SPECIALE: Top 5 Panetterie di Milano

di Elia Alovisi

Ora, voi direte, cosa c’entrano le panetterie top di Milano con questo sito? Niente. Ma d’altra parte anch’io non c’entro niente con questo sito, quindi godetevi l’insostenibile leggerezza della casualità e segnatevi questi ameni luoghi, sparsi per la città come mozzarella dall’attenta mano di un pizzaiolo, in cui instancabili panificatori si alzano alle cinque di mattina con il mal di schiena, la sciatica, i reni, la crisi – ostis do bali – per darvi qualcosa con cui avvolgere il crudo che vostra madre vi compra. Che poi magari si fa anche lo sbatti di aspettare al bancone per prenderlo fresco tre e venti all’etto: “ne ho fatto un po’ di più signora lascio?”Un po’ di rispetto, gioventù degenerata. Insomma.

Ah, disclaimer: chi minchia sono io per dirvi dove prendere focacce? Io per lavoro giro un po’ ovunque in città con la mia macchina e mi devo prendere da mangiare in giro. Basta. Non è che sono un guru del grano e del lievito. Mi dispiace se c’era hype (non c’era). L’opinione è personalissima ma accetto consigli quindi ditemi pure. Contribuirete ad aumentare il mio girovita. Siete felici? Sì.

1. PASTICCERIA PANIFICIO MORO
Via Ugo Betti – Zona Gallaratese

Fai che, per qualche strano caso del destino, ti trovi in via Ugo Betti. Dopo esserti fatto scorrere dentro il poetico grigio del cemento, hai un leggero languorino. È allora che il tuo occhio cade su
un’accattivante scritta ai piedi di un condominio. E ci entri a caso, anche un po’ diffidente che insomma qua che cacchio vuoi che ti diano? Iil pane che sa di niente e un calcio in culo.
E INVECE, VI GIURO, QUA C’E’ LA LINGUA DI PIZZA PIU’ BUONA EVER. Innanzitutto non costa niente – tipo due euro l’una -. Contate che è una slappa di pasta croccante al punto giusto e mai molliccia schifo, TOTALMENTE ricoperta di mozzarella (anche la crosta), alta due dita al centro e trasparente ai lati.
Non basta. Metti che prendi uno di questi insulti al cardiologo. Te l’aspettavi margherita, vero? E invece no. Il signor Moro mica è il primo stronzo che passa. Ti ha messo sotto la mozzarella della roba a caso. Che neanche la vedi all’inizio. Ma c’è. Peperoni o zucchine. Così non puoi neanche dire che ingrassi. È megahealthy. Più o meno.
Menzione d’onore per la sorta di cannolo salato con dentro wurstel megasaporito e senape che all’inizio manco ti accorgi che c’è, poi viene fuori pian piano ma ce n’è la quantità giusta. Che a me manco piace la senape di solito, e invece qua è una figata. Boh, sono i misteri dell’esistenza.

2. CASA DEL PANE – PRODOTTI DA FORNO E PASTICCERI
Via Lorenteggio – Zona Lorenteggio (ma tipo in fondo verso Cesano Boscone, che è come dire la Papua Nuova Guinea tipo).

