“C’è la gente, poi ci siamo noi.” – I-Day Festival 2012

Di Sara Cavazzini

Innanzitutto, che ridere!

Arrivo a Bologna in un piovoso, anzi diluvioso (anche se non esiste), pomeriggio di inizio settembre (che poi era anche il primo e sticazzi) dopo esser stata guardata male in treno per tutto il tempo da due fan dei Green Day che ce l’avevano con la mia maglia con gli scoiattolini degli A Rocket To The Moon. Il mio primo pensiero è “se domani è così, è un disastro”.

Purtroppo invece no, il giorno dopo faceva già troppo caldo per i miei gusti e c’era anche un po’ di sole (e la mia carnagione chiarissima ne ha risentito).

Dopo esserci svegliate e aver fatto una colazione da campioni (non è vero, non c’erano i cereali) ci avviamo verso la stazione per prendere l’autobus che ci avrebbe portato a Parco Nord, iniziamo già a intravedere molti, tanti fan dei Green Day, ovviamente con la loro maglia addosso. Quando l’autobus arriva, c’è la gente che corre, si spinge per riuscire a stare in millemila persone in un solo autobus, poi ci siamo noi che rimaniamo ferme ad aspettare quello che era dietro vuoto, e ci sediamo anche. Arrivate alla meta, mentre andavamo a metterci in fila, intravediamo già i tourbus e il luogo dove poi la sera avremmo voluto andare per trovare le band. Ci troviamo poi con un’infinità di persone venete/friulane e quelle cose  lì e decidiamo che stare in fila è troppo mainstream, quindi ci accampiamo e ci cibiamo, poi decidiamo di andare ai tourbus, dove vediamo un esemplare di Zack Merrik civilizzato che scende lavandosi i denti, un Rian Dawson che scompare per svariati minuti dietro al tourbus e vari membri della crew. Torniamo al punto di partenza, ovvero la fila, così da poter trovare la posizione buona per vedere gli All Time Low, che poi per noi erano la cosa più rilevante della giornata. Voglio descrivervi brevemente gli outfit dell’evento: maglia dei Green Day, maglia di American Idiot, wannabe Billie Joe e wannabe Jesus Of Suburbia. Ecco, io vorrei portare avanti la campagna per proibire le maglie di una band al suo concerto.

Troviamo il nostro posto nel mondo, ci accampiamo e una ragazza al telefono ci passa di fianco urlando “Guarda in giro! Dai sono quella con la maglia di American Idiot!”. Tralasciando un po’ di cose insignificanti che sono successe dopo, arriva il momento degli All Time Low. Aprono la loro performance con due canzoni da Nothing Personal: Lost In Stereo e Stella, seguite, purtroppo, da due canzoni di Dirty Work: Heroes e Forget About It (dai poteva anche andarci peggio). Poi si ritorna al passato con Damned If I Do Ya, al passatissimo con Coffee Shop Soundtrack e al futuro con la nuovissima For Baltimore, già più convincente di The Reckless And The Brave nella versione registrata, live è una cosa bellissima. Al momento di Time Bomb ovviamente io mi metto a cantare Love Drunk dei Boys Like Girls, facendo così confondere le poche persone che cantavano. Si passa poi a The Reckless And The Brave, e Jasey Rae (e si, è scappata la lacrima) durante la quale a cantare ci ritroviamo sole  in mezzo alla folla, qualcuno ci guarda incuriosito, come se fossimo una specie strana, qualcun’altro dubbioso, ma è tutto okay. Come sempre tutto si conclude con Weightless e l’evergreen Dear Maria, Count Me In. Qualcuno con evidenti problemi uditivi ci rimane un po’ male che non abbiano suonato I Feel Like Dancing. Dopo sei mesi dall’ultima volta che li avevo visti, gli All Time Low sono stati più convincenti e più spontanei, vista anche la buona reazione del pubblico, che, dopo la brutta esperienza che la band ha vissuto l’anno scorso all’Heineken Jammin Festival, si è dimostrato coinvolto nonostante la maggior parte delle persone non li conoscesse, quindi brava popolazione italiana che ha dato l’impressione di essere civile. Un ringraziamento speciale va al Gaskarth che chiama ad ogni canzone circle pit e ne fa creare uno alla nostra destra e uno alla nostra sinistra, facendoci temere per le nostre vite, o chiamando il wall of death, che avrebbe significato appunto la morte.

