“Ho la scaletta!Oh my god I’m wet!” Chump live @ Billiard Cafè

di Michela Rognoni e Chiara Cislaghi (che ha scritto solo i commenti fuori luogo)

Siccome Busto Arsizio è abbastanza vicino a casa e al Billiard Cafè (che ha di fianco un’Esselunga con scritto Olgiate Olona, e questa cosa ci ha confuse alquanto) i cocktail costano poco, abbiamo deciso di tornare a trovare i Chump per vedere cosa stavano combinando dopo aver vinto un concorso ed aver pubblicato un EP. (La recensione di tale EP non è disponibile perché tutte le copie sono esaurite e siamo rimaste senza nonostante avessimo chiesto gentilmente ad una persona ben precisa di cui non faremo il nome  “Tienicene da parte un paio che appena veniamo a vedervi ve lo compriamo”).

La loro esibizione è iniziata più tardi del previsto perché la gente nel locale stava guardando due partite di calcio contemporaneamente. Ed una partita di basket su un altro schermo.

Al momento di salire sul palco il loro gruppo di amici ha formato una massa davanti a loro e fin dalle prime note di “Mike’s Spikes” si è formato un pogo – tipo quel concerto dei Pearl Jam in cui sono morte 4 persone (cit. che può essere capita solo dagli amici di Panic! At The Disco Italia)- che si è protratto per tutta la durata del concerto davanti agli sguardi perplessi di chi ha già superato i 50 anni e diverse gravidanze.

A questo punto Robey Low, sex symbol del gruppo e versione italiana di Zac Efron, trova una scusa per suonare a petto nudo con la scaletta scritta sulla schiena, scatenando tempeste ormonali.

Come tutte le band pop punk – tipo i Simple Plan – anche i Chump hanno un pezzo intitolato “Untitled” e quindi non intitolato. Però è meno deprimente rispetto a quella dei Simple Plan.
Si procede con la novità della serata, ovvero il loro nuovo pezzo “Open Up Your Mind” scritto da Alex, chitarrista che si improvvisa cantante con ottimi risultati.

“Il Vento Della Notte” è un brano in italiano per niente scontato, ispirato da una poesia di Neruda. L’unico problema di questa canzone è che ricorda un po’ troppo il brano natalizio “I Want Candy” – la versione di quel gruppo che inizia per G e porta sfiga -.

Attenti che questo è il momento più basso della serata, mi dispiace dirlo, ma la cover di “Angel” non ha provocato nessun “eargasm”.

Jade” invece è stata come al solito una dimostrazione d’amore post-adolescenziale molto carina e coccolosa nonostante i problemi di pronuncia di Spa (voce) della lettera “R” in inglese che lo fanno sembrare a tratti un giapponese e un nazista.

Nemmeno questa volta ci risparmiano dal sentire i Green Day, ma questa cover di “Basket Case” diverte molto il pubblico, che vola di qua e di là spaccandosi le ossa tra sedie, tavoli e divanetti.

La cosa divertente è che Spa e Robey ogni tanto a caso durante le canzoni fanno degli urli totalmente cacofonici che rendono il loro show un sacco ’90.
”Pogo Al Bosco” è una canzone senza senso di cui parleremo meglio più tardi. Nel frattempo vi diciamo che parla di cacca, pipì, toilettes e cose fini di questo genere.
”Mike’s Spikes” ha addirittura una parte 2, che secondo me è meglio della parte 1, meglio strutturata, testo meno scontato e più incitamento a fare casino.
”Walkin’disaster”sabbe stata una buona cover se i membri cantanti del gruppo si fossero ricordati le parole anziché inventarle o evitare di cantarle. In ogni caso resta una buona esecuzione che lascia anche intravedere il potenziale dei Chump come “animatori-di-folle” (ma non saranno mai ai livelli di Ric).
Lo spettacolo si chiude con “Jinx (I’m Sorry Fra)”, il loro pezzo più famoso, e con la gente che continua a saltare anche a concerto finito.

Dopo la loro esibizione siamo andate ad importunare Robey Low (che nel frattempo si è rimesso la maglietta) nel suo habitat naturale e lui invece di mangiarci ci ha concesso l’intervista più idiota del mondo (che io ho scritto mentre la Chelli mi insultava perchè scrivo troppo grande; ah e volevo ricordare che il suddetto bassista ha insinuato, sotto sotto, che siamo vecchie):

Chelli: Avete mai pensato di seguire un corso accelerato d’inglese?
Robey: Per la pronuncia dici? Sì hai ragione.

C: Ma questo fantomatico “boschetto”…?

R: Ohhhh allora l’avete capito! Sì è un doppio senso. È un pezzo senza senso, ma con un doppio senso.

C: Questa è la domanda che facciamo a tutti, quindi preparati: cosa ne pensi delle uova?

R: Allora, l’albume ha un’alta carica proteica. Il tuorlo, quello giallo (grazie per avercelo ricordato), invece ha un alto contenuto di grassi.

C: Vuoi dirci qualcosa su Ulisse? (Nome del suo basso)

R:  E’ una storia che non ho mai raccontato a nessuno…no dai non voglio dirla (sei cattivissimo)! Però continuerò a riempirlo di adesivi finché non peserà 400 kg.

C: Andrai a vedere i Green Day? Suoneranno all’Iday!

R: Davvero? Wooooooooo!!! (Urlo) (Noi no condividiamo questo entusiasmo fuori luogo)

C: Perché le fragole che mettono sui cocktail sono acerbe?

R: ….Risparmiano…

C: Cosa usi per mantenere i tuoi capelli così sani e morbidi?

R: Ancora?

C: Shhhhh è una domanda dell’intervista!

R: Allora, lo shampoo Clear (pubblicità, pagatelo, vi farà da testimonial) per capelli colorati (un uomo che ammette di avere i capelli colorati, appreziamo) e una crema, tipo balsamo però più cremoso, con la confezione oro.

Ecco,  questo è il resoconto della serata. Credo che da questa intervista sensatissima avrete capito perchè nessuno ci paga per fare tutto ciò (che poi la Chelli potrebbero anche pagarla perchè scrive bene…). Au revoir.

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