivedremo al prossimo tour.

È quindi il turno dei Mayday Parade, che ci offrono la miglior performance della serata, iniziando con “Oh Well Oh Well”, primo singolo del loro ultimo album, “Jersey”, “Kids In Love” e “No Heroes Allowed”. Ci viene poi proposto un breve throwback con “Three Cheers For Five Years”, ma si ritorna subito al presente con “Priceless”.Iniziamo a capire che il set finirà con il pubblico annegato nelle proprie lacrime quando iniziano a suonare le prime note di “You’ll Be The Anchor That Keeps My Feet On The Ground, I’ll Be The Wings That Keep Your Heart In The Clouds” e “Anywhere But Here”, e ne abbiamo la certezza quando sul palco arriva il piano e suonano “Miserable At Best” e “Stay”, dopo le quali alcune persone sono costrette ad abbandonare la sala per uscire a piangere (nessuna di noi eh). Dopo questi momenti di disagio, si continua con “When I Get Home You’re So Dead”, “When You See My Friends” e “Black Cat”, che è forse l’unica non riuscita perfettamente. Per chiudere il set arriva la classica “Jamie All Over”, subito dopo la quale la band lascia il palco, per rientrare con “I’d Hate To Be You”3 (perché chiudere il set senza lacrime gli sembrava brutto ecco).

La conclusione è che non importa in che paese vai a vedere i The Summer Set…Stephen Gomez non ti farà nessuno sconto sulla tua pizza d’asporto.

1 commento su ““Suck It Off” – Mayday Parade, The Summer Set, For The Foxes, Natives @ HMV Institute, Birmingham 10-10-12”

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.