Dopo gli All Time Low ci spostiamo sulla collinetta e aspettiamo il momento degli Angels And Airwaves, band che ero molto curiosa di vedere, anche se ascolto poco. Della loro scaletta sono riuscita a segnarmi poche canzoni, quindi citerò solo quelle. Aprono la loro esibizione con Saturday Love, e alternarno pezzi più vecchi, come The Adventure e Everything’s Magic, con pezzi più recenti come Surrender, Hallucination e Young London. Chiudono con The War e se ne vanno senza salutare, ma comunque suonano bene e Tom DeLonge è Tom DeLonge quindi non ci si lamenta. Da notare come con gli AVA fa venire fuori il filosofo che c’è in lui, mentre con i Blink si ostina a fare il ventenne in crisi ormonale.

Dopo di loro salgono sul palco i Social Distortion che, nonostante la loro millenaria carriera, non conosco bene e ho scoperto che non mi piacciono neanche troppo, ma comunque suonano le loro canzoni, il pubblico apprezza quindi okay. Durante la loro performance, andiamo a cercare le nostre amiche disperse (che poi non rivedremo mai più) e constatiamo che c’erano più persone che nel 2010. Tornate al nostro posto vediamo che i tourbus abbandonano l’arena e il primo pensiero è “ma dai così dopo non li incontriamooo” e le ipotesi sono che le band che avevano già suonato se ne fossero già andate o che avessero solo spostato i tourbus, ma ci accorgiamo che sono troppi tourbus a muoversi per solo 2 band e iniziamo a insospettirci.

Tra un annuncio e l’altro di bambini persi, ne arriva un altro: Billie Joe è in ospedale, i Green Day non si esibiranno, il festival finisce qui. Noi che per settimana abbiamo sostenuto la tesi che i Green Day portano sfiga (qualcuno diceva anche di più dell’innominabile gruppo con i due gemelli) e che in un modo e nell’altro non si sarebbero esibiti, iniziamo a ridere come delle deficienti. Cari fans dei Green Day per voi mi dispiace eh, però la cosa faceva ridere, scusate. La prima domanda che ci poniamo è: ma i The Kooks? Si capirà in seguito che i The Kooks c’erano e non hanno suonato così da poter rimborsare totalmente il biglietto, quindi invece che insultare Vivo per i fantomatici disagi (che io non ho visto) dovremmo riconoscere che hanno fatto di tutto per far suonare il più possibile e rimborsare totalmente. Obbligatorio è il minuto di silenzio per tutte le matite nere che sono state così sprecate inutilmente. La folla inizia quindi ad andarsene, mentre noi ce ne stiamo sedute sul prato a ridere. Arriva il momento in cui anche noi decidiamo di abbandonare l’arena e andare al parcheggio dove ci aspettano due ore di coda per uscire, gite nelle rotonde attorno al Parco Nord e grilli in macchina. In tutto ciò la cosa più triste, dopo il fatto di non aver incontrato le band, è che la mia maglia preparata per l’occasione non è servita e l’Oreoparty non c’è stato, perchè gli Oreo sono stati rapiti da una persona che ha un accento di merda.

La prossima volta, fan dei Green Day, non guardate male la mia maglia con gli scoiattolini e non giudicateci quando cantiamo da sole come delle deficienti le canzoni degli All Time Low, c’è una cosa che si chiama karma.

Le informazioni per i rimborsi saranno date nei prossimi giorni sul sito di Vivo Concerti.