Non so come si chiama il proprietario. L’ho sentito dire da qualche cliente ma non mi ricordo.
Facciamo che si chiama Gianni. Ecco, Gianni è egiziano e per qualche motivo ha deciso di prendere una panetteria in fondo a via Lorenteggio. Se c’è il mercato accanto venite accolti da una caciara etnico/rustico/meneghina che fa venire i lacrimoni e fa saltare i battiti al cuore. Vecchiette con borsine grandi tre volte il loro fragile corpo, contrattano il prezzo di fasci di asparagi con ambulanti dell’est in canottiera e infradito. Queste arzille signore concludono la loro shopping spree alla Casa del Pane,da Gianni. Perché Gianni è il tizio più simpatico che mai incontrerete in vita. Lo abbraccerete e lo chiamerete papà. Ve lo vorrete portare a casa.
A parte che non costa NULLA la roba: tipo due pizze gigantesche e una focaccia spendete quattro euro totali. Gianni vi serve e spara stronzate pazzesche. Tipo fa finta di non vedervi e passa ad altri, per poi scoppiare a ridere e darvi il tutto in mezzo secondo.
Gianni si ricorda il nome di tutte le sue vecchiette, si ricorda di quello che vogliono e fa partire risate che manco nelle vostre serate più paxxe. E poi, quando pensi di aver finito, Gianni che fa? Prende una pizzetta, una focaccina, un qualcosa e te lo da gratis. Sempre. E ti dice di stare attento a mangiarlo subito che l’ha appena sfornato e ti scotti. E allora, se già ti sembrava un figo, lo adori ancora di più e la roba che ti passa sembra anche più buona. Quindi non so se effettivamente fa bene le focacce e le pizze, ma sono un cazzo di romantico per queste cose, che posso farci. Puppa.

3. PANETTERIA
Via Pietro Boifava – Zona Abbiategrasso/Gratosoglio

La panetteria di via Boifava è così figa che non le serve un nome. Panetteria. Potevano chiamarla in qualche modo strano per snaturarla, anche se è evidente che cosa sia in realtà. Come un readymade di Duchamp. Potevano fare qualche arguto gioco di parole (ci suggeriscono Bread Spread e Bread $wag).
E invece no. PANETTERIA. E neanche le serve mettersi in mostra, no amici. La panetteria è al piano terra di un condominio. Semicoperta da una siepe. Con una vetrinetta che non ci sta neanche quel soprammobile della Tour Eiffel che ti ha portato zia Ilde quando è andata in viaggio di nozze con lo zio, cari loro, che gentili! dovremmo andare più spesso a trovarli.
Entri. E c’è la vecchietta più top della vita, in camice blu da lavoro. Sembra seria, prende la sua occupazione con amore. Ti serve, ti da il resto, ti dice buona giornata. Ma SI SENTE che lo fa perché le piace. Poteva andare in pensione e leggersi Dipiù di fronte al TG5. E invece è lì, la vecchietta; è lì e ti da un pezzo di pizza ovale con sopra le verdure sottolio. Perché c’è solo quella, se non vuoi la margherita. Ma tu la vuoi piena di roba, e prendi quella. E vieni sommerso da uno tsunami di olive nere, carciofini, peperoni, funghi, pomodori freschi che neanche avessero ammazzato l’Arcimboldo e messo su un pezzo di pizza. Ed è tutto megauntissimo, ma non c’è problema, perché lei ci ha pensato. E ti ha dato dei fazzoletti. Cara vecchietta.
Menzione d’onore per la focaccia normale, che non so perché ma è tipo megabuona. Ritorna l’estrema unzione (drumroll), che a quanto pare è punto forte della Panetteria di via Boifava. Ma chettefrega se ti pigli un chilo in più dai, che tanto mica ti guarda la gente quando vai a La Spezia a prendere il sole dai.

