John con la coperta è il vi ai pi di B’ham – Super Prime + The Summer Set + We Are The In Crowd @ O2Academy, Brimingham (UK) 25/04/2012

Di Chiara Cislaghi e Mavi Mazzolini

Dopo aver passato due giorni al Camden Inn a Camden Town in quel di Londra, arriviamo all’Etap Hotel Birmingham Centre, dopo 3 ore passate sul Megabus, e ci sembra di essere in paradiso. Dirigendoci versola O2Academy di Birmingham – che dista circa 200 metri dal nostro hotel – realizziamo che lì davanti non c’è nessuno, quindi decidiamo di andare a mangiare, per la quattrocentesima volta, le backed potatoes sotto una simpatica e battente pioggia inglese. Finita la nostra cena (alle 5.00 pm perché, come tutti sapete, in UK si fa tutto nel modo sbagliato), ritorniamo alla O2Academy e ci mettiamo in fila – che ovviamente è aumentata a dismisura-.
Quando entriamo nella O2 Academy 2 i Super Prime stanno già suonando, una cover di “Sugar We’re Going Down” dei Fall Out Boy, purtroppo non posso dirvi altro su di loro in quanto non conosco le loro canzoni, ma a breve posteremo il resoconto del loro concerto di Londra ed anche l’intervista che abbiamo fatto tra i bidoni della spazzatura.
Quando questi tre ragazzi di Boston lasciano il palco, comincia il soundcheck per i Summer Set con Jess sul palco a sistemarsi da sola la batteria – che donna con le palle -. Il soundcheck dura i soliti 10 minuti, poi il resto dei Summer Set sale sul palco e il concerto inizia!
Aprono con “Punch-Drunk love”, proseguono con “Young”, “Mannequin”, “Chelsea”,”Someone Like You”, “When we were young”, “Must be the music” e chiudono con “The boys you do (get back at you)”. Nonostante quello che la maggior parte della gente possa pensare dei Summer Set, il palco lo sanno tenere eccome: Brian balla per tutto il tempo, John dà il meglio di sè mentre suona, Jess sa come pestare sulle pelli, Josh suona anche con un occhio nero, e Stephen ogni tanto canta anche.

A questo punto io lascio il racconto a Mavi perché mentre suonavano gli We Are The In Crowd ero altrove con la Chelli a fare cose che vi spiegheremo più avanti in questa settimana dedicata alla nostra esperienza nel Regno Unito.

Giusto il tempo di ricomporsi un attimo ed ascoltare un paio di canzoni della sublime preshow O2 Academy Playlist (che meriterebbe un posto a sè, altro che cantautori italiani e pizze e fichi) e i We Are The In Crowd salgono sul palco.
Nota: ero emozionata come una mamma orgogliosa, ho scoperto i We Are The In Crowd nel Gennaio 2010 insieme ai The Summer Set quando erano ancora dei ragazzini appena usciti dalla scuola superiore che a malapena sapevano pettinarsi il ciuffo, che riempivano a malapena locali da 200 persone usando come intro I’m On A Boat i primi e che facevano cover di Miley Cyrus i secondi quindi, vedere salire sul palco una dopo l’altra due bands che ho praticamente visto crescere da lontano è stata un’emozione fortissima.
Purtroppo il gruppo di Poughkeepsie -che è fra l’altro la patria di Snooki, ma va bene – ha dovuto sintetizzare la scaletta al minimo con solo una manciata di canzoni, causa le pessime condizioni di salute di Taylor. Come Mike ci dirà dopo lo show, la giovane frontwoman è stata ammalata per l’80% del tour; una cosa che ho apprezzato infinitamente e che ha reso evidente il talento e la serietà della band è emersa da come, nonostante Taylor fosse agonizzante e visibilmente provata, Taylor non si sia azzardata a cancellare un solo show.
Un set corto ma intenso insomma: si sono susseguite solo le hit più famose del giovane gruppo, da Rumor Mill a Never Be What You Want a Lights Out a On Your Own a Both Sides Of The Story e anche Kiss Me Again con la partecipazione di Brian -oh ma è bravo anche senza autotune eh- Dales, che preferisco mille volte ad Alex Gaskarth, ma non ci vuole molto a superare quello che è diventato oramai un pallone gonfiato ampiamente sopravvalutato – no hate.
La parte vocale non è purtroppo da prendere in considerazione per i motivi di salute sopra citati, ma la parte strumentale mi ha lasciata piacevolmente sorpresa. La band è totalmente coinvolta sul palco, e i vari membri sono riusciti a riempire i momenti vuoti in cui Taylor è dovuta scendere dal palco per curare la voce con dialoghi divertenti e mai noiosi.

*Chiara ritorna dalle gutters di Birmingham*

Dopo essere tornate, aver convinto la security a farci ri-entrare nella venue e avere incontrato gente della scena di Birminghm in bagno ad incipriarsi il naso, ci appostiamo tutte e quattro sul retro della Academy per aspettare l’uscita di Summer Set e We Are The In Crowd. Ed è qui che incontriamo i bizzarri personaggi che compongono la scena di B’ham: una vestita da tigre per qualche oscuro motivo – o meglio “una che aveva mangiato tigro -, soggetti (s)vestiti in perfetta contrapposizione con le condizioni metereologiche avverse, e tal John, che è un vi ai pi che va in giro con una coperta, anche qui, non si capisce perché – però lo invidiavamo un sacco -.
Ma torniamo a noi: Andando ad importunare i WATIC uno ad uno, Mike ci spiega che la band ha cancellato tutte le interviste – e quindi anche la nostra -a causa della cagionevole salute di Taylor.
Brian Dales esce con un impermeabile bianco che ci fa solo cantare “you’re more than just a MANIAC to me”, ci risaluta (ne avrà anche piene le scatole di vederci) e ci rivela che torneranno in Europa “this fall” e al mio  “Italy!Italy!Italy!”  ci rivela che ci sarà “more Europe” rispetto a questo tour, ma non è ancora sicuro di che paesi comprenderà. A questo punto lo lasciamo andare e vediamo che John (non quello con la coperta, il John vero) è lì abbandonato da tutti e allora andiamo anche da lui: si parla di pizza e ci conferma anche lui che quest’autunno tornano. Dopo ciò, lui si chiede dove sia la sua band e noi gli indichiamo il loro van e ci accorgiamo che è uscito anche Josh che si presenta ed è entusiasta del fatto fossimo venute dall’Italia per loro. Poi sale sul van insieme a Jess che non abbiamo visto perché siamo un po’ rimbambite. A questo punto il van accende il motore e noi ci chiediamo dove diavolo sia Stephen, ed è a questo punto che ci cade l’occhio sul finestrino anteriore del van, che era di fronte a noi, e vediamo un soggetto incappucciato con la testa girata dall’altra parte e realizziamo che è proprio Stephen che, come un ninja, è salito sul van senza farsi vedere da noi. Avrà avuto le sue buone ragioni. Forse.

(to be continued…)

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