SPECIALE: cerimonia di chiusura Olimpiadi 2012.

Di Dalila Carriero.

Domenica scorsa tra i miracolosi 23 gradi londinesi allo stadio Olimpico di Wembley si è svolta la tanto acclamata cerimonia di chiusura delle Olimpiadi.
La sottoscritta, ovviamente, ha ignorato qualsiasi evento sportivo e esaltato la competizione solo per codesta famigerata serata che, senza smentire nessun pronostico, è stata a dir poco spettacolare.
La celebrazione consisteva nel dimostrare come tutto quello che è britannico è automaticamente il meglio a cui l’umanità possa ambire in qualsiasi campo, dalla musica sin alla letteratura, passando per le grandi firme d’abbigliamento. Ignorando quest’ultimi, parliamo direttamente della musica. 
Tutti i nomi più importanti dagli anni 70 ai giorni d’oggi si son esibiti, spaziando dai compagni di party hard aka Jessie J, Tinie Tempah, Taio Cruz e Fatboy Slim ai The Who che hanno concluso la serata in modo trionfale.
Tra gli altri nomi possiamo trovare l’artista più sottovalutata di sempre Emeli Sandè che con una voce celestiale ha intrattenuto il pubblico su un commuovente (per chi ha seguito le 3258741 gare) video con gli highlights dell’evento.
Proseguendo si son esibiti i Pet Shop Boys, One Direction, George Michael (che la fa sporchissima pubblicizzando il suo nuovo album, what a shame) sino ad arrivare all’esibizione di Ed Sheeran che reinterpreta una pietra miliare della musica come Wish You Were Here in compagnia di Nick Mason conclusasi con una spettacolare messa in scena della copertina dell’album del 1975. A+.
Segue Annie Lennox in presa ad una crisi mistica, che introduce il fatidico Momento. Cinque taxi glitterati arrivano al centro del simbolo della Union Jack ed escono loro : le Spice Girls.
In un secondo sono in lacrime sul divano ad urlare ogni singola parole delle loro hits storiche con i loro soliti passi di danza da far invidia a Carla Fracci. Ma solo 4/5 Spice, perché essere nella più grande girlband di sempre e ballare è troppo mainstream per Mrs Posh Spice. (Devo ancora riprendermi).
L’organizzazione della cerimonia mi ama talmente tanto che con un intervallo di 0.0000001 secondi decide di far esibire gli Oasis, oh wait i Beady Eye. Infatti Liam&co hanno suonato (= fatto morire male il mondo) Wonderwall e sto ancora cercando di smettere di piangere.

Successivamente su uno schermo viene proiettato un video di Freddie Mercury che emozionando qualsiasi essere vivente dotato di facoltà mentali precede un assolo pazzesco del suo chitarrista storico Brian May prima di suonare La canzone, We Will Rock You, con la collaborazione di miss catsuit da 3500 stelline by Vivienne Westwood, Jessie J, a questo punto il pubblico ha dimenticato anche il proprio nome.
Tra una top model e l’altra, si decide (purtroppo) di dare un assaggio al pubblico di quello che sarà la cerimonia brasiliana del 2016, ahimè i 10 minuti più squallidi della storia dello sport e della televisione. Stendiamo un velo pietoso.
Fortunatamente si ritorna in clima british con un video che racchiude la carriera di David Bowie e i Take That che si esibiscono in quello che risulta essere l’inno della Gran Bretagna, cioè “We Rule The World” nell’apoteosi generale.
L’esibizione finale spetta ai The Who che nonostante abbiano 3258741587 anni suonano ancora come dei baldi giovincelli 20enni. La classe non è acqua.
Per il dispiacere del mondo però la cerimonia deve giungere al termine ma con lei non finiscono i miei pianti di disperazione che proseguono nel momento in cui cambio canale e su MTV trovo Emis Killa. God save the Queen and all her children, PLEASE.

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