4. DOLCE PANE
Via Francesco Ferrucci – Zona Arco della Pace/Corso Sempione
Qua c’è Google Street View che mi sta sulle palle. Che ha le immagini del 2008, e a quanto pare ‘sto posto l’hanno fatto sulle ceneri di un vecchio panificio. Però fidatevi che c’è. Non è che andate lì e c’è un mio compare che vi mazzia le rotule e vi rapina di ogni vostro bene. Promesso. Dolce Pane è un po’ più mainstream dei luoghi che vi ho detto finora, tutto in vetro e con le insegne nere design minimal e le commesse ggiovani che ti sorridono e danno del tu. Che insomma, ci piace a tutti andare a mangiare i tortelli di zucca all’osteriassa del Giovanni, ma se una volta ogni tanto andiamo a prenderci il filetto gourmet mica ci sputiamo sopra no? Ecco. Quindi qua magari 7/8 euro li spendete. Ma li vale. Perché questo posto ha, secondo me, due cose che sono il top della vita:
Innanzitutto, delle sorte di minipanini alle olive verdi composti, penso, al 70% da olio d’oliva, megacroccanti, saporitissimi, vorrete bervi il naviglio dopo averne mangiato uno. Ma sono una droga che finirete come in Requiem for a Dream (ma non potete essere Jared Leto, mi dispiace, l’han già prenotato). Poi le pizze. Qua sono tonde, larghe tipo 30 cm ma sottili come un capello. La cosa top è la mozzarella megacroccante (che fa dimenticare la crosta che ogni tanto è molliccina mannaggia al panettiere come faccio a tenerla in mano) e i condimenti, che qua vanno sull’elaborato. Tipo pomodori secchi e peperoni crudi; o asparagi, crudo e brie; o salamino piccante e olive nere. Ecco. La cosa bella è che a prendere queste cose ci sono sia le signore tutte tirate che non consumano da dieci anni e sono appena andate a prendere il figlioletto alla Mameli o al Beccaria, sia i muratori ignoranti (in senso buono) e pezzati che popolano i cantieri della zona. Un connubio che scalda il cuore.
Se poi volete fare i sattoni (e lo volete fare, vi ho visto quella volta che vi siete finiti gli assaggini di wurstel all’Ipercoop) sul bancone c’è tipo una ciotolona piena di pezzi di pizzette e focaccine e cose varie aggratis. Quindi al massimo vi potete rifare dei prezzoni ranzandogli mezza produzione della mattinata. And justice for all.

5. PANE E SALUMI ZIA GIÒ
Via Bari angolo via Salerno – Zona Barona

Eh qua il nome dice tutto. Questo è il quartiere di Marracash, quindi la Giò non è che poteva chiamare la sua panetteria in un altro modo. Nei piani c’è un endorsement da parte dei Club Dogo, che sostituiranno il personale un giorno a settimana e si rivolgeranno ai clienti esclusivamente in rima.
Preoccupazioni per Jake la Furia, che rischia di consumare autonomamente la scorta della giornata a metà mattina (soprattutto data l’esperienza del rap post-periferia-centroanziani di “Scopa, Bocce e Scala”).
Ad ogni modo, qua la selezione si ampia con della roba frittissima tipo arancini di ogni forma, peso e colore che non ho mai provato, ma se avete sbatti o venite da Trapani dateci un morso e fatemi sapere come sono dai. Per il resto, punto di forza sono ancora le lingue di pizza e quelle tonde. Particolare qua è lo spessore del tutto, due dita piene di formaggio spruzzate di olio d’oliva genuino come quello che porta mamma Concetta ogni inverno dopo aver fatto l’estate al paesino che gliel’ha dato compare Turiddu al frantoio del vecchio frassino. Il condimento si perde nella pastosità del resto ma chissenefrega, vi state ficcando in bocca due chili di latte solido e grano lievitato costellato da tipo cascate di wurstel.
Vanno citati i proprietari, che sono tipo marito e moglie e hanno cura di essere le nicest people ever.
Che tipo ogni cosa che gli dici ti partono con dei “ma subito”, “grazie”, “certamente”, “se non ti piace ti faccio un panino oppure ora mi esce il gusto x se vuoi dai ci penso io”, “te la scaldo? no ok vuoi dei fazzoletti? no sicuro? ok sono tre e cinquantotto fai cinquanta grazie ancora eh a presto buona giornata ci vediamo”.

MENZIONE D’ONORE:

PANIFICIO-PASTICCERIA-CAFFETTERIA EXANA
(Viale Gran Sasso, Zona Loreto):

Si ripropone la dinamica coppia sposata-panettieri, ma qua le frizioni ogni tanto capitano, con i due che litigano allegramente di fronte alla clientela. Ma non tanto da risultare imbarazzanti. Quindi due risate ve le fate. Poi vi prendete la focaccia, che è tipo megapiatta e pienissima di olive e ve me magnate una e state a posto per tre giorni.

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1 commento su “SPECIALE: Top 5 Panetterie di Milano”

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