6 pensieri riguardo ““C’è la gente, poi ci siamo noi.” – I-Day Festival 2012”

  1. sei penosa… sappi che non solo le bimbeminchia erano li x i green day… ke tra l’altro hanno alle sspalle una carriera ke x ora i tuoi amati all time low(ke piacciono anke a me) possono solo sognare!
    col fatto di aver riso x la sfiga GD ti sei dimostrata piu’ infantile delel bimbette presenti all’arena…
    per fortuna gli AvA han suonato…

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    1. io non ho detto che c’erano solo bimbeminchia, anzi non ho nemmeno parlato di bimbeminchia. Non ho detto che gli All Time Low sono meglio dei Green Day, solo che io ero lì più che altro per loro. Il fatto di ridere, come mi sembra di aver spiegato, era una cosa tra me e le persone con cui ero, non ho riso perchè ero felice che Billie Joe fosse stato male. Per fortuna gli Ava han suonato.

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      1. la questione è ke alla fine è una stupidaggine… anke a me m’han preso per il culo perchè avevo la maglia con su scritto LOVE non sapendo ke era la maglia ufficiale del vecchio album degli AVA (ke per fortuna han suonato 😀 ) il ke non ti permette di fare di tutta l’erba un fascio… ora io ritengo esagerato piangere x quello che è successo… troppo esagerato… però rispetto il fatto ke qualcuna essendo molto EMOtiva l’abbia presa a male…

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  2. diciamo kk ridere per quello kk è successo è un po’ troppo… io ho pianto molto! mi sono fatta 5 ore e mezzo di macchina da roma, aspettavo questo concerto da mesi e mesi e una botta come questa è stato troppo! magari piangere era esagerato… ma c’era gente che ha bestemmiato… e qst mi pare peggio!
    io rispetto le idee degli altri, poi gli All Time Low sono fortissimi… ma i Green Day sono altro… eravamo praticamente 30.000 persone con la loro t-shirt… e dopo tre anni che nn venivamo in italia è stato molto brutto! è stato brutto anke vedere tutta quella gente kk piangeva, così triste… gente di cui io nn scorderò gli occhi tristi!
    cmq speriamo kk l’anno prox torneranno (ce l’hanno anke promesso!), io una volta nella vita vorrei vederli!!!!
    (io nn credo di essere una bimbaminkia, i Green Day li ascolto nn solo xkk Billie è uno bono o per queste altre cavolate kk nn centrano niente con la loro musica, a me piacciono davvero!)

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  3. Guarda..dovevi andare all’ I-day precedente (io son di Bologna)
    Simple plan, All Time Low e Blink 182..altrochè AVA o Social Distortion (profonda stima per la loro carriera ma non mi piacciono un granchè)

    Per il resto non sono d’accordo di cosa hai scritto sul fatto che “purtroppo” abbiano suonato Forget About It and Heroes paragonandole a “merda” rispetto a Reckless e For Baltimore..le nuovissime di un album veramente SCADENTE.. Dirty Work 10 punti avanti a Don’t Panic di cui si salvano solo Beckseat Serenade e Somewhere in Neverland…le vendite e le reazioni DEI fans (anche se sarebbe meglio dire DELLE visto che son tutte ragazzine) ne sono la prova.

    Non per fare il sapientino, ma faccio parte di una cover band che prende spunto da sti ragazzi di cui, adesso come adesso, si salva solo Zack Merryck..l’unico che di musica ne sa qualcosa..perche andando avanti con il tempo sto scoprendo che sia Jack che Alex di musica non sanno veramente niente, sanno solo fare gli scemi sul palco. Peccato stavano diventando la mia band preferita! ):

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    1. Eh infatti c’ero anche all’i-day dei blink haha.
      Per il fatto di Dirty Work/Don’t Panic si tratta di gusto personale. Innanzitutto non ho paragonato a ‘merda’, ho fatto intendere che non sono certamente le mie preferite. io in dirty work non ho trovato una canzone che mi facesse pensare ”Wow che bella!”, secondo me è stato il lavoro peggiore che abbiano mai fatto, (quindi ovviamente avrei preferito magari sentire altre canzoni che non hanno fatto) mentre in Don’t Panic 4 o 5 le salvo, ma ripeto è un fatto di gusto personale.
      Poi sulla loro conoscenza della musica non so, certamente stanno sempre di più esasperando il fatto di fare gli scemi e di far ridere, e sinceramente mi dispiace.

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